Articoli

Aiuto dopo uno stupro. A chi chiederlo?

cosa fare dopo uno stupro ? parlare o tacere ? starò peggio se ne parlo ? violenza sessuale sulle donne

un bollino al pronto soccorso per seguire i Maltrattamenti in Piemonte

La Regione Piemonte ha voluto fare un passo avanti nella lotta contro le violenze in famiglia. Da qualche mese nei Pronti Soccorsi degli ospedali piemontesi alle persone che dichiarano di aver subito delle aggressioni viene dato uno speciale ” CODICE ROSA “, un canale privilegiato per garantire alle donne ed ai bambini vittime di maltrattamenti un percorso privilegiato. Nel caso in cui la vittima non ammetta la violenza ma il medico la sospetti, viene assegnato un ” sospetto codice rosa”.  A questo punto la paziente viene portata in una sala d’attesa separata dove c’è anche uno psicologo oltre ai dottori, e per tutto il tempo in cui rimane in ospedale non viene mai lasciata sola. Non è infatti infrequente che colui che ha commesso la  violenza arrivi in ospedale per minacciare la vittima o per riportarla a casa o per indurla al silenzio. 

Da anni ormai al Pronto  Soccorso esiste un sistema informatico in grado di dire immediatamente al medico quando e quante volte la paziente si è recata all’Ospedale, in modo da facilitare il compito di individuare eventuali maltrattamenti ripetuti nel tempo e magari nascosti dalla stessa vittima.ù
Grazie a questi piccoli ma importanti passi le donne hanno più occasioni di denunciare chi dìfa del male a loro o ai loro bambini.

In Piemonte Synergia Centro Trauma aiuta le vittime di violenze a ritrovare la serenità.

25 novembre – giornata internazionale contro violenza alle donne

Non restare sola a subire violenza.
Le donne devono far sentire la loro voce

Ogni anno il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ( #violenzadonne#) , nonostante il lavoro dei Centri Anti-violenza, le numerose campagne di sensibilizzazione e gli adeguamenti legislativi,  la spirale della violenza continua la sua escalation.

Nel 2016 sono 108 le donne vittime di femminicidio: ma questa è solo la punta dell’iceberg. Sono gli esiti di un fenomeno trasversale che riguarda tutte e tutti, che non fa differenze per età, cultura o estrazione sociale.

Dalle rilevazioni Istat 6 milioni 788mila donne in Italia hanno subito violenza nel corso della propria vita, più del 90% di queste violenze avviene ad opera di partner o ex partner, il 93% delle violenze perpetrate dal coniuge, compagno o fidanzato non viene denunciato. Ancora troppo spesso la gelosia e il controllo vengono confuse con espressione di attenzione e di amore. Il controllo economico, le limitazioni della libertà personale, l’impedimento a lavorare sono ancora accettati come compromessi per il bene della famiglia. Ma dietro questa facciata si nascondono forme subdole e sottili di violenza che durano nel tempo, pervadono la relazione e diventano ordinarie per le donne che le vivono ogni giorno.

La forma più diffusa di violenza è la violenza domestica e familiare, che nasce e si sviluppa in una relazione di coppia, che dura anni, che si confonde con l’amore e si nasconde per vergogna. Spesso ci si chiede “ma perchè non lo lascia?”. Di ragioni c’è ne sono molte di natura psichica, ma anche culturali e sociali.

La violenza rappresenta una delle esperienze più traumatiche, disorganizzanti e globalizzanti che gli esseri umani di qualsiasi età possano sperimentare. Vivere anni in situazioni di maltrattamento è un’esperienza pervasiva e debilitante per la persona, che alimenta sentimenti di insicurezza, paura e inadeguatezza. Spesso le donne che vivono questa esperienza sviluppano una percezione negativa di sé, non si sentono capaci e temono che denunciare non porti a reali cambiamenti, che al contrario la denuncia possa esporre loro stesse e i figli a rischi e pericoli maggiori. Per timore tendono a non parlare con nessuno di quanto accade, prendono le distanze da parenti e amici, e sono sempre più sole. Intorno a queste donne si crea una ragnatela fatta di paura, vergogna e colpa che rende molto difficile rompere il silenzio.

Per questo è importante continuare a parlarne, con le parole ma anche con il linguaggio del corpo e delle emozioni, per condividere, per non sentirsi sole.

Ogni anno, a novembre, le donne portano la loro voce nel mondo. Ma ogni giorno dell’anno  non lasciamole sole !

Synergia Centro Trauma , con sede a Moncalieri ( Torino) da anni è impegnata nella lotta alla violenza e offre sostegno e aiuto a donne e bambini che subiscono o hanno subito nel corso delle loro vita qualsiasi forma di violenza o maltrattamenti.

VIOLENZA SULLE DONNE: CHIEDI AIUTO!

Qui di seguito una storia di violenza agita e subita. Una storia in cui chi ha subito ha trovato la forza di chiedere aiuto ed è riuscita a rialzarsi e guardare con coraggio dentro a quel dolore. Una donna che ha saputo chiedere aiuto e imparare a tutelarsi. Anche tu puoi farlo.
Nessuno ti può dire che non vali niente! Decidi tu quanto vali e di cosa hai bisogno.

“Giovedì 10 gennaio 2013. Cuneo. Processo contro un uomo accusato di violenza sessuale: i vicini dicono che era sempre ubriaco. La donna presunta vittima era costretta a subire perché aveva paura di essere buttata fuori di casa. Due vicini di casa, che hanno deposto come testi del pm nel processo a Cuneo contro un uomo accusato di violenza sessuale dalla sua ex compagna, hanno confermato che in quella famiglia c’erano dei problemi: “Loro abitavano al piano di sopra e ogni tanto sentivo urlare come in ogni famiglia, ma non si capiva cosa dicevano. Lei mi ha portato suo figlio qualche volta, dicendo che non voleva che vedesse le liti con il compagno”.

In udienza la donna, che si è costituita parte civile, aveva detto che il suo compagno era “sempre ubriaco” e che la costringeva con la forza ad avere rapporti sessuali con lui. Il posto preferito dall’uomo dove assalire la campagna era il bagno, e proprio qui era stato sorpreso durante un atto violento da un amico della coppia, ospite temporaneo in casa.

“Io subivo perché dipendevo economicamente da lui. Più volte sono fuggita con il mio bambino e sono andata a stare in albergo, ma poi tornavo”, aveva detto la donna.

L’altro vicino di casa ha ricordato che lui una sera voleva entrare in casa e lei non voleva: “Ho visto la scena dalla finestra. Lei diceva: visto che hai bevuto stasera non entri a casa mia. Poi sentito il rumore di un vetro infranto, la donna mi disse che l’aveva rotto lui per entrare dal bagno”.”(articolo di Monica Bruni, dal quotidiano on line della Provincia di Cuneo)

SYNERGIA CENTRO TRAUMA E’ UN CENTRO SPECIALIZZATO SULLA CURA AI TRAUMA DA VIOLENZA SUBITA. GLI PSICOLOGI DEL CENTRO RICEVONO NELLE SEDI DI MONCALIERI (PROVINCIA DI TORINO) E TORINO.

ANCHE A BRA PUOI RICEVERE AIUTO SE HAI SUBITO UNA VIOLENZA IN FAMIGLIA, SE TUO MARITO TI PICCHIA O SE PICCHIA I TUOI FIGLI. 
LA DOTT.SSA GIOVANNA OLIVERO DI SYNERGIA CENTRO TRAUMA RICEVE ANCHE A BRA ( PROVINCIA DI CUNEO ) E PUO’ AIUTARTI A TROVARE LA FORZA DI REAGIRE O DI USCIRE DAL TUNNEL. 
NON RASSEGNARTI A SUBIRE VIOLENZA. 
CHIEDI AIUTO E NON SARAI SOLA.