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Abuso sessuale sui maschi

L’abuso sessuale sui maschi, sia bambini che adulti, non deve restare nel silenzio. Per liberarsi dai traumi infantili bisogna parlarne

Maltrattamento e abuso

Qual’è l’origine dei comportamenti violenti? Come è possibile che ai bambini accadano cose tanto orribili, commesse proprio da chi li dovrebbe amre e proteggere?

Aiuto dopo uno stupro. A chi chiederlo?

cosa fare dopo uno stupro ? parlare o tacere ? starò peggio se ne parlo ? violenza sessuale sulle donne

un bollino al pronto soccorso per seguire i Maltrattamenti in Piemonte

La Regione Piemonte ha voluto fare un passo avanti nella lotta contro le violenze in famiglia. Da qualche mese nei Pronti Soccorsi degli ospedali piemontesi alle persone che dichiarano di aver subito delle aggressioni viene dato uno speciale ” CODICE ROSA “, un canale privilegiato per garantire alle donne ed ai bambini vittime di maltrattamenti un percorso privilegiato. Nel caso in cui la vittima non ammetta la violenza ma il medico la sospetti, viene assegnato un ” sospetto codice rosa”.  A questo punto la paziente viene portata in una sala d’attesa separata dove c’è anche uno psicologo oltre ai dottori, e per tutto il tempo in cui rimane in ospedale non viene mai lasciata sola. Non è infatti infrequente che colui che ha commesso la  violenza arrivi in ospedale per minacciare la vittima o per riportarla a casa o per indurla al silenzio. 

Da anni ormai al Pronto  Soccorso esiste un sistema informatico in grado di dire immediatamente al medico quando e quante volte la paziente si è recata all’Ospedale, in modo da facilitare il compito di individuare eventuali maltrattamenti ripetuti nel tempo e magari nascosti dalla stessa vittima.ù
Grazie a questi piccoli ma importanti passi le donne hanno più occasioni di denunciare chi dìfa del male a loro o ai loro bambini.

In Piemonte Synergia Centro Trauma aiuta le vittime di violenze a ritrovare la serenità.

seminario gratuito a Torino sulla violenza psicologica

L’abuso psicologico. Cos’è e come combatterlo
Condotto dalla Dott.ssa Mina Rienzo e dalle Amministratrici della pagina Facebook
“Guarire dall’abuso nascosto”
Il seminario si incentra sul tema della violenza psicologica e delle conseguenze di questa sulla vittima,
proponendo riflessioni e strategie sul riconoscimento dell’abuso nelle relazioni e su come combatterlo.

Questa stagione propone un programma ricco di interessanti argomenti attinenti alla nostro quotidiano:
dall’abuso psicologico, al rapporto tra relazioni umane, e sessuali soprattutto, e il cellulare o la rete;
alla cura da trauma, alla sessualità dei bambini  da 0 a 6 anni, e alla varianza di genere.

Gli incontri sono aperti alla cittadinanza
Il programma esordisce con un seminarioSabato 21 ottobre 2017     ore 14.00-18.30Fondazione Carlo Molo onlus – Torino – Via Sacchi 42/F
Ingresso libero
Verrà rilasciato l’attestato di partecipazione
Iscrizione obbligatoria all’indirizzo e-mail: asst.torino@yahoo.com

lettera di una donna in psicoterapia

Lettera di una donna che ha subito violenza sessuale nell’infanzia
e che sta svolgendo un lavoro di psicoterapia presso il centro Synergia Centro Trauma




Alla Dott.ssa Cristina Roccia,  alla sua persona ed al suo lavoro prezioso ed insostituibile.
Questo è un racconto, in cui tutto cambia, 
nulla preserva la sua ugualità,
tutto si modifica nel tutto, persino nell’orgoglio.
“Respirare perché si deve, 
correre per poi fermarsi a pensare che così forse
vita non è”
Ed eccomi lì, una mattina, ai bordi del letto con i piedi a dondolo, la mia casa distrutta, devastata, rovesciata.
I tetti scoperchiati, i muri bucati. Vedo i miei passi incerti, odiosamente barcollanti. Occhi che hanno voglia di piangere, gambe che hanno voglia di correre via, lontano. Scorgo nell’angolo della stanza una vecchia valigia di cuoio, faccio un balzo e senza esitare la riempio di vestiti, libri e musica: ho deciso di partire.
Cammino per giorni e mi accorgo che solo le cicale donano risate perse al noto silenzio del mio viaggio.
Solitudine, profonda solitudine. 
Rallento il mio cammino fino ad esaurire i miei passi. 
Mi fermo e come una scossa mi torna alla mente un vecchio racconto: 
“in una spedizione in Messico, alcuni archeologi, in ricerca di antiche vestigia di civiltà, avevano ingaggiato degli indigeni per portare le casse ed i loro attrezzi. Ad un certo momento i portatori si arrestarono e non ci fu più verso di farli camminare. Gli archeologi non riuscirono immediatamente a comprendere il motivo di tale sosta, finché uno dei portatori si fece portavoce dell’intero gruppo: “Ci siamo fermati per aspettare l’anima” afferma l’indigeno “Abbiamo camminato troppo in fretta e l’anima non è stata al nostro passo”
Stavo correndo troppo? Stavo correndo troppo in fretta?
“Sì” mi risposi.
Fu ancor più triste ammettere a me stessa che avevo abbandonato la piccola bambina in pigiama ai bordi di quel letto, dentro quella stanza piena di macerie, senza un tetto che la proteggesse dalle intemperie.
“Scappare via da me volevo
  ma mi ero persa, nel labirinto del nulla, 
senza conoscere la strada del ritorno”
Fu molto faticoso accettare questa realtà e ci vollero molti giorni di cammino, ma tornai indietro.
Il cuore di quella bambina straripava di dolore che aveva con infantile abilità nascosto nuovamente in ogni angolo buio della stanza, nella speranza di non vederlo. E fu in quel momento, quando la strinsi tra le mie braccia, la curai, la lavai e la presi per mano che capii il senso di tutto questo: affrontare la verità, ma ascoltando in ritmo di quella bambina.
Ho imparato con il tempo a camminare al suo fianco, senza strattonarla ma seguendo il suo passo. Ora, se avvicino l’orecchio al suo cuoricino sento il rantolo del dolore senza giustizia. Ma giustizia fu, quando diedi voce alta alla mia voce, dando respiro a infernali incubi e sofferenze.
“Così vedo me stessa ferma a guardare il mondo in movimento, ora vedo i colori, il bianco ed il  nero e vedo l’aereo che disegna nel cielo azzurro la linea bianca che piano piano svanisce nel nulla”
Questo è il racconto mai finito, dell’infinito amore che si può donare a se stessi e che auguro ad ogni persona che soffre di poter conoscere.
Queste sono le parole di una paziente della Dottoressa Roccia: essa vi porgerà una vera mano per riportare in vita l’energia che si è consumata per lottare soli contro qualcosa di orribile.
“Il fiume riprenderà il suo corso naturale ed allora non dovrete più essere l’argine di voi stessi”
Grazie di cuore alla Dott.ssa Cristina Roccia, alla delicatezza di alcuni versi di Silvana Raffone, a me stessa per avercela fatta.
Grazie a Chiara, Paola e Rossella costantemente nel mio cuore
Christine