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un bollino al pronto soccorso per seguire i Maltrattamenti in Piemonte

La Regione Piemonte ha voluto fare un passo avanti nella lotta contro le violenze in famiglia. Da qualche mese nei Pronti Soccorsi degli ospedali piemontesi alle persone che dichiarano di aver subito delle aggressioni viene dato uno speciale ” CODICE ROSA “, un canale privilegiato per garantire alle donne ed ai bambini vittime di maltrattamenti un percorso privilegiato. Nel caso in cui la vittima non ammetta la violenza ma il medico la sospetti, viene assegnato un ” sospetto codice rosa”.  A questo punto la paziente viene portata in una sala d’attesa separata dove c’è anche uno psicologo oltre ai dottori, e per tutto il tempo in cui rimane in ospedale non viene mai lasciata sola. Non è infatti infrequente che colui che ha commesso la  violenza arrivi in ospedale per minacciare la vittima o per riportarla a casa o per indurla al silenzio. 

Da anni ormai al Pronto  Soccorso esiste un sistema informatico in grado di dire immediatamente al medico quando e quante volte la paziente si è recata all’Ospedale, in modo da facilitare il compito di individuare eventuali maltrattamenti ripetuti nel tempo e magari nascosti dalla stessa vittima.ù
Grazie a questi piccoli ma importanti passi le donne hanno più occasioni di denunciare chi dìfa del male a loro o ai loro bambini.

In Piemonte Synergia Centro Trauma aiuta le vittime di violenze a ritrovare la serenità.

I traumi passati condizionano il presente

traumi da violenza

Il maltrattamento domestico, l’abuso infantile, la piaga della pedofilia.
La ripetizione e la riproposizione di antiche violenze. Gli effetti sul cervello e sull’intero organismo che i neuroscenziati sono in grado di mostrare e illustrare.
Ora tutto questo, ben noto da tempo agli “addetti ai lavori”, viene finalmente riconosciuto anche dalla collettività, per le sue enormi ricadute sullo sviluppo, sugli individui, sulla società intera.
Così, intervenire sui traumi diventa una priorità per le politiche di salute mentale dell’intero pianeta, come indicato dalla recente Action Plan della Organizzazione Mondiale della Sanità, in linea con molte istituzioni pubbliche e i Ministeri della Salute di numerosi Paesi sparsi su tutto il globo.

Le esperienze traumatiche, infatti – soprattutto se perpetrate all’interno della famiglia da adulti significativi – condizionano non solo lo sviluppo psicologico e la salute mentale del bambino, non solo la sua capacità di stabilire relazioni affettive soddisfacenti una volta divenuto adulto e genitore a sua volta, ma addirittura il funzionamento del Sistema Nervoso, dell’apparato neuroendocrino, del benessere fisico durante l’intero arco dell’esistenza.

L’essere stati ripetutamente esposti, da bambini, a violenza e ad abusi costituisce inoltre un innegabile, decisivo fattore di rischio per diventare in futuro un adulto maltrattante.

Un vero e proprio labirinto, quindi, quello del trauma, un groviglio di strade nel quale è tanto facile “perdersi” quanto difficile uscirne.
E allora l’EMDR può costituire davvero quel filo di Arianna indispensabile a riattraversare i percorsi intricati degli eventi traumatici e a permettere di ritrovare finalmente la propria strada verso l’uscita.
Intervenire con l’EMDR sul coniuge o sul genitore maltrattante, sulle vittime, sui figli esposti alle violenze e al conflitto, diventa fondamentale per interrompere il ciclo dell’abuso e la trasmissione di modelli di comportamento disfunzionali attraverso le generazioni.

E l’approccio EMDR offre l’occasione non solo per rielaborare i traumi del passato, ma anche per potenziare le capacità personali e le risorse individuali, per affrontare le sfide della vita quotidiana, per andare davvero “oltre il trauma”.  Fonte:Ciao.it 

Ecco perché l’EMDR vene sempre più consigliato dalle massime autorità sanitarie in tutto il mondo, dal Servizio Sanitario degli Stati Uniti, dall’Organizzazione Mondiale della Sanità, dal nostro Ministero della Salute. Ecco perché si diffonde anche in Asia, in Africa, in America Latina.

Per questo motivo, il Congresso Nazionale della nostra Associazione (Milano, 8-10 Novembre) dal titolo I labirinti del trauma: il filo dell’EMDR, sarà centrato sullo stato dell’arte di questi nuovi ambiti di applicazione dell’EMDR: la violenza domestica, i sopravvissuti all’abuso sessuale, il controllo della rabbia e dell’aggressività, i disturbi dell’umore come il disturbo bipolare, ecc.
Attraverso una serie di workshop formativi, che vedranno avvicendarsi relatori di eccezione, tra i massimi esperti internazionali nell’uso dell’EMDR su questi campi di applicazione, i partecipanti avranno la possibilità di un apprendimento, di un aggiornamento, di un confronto, su un terreno clinico che rappresenta la vera sfida per il futuro delle psicoterapie, alle quali ancora una volta l’EMDR porterà il suo contributo decisivo.