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parlare del terrorismo ai bambini


                                            Parlare del Terrorismo ai bambini e dell’ISIS
Gli atti terroristici e le azioni di
guerra commesse dall’ISIS sono avvenimenti drammatici commessi dall’uomini, accadimenti che non si esauriscono
in un singolo episodio. Questi avvenimenti minacciano profondamente le certezze dei bambini insinuando l’idea che il mondo può non essere
più un posto sicuro. In questi ultimi anni in particolare la ferocia
delle azioni terroristiche ha sconvolto le nostre certezze e messo in
discussione la nostra idea di sicurezza. Anche una scuola, un parco, una discoteca o un parco giochi possono essere  bersagli di azioni terroristiche che provocano la morte di numerose
persone.
Occorre quindi una riflessione su come
proporre ai bambini una verità così difficile da metabolizzare e da spiegare.
Perchè un
essere umano può uccidere persone innocenti con una tale ferocia ? E
come possiamo sentirci nuovamente al sicuro ?
L’associazione EMDR Italia si è
occupata dell’argomento nel numero 31 (marzo 2016) della rivista di
psicoterapia EMDR. Questo perchè sempre più gli psicologi si trovano
a dovere parlare con bambini e bambine che sono state traumatizzate
dalle azioni terroristiche dell’ISIS, dalle immagini in TV, dalle reazioni dei genitori o dei coetanei.
Sarebbe utile :
1) controllare o ridurre la visione delle immagini
dell’evento in TV, immagini accompagnate da ansia e angoscia da parte
sia del giornalista che le propone che dei genitori che le guardano.
2) aiutare i bambini a
chiedere ciò che vogliono sapere attorno a questo argomento.
3)  fare ordine fra
le informazioni già in possesso dei bambini e ciò che loro
desiderano conoscere. 
4) dire la verità in modo
chiaro, in rapporto all’età e alla capacità di comprensione del
bambino.
5) gli adulti devono mantenere la calma ed il controllo in quando “mediatori emotivi”;
anche gli adulti possono infatti essere stati traumatizzati dalle
immagini viste, e potrebbero parlare ai bambini in tono allarmato o
angosciato, vanificando lo sforzo di tranquillizzarli.
6)  far
sapere ai bambini che ci sono persone, come polizia e personale
sanitario, che stanno lavorano per risolvere le conseguenze degli
eventi e garantire la sicurezza.
7) riportare i bambini al qui ed
ora, al momento attuale, e farli contattare la sensazione di
sicurezza che hanno in quel momento. 
8) accogliere qualsiasi tipo di domanda, anche strana, senza sgridarli
o deriderli, accogliendo le emozioni qualsiasi esse siano e senza
cercare di cambiarle o ridurle al silenzio.

Può succedere che i bambini ed i
ragazzi manifestino dei veri e propri sintomi da stress post
traumatico, anche senza essere stati presenti direttamente
all’evento. In tal caso è utile consultare uno specialista, in
particolar modo uno psicologo che sappia usare l’EMDR. 
L’EMDR può
anche essere utilizzato con un’intera classe
, con un gruppo quindi,
qualora la situazione lo richieda.