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Cura per il PTSD; cosa serve per stare meglio?

Quando hai il disturbo post traumatico da stress si fatica a dormire, ci sono incubi. La cura migliore è quella psicologica, ma anche i farmaci possono essere utili

lettera di una donna in psicoterapia

Lettera di una donna che ha subito violenza sessuale nell’infanzia
e che sta svolgendo un lavoro di psicoterapia presso il centro Synergia Centro Trauma




Alla Dott.ssa Cristina Roccia,  alla sua persona ed al suo lavoro prezioso ed insostituibile.
Questo è un racconto, in cui tutto cambia, 
nulla preserva la sua ugualità,
tutto si modifica nel tutto, persino nell’orgoglio.
“Respirare perché si deve, 
correre per poi fermarsi a pensare che così forse
vita non è”
Ed eccomi lì, una mattina, ai bordi del letto con i piedi a dondolo, la mia casa distrutta, devastata, rovesciata.
I tetti scoperchiati, i muri bucati. Vedo i miei passi incerti, odiosamente barcollanti. Occhi che hanno voglia di piangere, gambe che hanno voglia di correre via, lontano. Scorgo nell’angolo della stanza una vecchia valigia di cuoio, faccio un balzo e senza esitare la riempio di vestiti, libri e musica: ho deciso di partire.
Cammino per giorni e mi accorgo che solo le cicale donano risate perse al noto silenzio del mio viaggio.
Solitudine, profonda solitudine. 
Rallento il mio cammino fino ad esaurire i miei passi. 
Mi fermo e come una scossa mi torna alla mente un vecchio racconto: 
“in una spedizione in Messico, alcuni archeologi, in ricerca di antiche vestigia di civiltà, avevano ingaggiato degli indigeni per portare le casse ed i loro attrezzi. Ad un certo momento i portatori si arrestarono e non ci fu più verso di farli camminare. Gli archeologi non riuscirono immediatamente a comprendere il motivo di tale sosta, finché uno dei portatori si fece portavoce dell’intero gruppo: “Ci siamo fermati per aspettare l’anima” afferma l’indigeno “Abbiamo camminato troppo in fretta e l’anima non è stata al nostro passo”
Stavo correndo troppo? Stavo correndo troppo in fretta?
“Sì” mi risposi.
Fu ancor più triste ammettere a me stessa che avevo abbandonato la piccola bambina in pigiama ai bordi di quel letto, dentro quella stanza piena di macerie, senza un tetto che la proteggesse dalle intemperie.
“Scappare via da me volevo
  ma mi ero persa, nel labirinto del nulla, 
senza conoscere la strada del ritorno”
Fu molto faticoso accettare questa realtà e ci vollero molti giorni di cammino, ma tornai indietro.
Il cuore di quella bambina straripava di dolore che aveva con infantile abilità nascosto nuovamente in ogni angolo buio della stanza, nella speranza di non vederlo. E fu in quel momento, quando la strinsi tra le mie braccia, la curai, la lavai e la presi per mano che capii il senso di tutto questo: affrontare la verità, ma ascoltando in ritmo di quella bambina.
Ho imparato con il tempo a camminare al suo fianco, senza strattonarla ma seguendo il suo passo. Ora, se avvicino l’orecchio al suo cuoricino sento il rantolo del dolore senza giustizia. Ma giustizia fu, quando diedi voce alta alla mia voce, dando respiro a infernali incubi e sofferenze.
“Così vedo me stessa ferma a guardare il mondo in movimento, ora vedo i colori, il bianco ed il  nero e vedo l’aereo che disegna nel cielo azzurro la linea bianca che piano piano svanisce nel nulla”
Questo è il racconto mai finito, dell’infinito amore che si può donare a se stessi e che auguro ad ogni persona che soffre di poter conoscere.
Queste sono le parole di una paziente della Dottoressa Roccia: essa vi porgerà una vera mano per riportare in vita l’energia che si è consumata per lottare soli contro qualcosa di orribile.
“Il fiume riprenderà il suo corso naturale ed allora non dovrete più essere l’argine di voi stessi”
Grazie di cuore alla Dott.ssa Cristina Roccia, alla delicatezza di alcuni versi di Silvana Raffone, a me stessa per avercela fatta.
Grazie a Chiara, Paola e Rossella costantemente nel mio cuore
Christine

IL TRAUMA SUI BAMBINI: BRUCE PERRY NE PARLERA’ A MILANO.

E’ con molto piacere che vi proponiamo domani un evento molto atteso.
Bruce Perry, un eccellente psicotraumatologo infantile americano sarà a Milano!
Il convegno sarà centrato sugli effetti della violenza, della trascuratezza, …del trauma sui bambini.
Come riconoscerli e affrontarli?
Intervenite numerosi!

SEMINARIO.

  MALTRATTAMENTO E ABUSO: 
COME RICONOSCERLI E COSA FARE?
UNA GIORNATA DI FORMAZIONE PER GLI INSEGNANTI 
DELLA SCUOLA PRIMARIA
DESTINATARI: Insegnanti e dirigenti della scuola primaria
DATA: venerdì 13 novembre 2015
DURATA: una giornata di 6 ore
ORARI: 10:00 – 17:00
SEDE: Centro TIAMA – via G.B. Piazzetta, 2 – Milano
COSTO: 50 euro
PREMESSA

L’abuso e il maltrattamento infantile costituiscono un fenomeno molto frequente e composito in quanto ne esistono molte forme diverse (maltrattamento fisico, incuria, abuso sessuale, violenza domestica assistita, maltrattamento psicologico..).
L’abuso e il maltrattamento infantile possono causare un disagio molto elevato e a lungo termine che si ripercuote in molti ambiti quali la relazione con i pari, la relazione con gli adulti, lo sviluppo emotivo e cognitivo e il rendimento scolastico.
E’ inoltre importante ricordare che le situazione di abuso e maltrattamento hanno spesso un’origine intrafamiliare.

La scuola rappresenta, quindi, un luogo privilegiato nel quale il bambino può esprimere i propri vissuti di disagio attraverso l’utilizzo di molti canali differenti quali la parola, il gioco, il disegno…
Conoscere le diverse forme di abuso e maltrattamento esistenti, sapere cosa fare, come attivarsi e come interagire nello specifico con il bambino diventa quindi fondamentale per l’insegnante in quanto permette di reagire in modo appropriato e tempestivo rispetto al disagio manifestato.

OBIETTIVI FORMATIVI
Conoscere:
– possibili indicatori per il riconoscimento del disagio infantile;
– possibili modalità di approccio ed interazione con il bambino;
– procedure operative nelle situazioni di sospetto abuso;
– conseguenze della segnalazione di un sospetto abuso;
– rapporti con i servizi territoriali e specializzati.
METODOLOGIA
La giornata sarà articolata in una parte di esposizione di contenuti teorici sui temi trattati e in un momento di attivazione, condivisione e confronto di esperienze con il gruppo dei partecipanti.
DOCENTI: 
Raffaella Dellera, assistente sociale
Chiara Giovanelli, psicologa e psicoterapeuta
ASPETTI ORGANIZZATIVI
La sede del corso è presso: Centro TIAMA – Via G.B. Piazzetta, 2 – Milano.
L’orario del seminario è dalle ore 10:30 alle ore 17:30 (con un’ora di pausa).
Le iscrizioni devono pervenire alla Segreteria Formazione, entro dieci giorni dall’inizio del Corso. Le iscrizioni saranno accolte, tramite apposito modulo, fino al limite massimo previsto, secondo l’ordine cronologico di presentazione.
L’iscritto è tenuto a versare la quota di partecipazione all’atto dell’iscrizione, mediante bonifico bancario sul conto intestato:

LA STRADA SOCIETA’ COOPERATIVA SOC.
BANCA PROSSIMA
IBAN    IT 48 I 03359 016001 00000002788

e a inviare di seguito via fax copia dello stesso alla segreteria. Successivamente, sarà recapitata una comunicazione di conferma iscrizione all’indirizzo indicato nella domanda di partecipazione.
Il costo per partecipante è di euro 50 (la prestazione é esente IVA).
Si informa che i corsi verranno attivati al raggiungimento minimo degli iscritti. Dieci giorni prima, gli iscritti riceveranno una conferma dell’effettivo inizio del corso. In caso di rinuncia dopo tale data non è previsto rimborso.
 
CONTATTI
Per informazioni contattare la Segreteria Formazione: Tel. 02/70633381 – Fax. 02/70634866
Per iscrizioni: inviare il modulo apposito via fax (02.57401701) o via mail formazione@lastrada.it

SEMINARIO.

                                               Venerdì 13 novembre 2015 ore 18:30

Casa della Psicologia


P.zza Castello, 2 – Milano


Conversazione con i curatori 

Maria Silvana Patti* e Alessandro Vassalli**, 


in occasione della presentazione del libro:

 “Il corpo accusa il colpo” di Bessel Van der Kolk

Questo è un libro che ci riguarda. Parla di noi e a noi; e non tanto e non solo come clinici e operatori del settore ma come esseri umani” (dall’introduzione).
Il trauma, infatti, interrompe la trama dell’esistenza, ledendo profondamente il nostro senso di sé e il senso che conferiamo alla nostra vita e tutto ciò compromette la capacità di ‘stare nel presente’, di coinvolgerci, di creare relazioni soddisfacenti e di essere membri effettivi della società. Da clinici, come ci poniamo di fronte a tutto questo? Esiste una terapia elettiva del trauma? Cosa ci guida nella scelta del trattamento?

Il testo, che si articola in cinque parti, esplora approfonditamente le più importanti e moderne prospettive sul trauma: dalle più innovative scoperte delle neuroscienze al ruolo sostanziale del corpo nella cura, dall’importanza delle esperienze condivise ai percorsi di terapia dello stress post-traumatico. In questo quadro l’autore espone con chiarezza ed esaustività il proprio punto di vista, elaborato in decenni di lavoro con pazienti vittime di traumi.

I curatori, Maria Silvana Patti* e Alessandro Vassalli**, condivideranno con i presenti la loro esperienza nel campo della psicotraumatologia, a partire dai contenuti del libro in un momento di scambio e confronto.

L’ingresso è gratuito. 

Per partecipare e per altre info, inviare una mail a formazione@arpmilano.it

* Psicologa e psicoterapeuta. Coordinatrice del Servizio di Diagnosi e Terapia del Trauma Psicologico dell’A.R.P. di Milano.
** Psicologo, psicoanalista della Società Psicoanalitica Italiana e professore incaricato, Università Cattolica di Milano. Responsabile del Servizio di Diagnosi e Terapia del Trauma Psicologico dell’A.R.P. di Milano.

COME SPIEGARE LA TOSSICODIPENDENZA O LA DIPENDENZA DA ALCOL A TUO FIGLIO?

Spiegare ad un bambino o ad un ragazzo cosa significa diventare dipendente dalla droga o dall’alcool è a volte molto difficile. Però questo breve video potrebbe rendere la cosa più semplice.

Buona visione..

LA TRAUMATIZZAZIONE VICARIA: IL TRAUMA DI CHI SOCCORRE.

Normalmente
quando si pensa alle persone traumatizzate ci si riferisce a chi ha
direttamente vissuto un evento sconvolgente. In realtà essi rappresentano
soltanto una fetta della torta.

Secondo
la classificazione proposta da Taylor e Frazer, che suddivide le vittime di
incidenti critici per livelli a seconda del grado di prossimità e
coinvolgimento all’evento, il personale del Soccorso e le Forze dell’ordine
sono classificate  come vittime di terzo
livello. Questi operatori si trovano spesso a lavorare in contesti molto
difficili, cercando di fornire un aiuto efficace a persone che si trovano in
condizione di pericolo. Nonostante essi tendenzialmente sviluppino col tempo
una soglia di tolleranza agli eventi traumatici piuttosto alta, può capitare
che anch’essi vadano incontro a disturbi psicopatologici.
Si
tratta della cosiddetta traumatizzazione vicaria o secondaria: l’operatore si
ritrova a vivere egli stesso un’esperienza traumatica, non per esposizione diretta,
ma per il contatto con la persona traumatizzata. In altre parole essi possono
ritrovarsi a “vivere” il trauma di un’altra persona in qualità di soccorritori,
parenti, o amici della vittima stessa.

In
questi casi è fondamentale non attendere che i sintomi svaniscano, perché nel
tempo essi potrebbero intralciale le normali capacità lavorative.
Se
vi trovate in questa situazione, sappiate che prendere in mano il problema è la
cosa più utile da fare: chiamate uno specialista che vi aiuti ad elaborare la
brutta esperienza.
Synergia
Centro Trauma è specializzato nella diagnosi e cura al trauma psichico.
CHIAMACI SE HAI BISOGNO DI UN AIUTO: 3315049340  oppure  3356765376.

Al telefono risponderà sempre una psicologa con cui potrai prendere un appuntamento o a cui potrai chiedere informazioni.

NON SEMPRE E’ UN DISTURBO DA STRESS POST-TRAUMATICO…

Negli
ultimi anni si è molto concentrata l’attenzione sui disturbi psicologici che si
possono sviluppare in seguito a un evento traumatico.  Ormai sdoganato è l’acronimo inglese “PTSD”
che per esteso significa “disturbo da stress post-traumatico” e che definisce
un insieme di sintomi precisi che si  possono attivare in modo cronico a seguito di un
evento traumatico.  Spesso ci si
riferisce ad esso come ad un disturbo inevitabile, ma esso non è l’unico che
può attivarsi! 
Molte e diverse possono essere le reazioni.
Approfonditi studi e ricerche sono state svolte presso l’University of Sydney su campioni di persone di età diverse che avevano avuto accesso al Pronto Soccorso
degli ospedali a seguito di un evento traumatico. A seguito di ciò, si è attentamente valutato
quanto segue. Ad una valutazione psicologica a distanza di 3 mesi e poi a 12 mesi dall’evento, è
risultato che il 33% dei soggetti aveva sviluppato un disturbo, cioè non era riuscito ad elaborare spontaneamente l’evento subìto. Diverse però erano le
problematiche e diverse le diagnosi, anche a partire dallo stesso evento: alcune persone, per la maggior parte in realtà, avevano sviluppato un disturbo
depressivo, altre invece un disturbo d’ansia generalizzato, altri ancora abuso
di sostanze, agorafobia e PTSD.
Questo
studio, ultimo di una lunga serie, mostra come a seguito di un evento
traumatico le persone possano reagire in modi molto diversi, a seconda della
loro storia di vita, delle loro esperienze pregresse, delle loro capacità e
della loro vulnerabilità. Non pensiamo dunque soltanto che se abbiamo vissuto un evento difficile da digerire saremo condannati ad un disturbo da stress post traumatico (come per altro spesso sento dire!). Intanto ricordiamoci che il 77%  del campione preso in esame non ha sviluppato disturbi! Per il resto apriamoci alla possibilità che esso possa scatenare anche “problemi” come depressione, ansia, sregolatezza, fobia o disturbi
dissociativi.
Se hai vissuto un evento traumatico e pensi di avere delle difficoltà che da quel momento si sono presentate e sembrano non volersene andare…. CHIAMA.
INSIEME CERCHEREMO UN SIGNIFICATO E UNA CURA AI TUOI PROBLEMI!
Dott.sa
GIOVANNA OLIVERO
Psicologa
Psicoterapeuta

347
7025158
Studio a Moncalieri (To)
              Bra (Cn)

Cura al trauma: nuovo libro di M. Giannantonio

Nuovo libro sulla cura del trauma, 
a cura dello psicologo e psicoterapeuta Michele Giannantonio. 

“E’ innanzitutto il corpo che ci dice che esistiamo, ed è proprio attraverso il corpo che percepiamo quando il passato non se n’è andato davvero, ma respira e cammina – come un’ombra – insieme a noi. Dobbiamo perciò accogliere e trasformare i ricordi del corpo, e riportare la vita nel presente”.

Questo il titolo del nuovo libro di Michele Giannantonio, psicologo e psicoterapeuta, pubblicato nel 2013: “Trauma, attaccamento e sessualità. Psicoterapia Integrata – Corporea per le ferite invisibili”. Milano: ed. Mimesis. Esso ci spiega come il nostro corpo conservi il ricordo dei traumi vissuti nel passato e come, molto spesso, per curare le ferite dell’anima occorra iniziare ad occuparsi proprio del corpo, depositario di tutti i nostri segreti. Ascoltare, dunque, il proprio corpo per ascoltarsi dentro. Prendersi cura di sé per guardare al futuro con serenità è importante. 
A Moncalieri e Torino è presente da ormai molti anni un centro specializzato nella cura dei traumi psichici, delle violenze sulla donne, violenze sui bambini, abusi all’infanzia ed esperienze traumatiche infantili. Psicologi e psicoterapeuti specializzati ti aiuteranno ad affrontare la sofferenza per poter coltivare un futuro più sereno.
Synergia Centro Trauma.