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BAMBINI E RAGAZZI CON PROBLEMI EMOTIVI

Molto spesso mi capita di incontrare nel mio studio genitori preoccupati per il loro figlio, che ha comportamenti difficili da gestire. Il più delle volte si tratta di comportamenti che nascondono un disagio emotivo che il bambino o ragazzo nutre dentro di sé e non riesce ad esprimere una altro modo.
Come si fa allora ad aiutare questi bambini/ragazzi a simpatizzare con le emozioni che provano e questi genitori a gestirli meglio?
PRIMA REGOLA. I FIGLI IMPARANO DAI PROPRI GENITORI.
Che uno lo voglia o no, il genitore è sempre un esempio per il figlio. Perciò, si può usare questa regola a proprio vantaggio. Se, per esempio, il bambino agisce comportamenti aggressivi che esprimono in modo corporeo la rabbia che prova, il genitore allora potrà farsi portatore di un modo più costruttivi di esprimere la propria rabbia: quando il genitore si arrabbia, egli per primo dovrà ricordarsi di essere d’esempio per il figlio e cercare di esprimere quella rabbia in parole e imparare a controllarla. Così il figlio potrà più facilmente apprendere un modo più efficace di esprimere ciò che ha dentro.. senza la paura di essere vissuto come cattivo.
Pensate se il genitore continuasse a urlare quando è arrabbiato o addirittura ad alzare le mani. Che insegnamento ne potrebbe trarre il figlio?? …Che quando si è arrabbiati si alza la voce e anche le mani! Certo, magari quello non è l’insegnamento che razionalmente il genitore gli ha dato, ma nella pratica quotidiana è quello che gli ha trasmesso.
Queste sembrano banalità, ma la sostanza è in realtà ben più profonda. 
Fare i genitori è il mestiere più difficile al  mondo perché nessuno ce lo insegna. Lo si impara soltanto facendolo e sbagliando!!! Ma la cosa più importante è che la perfezione è soltanto un’idea. Ognuno sbaglia e in fondo ce lo si augura anche un po’ …… perché sbagliando si impara, ci si mette in discussione e si evolve!
Certo il discorso è un tantino più complesso di così.
Però… cari genitori, non pensiate di fare una brutta figura a venire dallo psicologo. E’ più avanti una persona che sa farsi le domande e sa mettersi in discussione, piuttosto che una persona che resta sulle sue idee e sminuisce i problemi per paura di affrontarli!
Dr. GIOVANNA OLIVERO
PSICOLOGA PSICOTERAPEUTA 
SPECIALISTA ETA’ EVOLUTIVA
347.702.5158
Ricevo a Bra e Moncalieri

GIOVANI IN CRISI…

Viviamo in una società che sta attraversando forti cambiamenti, a partire da quello storico, passando per quello economico, fino ad arrivare a quello generazionale. Tutto attorno a noi si modifica e spesso non ci ritroviamo più, ci sentiamo smarriti e non sappiamo come affrontare qualcosa che non riusciamo neanche bene a capire..

Sono soprattutto i giovani a “ereditare” queste pesantezze…, figli della generazione delle speranze e del benessere economico, ma allo stesso tempo coloro che si trovano a fare i conti con una realtà che poco li sa accogliere. C’è nel nostro tempo una forte chiusura: si cresce con il pensiero dell’estetica e della cura di se stessi, buona cosa in realtà, che però a volte diventa una trappola, quando i nostri pensieri e le nostre emozioni non riescono ad emergere e si nascondono dentro quel bel vestito e    quell’apparenza da mantenere. Piuttosto simile è la capacità di relazionarsi con gli altri, che sempre più spesso si è ritirata in favore di un mondo virtuale, in cui se da un lato tutti sono amici di tutti e le distanze si fanno brevi, dall’altro senza che ce ne accorgiamo ci pone al centro di un mondo non reale ma fittizio. Così ci si ritrova ad avere 300 amici su Facebook e non sapere poi con chi trascorrere il sabato sera!
Questo è solo uno degli esempi che ritraggono la società di oggi.
In tutto ciò occorre poi aggiungere l’aspetto lavorativo, non secondario. Il giovane di oggi è cresciuto con la domanda “cosa vorresti fare da grande?” e sognando di poter raggiungere il proprio desiderio, ha scelto la scuola superiore in funzione delle proprie capacità, preparandosi con fatica al lavoro che vorrebbe fare, ma quando ci arriva, si ritrova un mondo che non gli permette tutto ciò. …Questo è molto difficile da sostenere, perché ci si ritrova poi a sentirsi svalutato oppure a non credere per primo nelle proprie capacità! 
Se poi pensiamo che a questa età ci si individualizza e ci si distacca dalla famiglia per potersi creare ognuno la propria indipendenza ( ovviamente non solo economica)… ci si ritrova sempre più spesso a 30 anni, a vivere soli in un mini alloggio e in crisi profonda con se stessi!
Che fare?
Eh,… non facile la risposta. 
Prima di tutto si inizia sempre dal rendersi conto che si ha un problema, che si hanno delle difficoltà. Quando ci si rende conto di ciò, … già si è a buon punto.
Il secondo passo è quello di cercare di aprirsi cn qualcuno di fidato e iniziare a parlarne, perché mettere in parola le cose che ci spaventano fa si che queste piano  piano ci fanno meno paura e diventano più affrontabili.
Terzo, se non riesci ad affrontarli da solo, cerca in te il coraggio di chiedere un aiuto.
In questo caso, uno psicologo ti può aiutare a riflettere su te stesso e a trovare al tua risposta!
Non restare da solo con i tuoi problemi. 
Sii coraggioso verso te stesso e affrontali, magari con l’aiuto di qualcuno!
Se pensi che uno psicologo ti può essere d’aiuto, chiamami. 
Cercheremo insieme di affrontare ciò che ti affligge.
Dr. GIOVANNA OLIVERO
Psicologa – Psicoterapeuta
Specialista età evolutiva
347.702.5158
Ricevo a Bra e Moncalieri

DISLESSIA E DSA: UN AIUTO PER LETTURA.

Chi l’ha detto che i libri sono solo fatti di parole…..Avete
mai acquistato un libro pop-up per i vostri bimbi e soprattutto per i vostri
ragazzi dislessici????
Ma cos’è un
libro pop-up?
Con questo nome si intende un libro animato tridimensionale e
illustrato realizzato in modo da dare l’illusione del movimento e della
tridimensionalità.
Questi libri sono adatti a tutti 
i bambini e possono essere particolarmente indicati per i nostri piccolo
lettori con DSA (dislessia) poiché,
utilizzando come canale principale quello visivo ( sono libri ricchi di
immagini), li avvicinano ai testi in modo naturale e divertente.

I ragazzi con DSA (dislessia) impareranno così ad apprezzare le pagine di un
libro grazie ai contenuti di facile accesso: le immagini divertenti e colorate
rapiranno la loro attenzione e l’ansia e la difficoltà della lettura di parole verrà sostituita da una gradevole
sensazione.
Questi testi rappresentano così
un modo allegro e divertente per avvicinare i ragazzi dislessici (DSA)
alla lettura. Consiglio alle maestre, alle mamme e a chi lavora con i bimbi
dislessici di proporre spesso l’utilizzo di questi libri che sono anche in
grado di trattare romanzi e grandi classici.

Ora guardate le immagini e ditemi se non sono bellissimi
anche per noi adulti !!

MALTRATTAMENTI E ABUSI SESSUALI SU MINORI: COSA FARE?

Se ti è capitato di vivere un’esperienza violenta o di subire atti sessuali, sappi che ci sono delle cose che si possono fare per affrontare la situazione. 
Non pensare che sia tutto perduto. Chiedere l’aiuto più idoneo è la prima cosa a cui pensare.
I bambini e i ragazzi che hanno vissuto l’esperienza di un
maltrattamento, di una violenza, di uno stupro o dell’abuso sessuale HANNO
NECESSARIAMENTE BISOGNO DI UN SOSTEGNO PSICOLOGICO
E MOLTO SPESSO DI UNA VERA
PSICOTERAPIA.
Il dolore di un’esperienza così sconvolgente non passa da
solo e non si risolvere parlandone. Ci vuole l’intervento di qualcuno che sia
specializzato sulla cura dei TRAUMI
E DELLE SUE CONSEGUENZE.
Conoscere le conseguenze di un’esperienza traumatica, è
fondamentale per poter aiutare chi sta male: un esperto può aiutarti a
comprendere quali sono le reazioni normali in situazioni così shoccanti, a
riconoscerle nel comportamento di chi ha subito la violenza, a capire cosa fare
affinché quella persona possa stare meglio.

La situazione si fa ancor più urgente e drammatica quando ad
essere coinvolti sono BAMBINI, RAGAZZI, ADOLESCENTI, femmine o maschi che
siano.
Per approfondire ulteriormente l’argomento, visita il sito
di Synergia Centro Trauma, un centro in cui lavorano psicoterapeuti specializzati sulla diagnosi e sulla cura al trauma psichico, in
adulti e bambini: