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La scuola media a cosa serve?

      La scuola media a cosa deve servire ?

La scuola fino ai diciotto anni è fatta per costruire una
personalità, la TUA personalità, e non deve costringerti ad essere una altro. La scuola deve tirar fuori quello che sei tu, questa è la funzione della scuola media. Poi la “professione” è un’altra storia, incomincia all’Università. Prima è soltanto “diventa uomo”, devo imparare tutto, dare un senso alle vicende che mi circondano, alle cose, alle persone, ma se non costruisci te stesso, l’uomo, non saprai fare nessuna professione, e comunque non darai senso a nessuna professione.

Queste le parole di Roberto Vecchioni, che prima di essere un cantante è stato per molti anni un insegnante. La scuola media e la scuola superiore in Italia hanno ormai dimenticato da tempo questa funzione fondamentale, e troppo spesso sono solo dei luoghi in cui vengono trasmessi dati e concetti. Non a caso sempre più famiglie scelgono il percorso dellistruzione parentale, cioè un tipo di istruzione in cui la scuola è tagliata fuori e i genitori si assumono in prima persona la responsabilità dell’istruzione dei propri figli. Se ciò accade sempre con maggior frequenza  (stanno nascendo anche numerose scuole parentali, cioè gruppi di bambini gestiti da genitori od insegnanti che non si attengono e regole e programmi ministeriali), la scuola italiana si dovrebbe interrogare sulle motivazioni di questo nuovo fenomeno emergente e fare delle riflessioni che portino a dei cambiamenti importanti.

Per migliorare il rendimento scolastico dei bambini e dei ragazzi, per aumentare la concentrazione e la memoria.
Prova il Metodo Tomatis; con la musica e non con noiose lezioni e ripetizioni, possiamo aiutare i tuoi figli a sviluppare le proprie capacità, a tirar fuori le proprie doti nascoste, a diventare persone serene e non solo allievi prestanti che prendono bei voti a scuola

Centro AFP Alfred Tomatis a Moncalieri ( Torino )

Collegno (Torino) combatte il bullismo

STOP BULLISMO E CYBERBULLISMO

Da dicembre 2016 a Collegno è attivo lo spazio NE’ BULLI NE’ VITTIME rivolto ragazze e ragazzi, insegnati e genitori, un importante progetto per offrire sostegno e contrastare il bullismo e il disagio scolastico e sociale.

CHE COS’E’ IL #BULLISMO#  ?

Il termine bullismo è la traduzione italiana dell’inglese “Bullying” ed indica un insieme di comportamenti e azioni indirizzate ad ottenere controllo e potere su un’altra persona.

Secondo i dati più recenti, pubblicati da Telefono Azzurro nel rapporto sull’ “Osservatorio Adolescenza” del 2014, il 34,7% di ragazzi di età compresa tra 11 e 19 anni ammette di aver assistito o di essere stata vittima di atti di bullismo.

Spesso non viene data l’importanza dovuta al fenomeno perché viene confuso, almeno inizialmente con normali conflitti tra coetanei, ma il bullismo è caratterizzato da alcuni fattori molto significativi:
1) l’intenzionalità: il bullo mette in atto intenzionalmente dei comportamenti fisici, verbali o psicologici con lo scopo di offendere l’altro, arrecargli danno o disagio.
2) la persistenza: le prepotenze sono protratte nel tempo
3) l’asimmetria della relazione: fondata sul disequilibrio e sulla disuguaglianza di forza tra il bullo e la vittima, che spesso non è in grado di difendersi;
4) il comportamento di attacco può essere perpetrato con modalità fisiche o verbali dirette (pugni, schiaffi, offese, minacce) o indirette e psicologiche, quali l’esclusione o la diffamazione.

Inoltre negli ultimi anni con lo sviluppo delle nuove tecnologie si sta verificando un preoccupante aumento del cyberbullismo. Il cyberbullismo è una forma di disagio relazionale, di prevaricazione e di sopruso perpetrata tramite i nuovi mezzi di comunicazione come l’e-mail, gli sms, i blog, i telefoni cellulari e il web in generale. Questi nuovi strumenti di comunicazione vengono utilizzati per intimorire, molestare, mettere in imbarazzo, far sentire a disagio o escludere l’altro. Il cyberbullismo ha una forte componente di pervasività dovuta all’assenza di limiti spazio temporali, alla persistenza nel tempo del materiale diffamatorio sul web e all’anonimato del persecutore. I dati di Telefono Azzurro (2014) indicano che 2 ragazzi su 3 (39,2%) conoscono qualcuno che ne è stato vittima 1 su 10 ne è stato vittima.

LE CONSEGUENZE DEL BULLISMO

In situazioni di bullismo e di cyberbullismo è importante non sottovalutare il problema ed agire tempestivamente, poiché le conseguenze del fenomeno sul piano psicologico, sia a breve che a lungo termine, possono essere gravi sia per le vittime, sia per i bulli e per gli osservatori.

Per le vittime il rischio è quello di manifestare il disagio innanzitutto attraverso sintomi fisici e psicologici. Prevaricazioni protratte nel tempo possono condurre verso comportamenti di ritiro, isolamento, fino ad arrivare in casi estremi all’abbandono scolastico; alla lunga, le vittime mostrano una svalutazione di sé e delle proprie capacità, insicurezza, problemi sul piano relazionale, fino a manifestare, in alcuni casi, veri e propri disturbi psicologici.

I bulli possono invece presentare calo nel rendimento scolastico, difficoltà relazionali, disturbi della condotta  che possono portare, nel lungo periodo, a veri e propri comportamenti antisociali e devianti.
Bullismo e cyberbullismo non sono solo un problema per la vittima, ma rappresentano un problema anche per tutte le persone che si trovano coinvolte o che sono a conoscenza dei fatti, che si trovano a vivere in un contesto di paura, di tensione e insicurezza perenne.

Dr.ssa Sara Filippi
Psicologa Psicoterapeuta


Synergia Centro Trauma, Moncalieri ( Torino )
centro di psicologia per bambini e adolescenti

difficoltà apprendimento – si superano con esercizi per il cervello

Quello che mi spezza il cuore è il fatto che ancora adesso incontro persone (bambini e adulti) che combattono con problemi di apprendimento e quello che viene detto loro è che devono imparare a vivere con le loro limitazioni. E così non hanno il coraggio di sognare “. Barbara Arrowsmith.

Chi è Arrowsmith ? Una donna che da bambina non riusciva ad imparare a legge l’orologio, a comprendere i concetti astratti, che a scuola veniva etichettata come quella un po’ ritardata. Ma poi un giorno si accorse che un soldato colpito al cervello da un proiettile sul quale uno psichiatra aveva scritto un libro aveva esattamente i suoi sintomi cognitivi, le stesse stranezze che lei aveva sempre avuto da bambina. Ma allora, pensò lei,  forse i miei problemi derivano da un mal funzionamento del cervello che si possono “aggiustare”. E così nacque “The woman who chanded her brain” . Se esiste una limitazione non dobbiamo per forza vivere con essa. Adesso che conosciamo la neuroplasticità del cervello possiamo sfruttarne le sue capacità di cambiare, facendogli fare degli “esercizi” cognitivi specifici per cambiare e rafforzare il  cervello.

In molti l’hanno seguita, è nata anche una scuola negli Stati Uniti per formare personale specializzato nei disturbi di apprendimento.

La mia visione è quella di un mondo creato da noi in cui nessun bambino sia costretto a vivere una lotta incessante e dolorosa con la sua incapacità di apprendimento “, Arrowsmith.

Anche noi psicologi di Synergia Centro Trauma ci uniamo alle meravigliose parole della collega americana, e lavoriamo in èquipe con medici, fonologi, ortottisti, logopedisti, per aiutare i bambini in difficoltà a trovare la loro strada verso un apprendimento più fluido e scorrevole.

Qualche volta può non essere facile riuscire a fare questi cambiamenti all’interno di una scuola, dove regole troppo rigide e standardizzate possono non valorizzare le capacità individuali di ognuno.
Qualche volta l’ homeschooling può essere un’occasione per dare tempo ai bambini ed ai ragazzi di allenare il loro cervello e migliorare l’apprendimento. Non frequentare una scuola non significa non studiare, e non è vietato dalla legge italiana tenere i figli a casa per istruirli privatamente.

Una #scuolamediaprivata#  di homeschooler (o meglio una “non scuola”, una ” non ” scuola  media privata ) può essere l’inizio di un cambiamento per alcuni ragazzi in difficoltà. Per la zona di Torino chiedi informazioni. Vogliamo creare un gruppo di bambini dagli 11 ai 13 anni che lavorino insieme per crescere più sereni mentre studiano.

Cristina Roccia
psicologa, psicoterapeuta
Synergia Centro Trauma

 

un’alternativa alla scuola ? L’istruzione parentale

Un’alternativa alla scuola ? L’istruzione parentale 

Sono Anna, una donna curiosa e madre di una bambina diversamente abile di 11 anni.
Cerco una strada alternativa che possa far crescere e vivere mia figlia il più serenamente possibile.


Sono rimasta più volte delusa e insoddisfatta delle varie istituzioni e
della scuola “tradizionale” che dicono dovrebbero sostenere e
accompagnare le famiglie con figli diversamente abili.


Questa è la mia storia, non pretende di essere quella di altri che forse hanno trovato ciò di cui hanno bisogno. Questo per me è un momento delicato, Mia figlia frequenta la 5° elementare e
sto valutando come continuare la sua educazione e istruzione nel
momento in cui terminerà questo percorso. “

Questa è  la lettera di una mamma che sta cercando la strada giusta da far percorrere a sua figlia, che all’interno della scuola tradizionale sembra non aver trovato il suo “posto sicuro”. Può  rivolgersi ad una scuola privata ? Molto probabilmente no. La mamma scrive dalla provincia di Torino, dove esistono delle scuole medie private ma: sono solo religiose ( e non necessariamente la mamma in questione lo è), le classi anche in queste scuole sono molto numerose (oltre i 30 bambini per classe… per ammortizzare i costi). Le #scuolemedieprivate#  a Torino sono ciò che cerca Anna ? Se cerchi un luogo in cui tuo figlio possa imparare molto, diventare competente in numerose materie scolastiche, avere un’ottima istruzione, probabilmente si. Ma la sua bimba disabile troverà un luogo accogliente per passare tre anni della sua vita, al di là di ciò che imparerà ? Ne dubito molto, perchè con 30 alunni per classe difficilmente la bambina potrà trovare le attenzioni che le servono per crescere serena.

L’alternativa è una scuola diversa, o meglio, una ” non scuola “, un luogo in cui un bambino sia inserito in un piccolissimo gruppo di coetanei e possa apprendere ma anche vivere una situazione di grande benessere.

Continua Anna: ” Ho cercato e ancora sto cercando ciò che più si adatta alla mia
specifica situazione e quello che vorrei è poter creare una scuola
parentale ( per mia figlia e per altri bambini disabili ) che preveda un
programma esclusivamente individuale che si basa sulle capacità e tempi
individuali e non su quello che tutti dovrebbero saper fare o conoscere
ad una certa età. “.



Anna sta cercando un luogo, l’homeschooling, in cui la sua bambina possa crescere, insieme ad altri bambini (diversamente abili, ma anche del tutto normali e semplicemente alla ricerca di una serenità che sembra non così facile da raggiungere). Molte volte i bambini stanno a scuola oltre dieci ore consecutive, quindi il luogo in cui stanno riveste un’importanza enorme per la loro crescita. Non tutti i bambini possono diventare homeschooler, perchè non tutte le famiglie possono avere l’intera giornata da dedicare a loro, e/o le competenze per istruirli. Ma perchè non pensare ad un gruppo di homeschooler che si mettono insieme per far crescere diversamente i propri bambini ?

Se sei interessato chiama Synergia Centro Trauma al 335 67.65.376

Cristina Roccia
psicologa, psicoterapeuta

Lo sapevate che il corpo è fondamentale per imparare ?

Lo sapevate che il corpo è fondamentale per imparare ?
Per imparare qualsiasi cosa?

Non si impara nulla solo con il cervello, perchè il nostro cervello non lavora in modo indipendente
ma è influenzato in modo determinante dal nostro corpo. Una verità tanto semplice quanto misconosciuta, sia dagli addetti ai lavori che dai genitori e dagli insegnanti.

Quante volte le maestre dicono ai genitori che il bambino o il ragazzo ha “problemi di apprendimento” ? Lo si manda dalla logopedista o dallo psicologo, o gli si fanno fare delle lezioni di recupero o frequentare un dopo-scuola. In questo ultimo decennio vanno molto di moda diagnosi come #DSA# o dislessia, ma tante volte di tratta solo di paroloni che servono semplicemente a dire che il bambino non riesce ad imparare secondo i criteri stabiliti a priori dalla maestra, o dalla scuola.

Dalla neurobiologia ci possono arrivare molti consigli, sia a noi adulti che ai bambini ed ai ragazzi in difficoltà con la scuola, per vivere meglio, per essere più felici ogni giorno e, soprattutto, per imparare meglio e più velocemente qualunque cosa.

Siete pronti a capovolgere le vostre convinzioni e abbandonare l’idea che l’intelligenza dipenda solamente da un cervello ben allenato ?”. E’ quello che ci chiede Christian Ankowitsch nel suo bellissimo libro dal titolo ” Perchè Einstein non portava i calzini. Come dettagli (apparentemente)
insignificanti influenzano il nostro pensieri ” (ed. Vallardi, Milano, 2016).

Si tratta di una raccolta di ricerche molto importanti fatte in tutto il mondo da ricercatori di grande prestigio a livello scientifico che dimostrano alcune cose apparentemente molto semplici ma poco conosciute:

1) Le sensazioni corporee, i movimenti, le posture, le condizioni ambientali, la luce nella stanza, i rumori e tutto ciò che ci circonda interagiscono con l’attività cognitiva.

2) Il corpo è parte fondamentale del processo di apprendimento, e nulla si apprende nell’immobilità. Muovere le mani, camminare, saltare, stare in posizione eretta, correre, andare in bicicletta o praticare sport mentre si studio ( “mentre” significa proprio “durante, non prima o dopo avere studiato) ci aiutano ad apprendere,

3) Restare immobili in una stanza, studiare davanti a una parete spoglia, in una stanza illuminata in modo sbagliato, o stare in una posizione scomoda, o seduti nell’ultimo banco in classe, rallentano ed ostacolano l’apprendimento.

4) Per diventare più intelligenti non bisogna solo allenare il cervello, ma usare anche il corpo. Eistein ha avuto le sue più geniali idee mentre guidava una barca a vela e non seduto alla scrivania nel suo laboratorio. Incredibile vero ?

Cosa significa tutto questo ?

Significa per esempio che troviamo soluzioni migliori se gesticoliamo o che abbiamo idee vincenti quando ci troviamo in una stanza con il soffitto alto, o ancora che riusciamo ad imparare meglio un testo o una sequenza di numeri se camminiamo o saltiamo o guardiamo fuori dalla finestra.

Questo bellissimo libro, facile da leggere, anche divertente perchè scritto in modo ironico e spiritoso, ci dimostra che i geni, come ad esempio Einstein, non avevano cervelli diversi da quelli delle persone comuni, non erano più intelligenti per qualche strana motivazione genetica, ma  sapevano solo usare meglio ed in modo più creativo l’intelligenza. Il nostro cervello non è un muscolo che possiamo allenare in palestra, ma è un organo altamente complesso il cui lavoro è molto influenzato dal corpo.

Chi ha organizzato le nostre scuole, gli spazi all’interno delle aule, le luci, la posizione delle finestre, chi ha progettato i banchi e le sedie, ha mai saputo dell’esistenza di una correlazione fra ambiente – apprendimento – corpo – intelligenza ?

Ci si è mai chiesti se in un’aula buia e triste gli allievi imparino meno ? E si è mai cercato di progettare un’aula in cui nessun allievo sia in ultima fila visto che è strato dimostrato che chi si siede in quei posti impara di meno con assoluta certezza ?

I professionisti di Synergia Centro Trauma studiano da anni le correlazioni fra problemi neurologici ed apprendimento, e fra problematiche emotive ed apprendimento,  Un’équipe specializzata con psicologi, logopedista, educatori e tante altre figure professionali aiutano i bambini ed i ragazzi con difficoltà scolastiche. Moncalieri (Torino)

Cristina Roccia
psicologa, psicoterapeuta
Synergia Centro Trauma

homeschooler

#Homeschooling#
Non è obbligatorio mandare i figli a scuola. E’ obbligatorio farli studiare 


La cultura è assolutamente indispensabile nella società contemporanea per vivere, trovare un lavoro, viaggiare, avere amici, comunicare. Ma chi ha detto che per diventare istruiti e per apprendere occorra per forza andare a scuola ?

La scuola è un luogo meraviglioso per alcuni, molto utile per altri, ma fonte di sofferenza per qualche bambino o ragazzo. In ogni caso i genitori devono sapere che la costituzione italiana prevedere il diritto per ognuno di noi di non far frequentare la scuola ai figli, purchè venga assicurata loro l’istruzione.  Un blog
 ” educazione parentale.org ” descrivere bene il diritto all’istruzione di ogni bambino senza farlo coincidere per forza con la frequenza scolastica. In Italia viene definita ” #istruzioneparentale# ”  la scelta del genitore di non mandare i figlia a scuola, all’estero ” homeschooling “.

La scuola è una cosa molto buona e utile per molti bambini, ma qualche volta può essere meglio per alcuni  di loro con problematiche particolari essere istruiti a casa, dai genitori o da degli insegnanti privati.

Synergia Centro Trauma aiuta i genitori a scegliere la strada giusta per l’istruzione dei propri bambini. DSA, problemi di apprendimento di origine neurologica, dislessia, problemi di iper-attività e difficoltà di concentrazione: occorre trovare la strada ed il metodo giusto per ogni bambino, Occorre tenere presente che ogni bambino è diverso da un altro, e che nessun metodo standard può essere valido e utile per tutti.

Psicologi, logopedista, ortottista, fonologo, neurologo, lavorano insieme a Synergia Centro Trauma per aiutare tutti i bambini a risolvere le difficoltà con lo studio (Moncalieri, Bra).

Cristina Roccia
psicologa, psicoterapeuta
Synergia Centro Trauma