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SEPARAZIONE E BAMBINI (parte 3). Come comportarsi?

Quando ci si separa sembra proprio che non ci si riesca più a capire. Mamma e papà litigano e i figli hanno comportamenti strani. Come fare ad uscirne? Come comportarsi con i bambini?
C’è un consiglio che vorrei darvi, come base di partenza da cui iniziare.
E’ una sola regola: COMUNICARE.
Sembra molto semplice… ma non lo è affatto.
COMUNICARE LA DECISIONE DI SEPARARSI AI FIGLI
Comunicare significa essere capaci di spiegare al bambino la verità sulla separazione, con un linguaggio a lui comprensibile. Dire la verità non significa dire tutta la verità! Spesso mi capita di sentire bambini che sanno particolari per loro poco utili e che finiscono per “inquinare” la situazione . Quindi, consiglio di essere sinceri, ma anche di filtrare le informazioni da dare loro, fornendo loro quelle sufficienti per dare un significato a ciò che sta succedendo.
La comunicazione della separazione andrebbe fatta dai due genitori insieme, rimarcando che anche se non saranno più marito e moglie sotto lo stesso tetto, resteranno sempre genitori per il bambino. Se ciò non è possibile, resta importante comunicare precedentemente tra gli ex coniugi cosa dire, in modo da poter fornire la stessa versione e le stesse rassicurazioni da parte di entrambi.

COMUNICARE LE EMOZIONI 
Comunicare significa anche ascoltare il bambino e accogliere i suoi pensieri, le sue paure, la sua sofferenza. Se il genitore non è disponibile all’ascolto, il bambino per primo non si aprirà con lui. Al contrario se il genitore lo diventa, il bambino potrà imparare a esprimere più liberamente ciò che sente. Di fronte alle paure di “perdere l’amore del genitore”, il bambino ha bisogno di essere rassicurato: quello che sta accadendo non è colpa sua! Non si deve sentire responsabile delle decisioni degli adulti. Solo così può sentirsi libero di esprimere la sua tristezza, senza sentirsi intrappolato.

TROVARE NUOVI MODI DI COMUNICAZIONE PACIFICA TRA I CONIUGI 
Comunicare non solo con il bambino, ma anche tra gli ex coniugi. A volte ciò è molto difficile… e purtroppo anche molto comune. In questi casi, uno psicologo specializzato nelle relazioni familiari può essere molto utile per trovare una mediazione.
NORMALIZZARE LE EMOZIONI
Ricordatevi un’ultima cosa, la più importante. 
Quando ci si trova in difficoltà c’è una cosa che ci accomuna tutti: la difficoltà stessa.
Essa allora può diventare un elemento di forza. In che modo?
Fare il genitore supereroe che sta “benissimo” non solo è poco realistico, ma anche poco utile. Al contrario, essere in grado di esprimere le proprie fragilità (pianto, rabbia…) al bambino è molto educativo in queste situazioni, perché lo aiuta a comprendere che è normale potersi sentire in quel modo. Allora gli si potrà dire “oggi sono proprio triste, non faccio che piangere… ma non per colpa tua. E’ la separazione che mi fa stare così. Però, non ti preoccupare, è una cosa mia, tra un po’ starò meglio. Ho solo bisogno di sfogarmi un po’.” In questo modo il bambino capirà che è lecito esprimere le proprie emozioni anche davanti agli altri, che queste non spaventano e poi passeranno.
Certamente, è comunque necessario che il genitore non si esponga in modo troppo intenso, se no il bambino si spaventerebbe e interiorizzerebbe l’idea di un genitore troppo fragile e spaventante.
Insomma la difficoltà sta sempre nel sapere contenere e regolare le emozioni.
A volte ci si riesce da soli, ma altre volte c’è proprio bisogno di un aiuto.
In quel caso potete chiamarci.
Cercheremo insieme di aiutarvi a ritrovare un nuovo equilibrio.
Per approfondimenti sul sito:

Dr Giovanna Olivero 
Psicologa Psicoterapeuta
Specialista età evolutiva
Tel. Synergia Centro Trauma:  3315049340 – 3356765376

SEPARAZIONE E BAMBINI. (parte 1)

La separazione è sempre un momento molto
delicato, in cui ognuna delle persone coinvolte si ritrova investita da enormi
cambiamenti, che modificano radicalmente il senso di sé e della famiglia.
Ci si sente confusi e arrabbiati, a volte iperattivi,
altre volte anche aggressivi, o totalmente depressi e senza voglia di
affrontare il mondo. Frustrazione e senso di colpa sono spesso presenti.
Quando poi ad essere coinvolti sono anche i bambini,
spesso ci si sente inondati dalla paura che essi vengano “traumatizzati” dalla
separazione di mamma e papà, oppure ci si ricorda di loro soltanto in un secondo momento… e allora le cose si complicano.

Inizierei col dire una verità di base che sembra
scontata ma mai abbastanza: le persone sane che si trovano in situazioni
difficili si sentono in difficoltà. 


Ciò significa che è normale che di fronte
alla frammentazione familiare un bambino (come un adulto) abbia comportamenti
“strani” o insoliti. Essi vanno intesi come l’espressione dei disagi che la
situazione porta con sé. 
In linea generale essere capaci di esprimerli a
qualcuno che sa ascoltarli fa parte di un percorso di elaborazione e ricostruzione
di un nuovo senso e un nuovo equilibrio. 
Certo, nella pratica non è così semplice! A volte si è cosi coinvolti che ciò non è proprio possibile. E’ necessaria allora la presenza di una persona esterna e neutrale che possa permettere al bambino di esternare i suoi vissuti in sicurezza, senza sentirsi “cattivo” nei confronti dell’uno o dell’altro genitore.

La cosa che complica fortemente il tutto sono
indubbiamente i conflitti e le diatribe coniugali, che si protraggono spesso
anche per molto tempo dopo la separazione. 
Dalla nostra esperienza clinica,
emerge che il rischio di traumatizzazione per un bambino non è tanto legato alla
separazione in sé di mamma e papà, quanto piuttosto all’esposizione a un
prolungato conflitto genitoriale, dunque alla dose di conflittualità con cui si vive la separazione.
 Per questo motivo in molti casi è molto utile affiancare allo spazio per il bambino, un aiuto di mediazione tra i due ex coniugi, che aiuti a stemperare la tensione e a trovare un nuovo modo di comunicare per il bene del bambino.

Se ti trovi in una situazione simile, puoi chiamarci
Psicologhe specializzate nell’età evolutiva e nelle relazioni familiari ti potranno aiutare ad affrontare la situazione con maggiore serenità.
Tel: 3315049340 – 3356765376
Dr Giovanna Olivero
Psicologa Psicoterapeuta
Specialista Età Evolutiva