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un bollino al pronto soccorso per seguire i Maltrattamenti in Piemonte

La Regione Piemonte ha voluto fare un passo avanti nella lotta contro le violenze in famiglia. Da qualche mese nei Pronti Soccorsi degli ospedali piemontesi alle persone che dichiarano di aver subito delle aggressioni viene dato uno speciale ” CODICE ROSA “, un canale privilegiato per garantire alle donne ed ai bambini vittime di maltrattamenti un percorso privilegiato. Nel caso in cui la vittima non ammetta la violenza ma il medico la sospetti, viene assegnato un ” sospetto codice rosa”.  A questo punto la paziente viene portata in una sala d’attesa separata dove c’è anche uno psicologo oltre ai dottori, e per tutto il tempo in cui rimane in ospedale non viene mai lasciata sola. Non è infatti infrequente che colui che ha commesso la  violenza arrivi in ospedale per minacciare la vittima o per riportarla a casa o per indurla al silenzio. 

Da anni ormai al Pronto  Soccorso esiste un sistema informatico in grado di dire immediatamente al medico quando e quante volte la paziente si è recata all’Ospedale, in modo da facilitare il compito di individuare eventuali maltrattamenti ripetuti nel tempo e magari nascosti dalla stessa vittima.ù
Grazie a questi piccoli ma importanti passi le donne hanno più occasioni di denunciare chi dìfa del male a loro o ai loro bambini.

In Piemonte Synergia Centro Trauma aiuta le vittime di violenze a ritrovare la serenità.

Torino, gruppi auto aiuto gratuiti per donne vittime di maltrattamenti

Torino, gruppi auto aiuto gratuiti per donne vittime di maltrattamenti

I gruppi di auto aiuto sono organizzati dal Telefono Rosa di Torino, associazione che da anni si occupa di aiutare le vittime di abusi e maltrattamenti, in particolare le donne.

Il Telefono Rosa afferma che ” una donna su tre è vittima di violenza maschile “. Le donne sanno usare le loro risorse per sopportare la
violenza: sopportano per il bene dei figli, oppure perché condizionata dalla propria
famiglia, dagli amici, dal timore di cosa potrà accadere. A volte le donne sopportano perchè pensano che  “lui” possa cambiare: speranza purtroppo spesso
infondata.

Parlarne
insieme significa potersi confrontare con altre donne, raccontare le
proprie esperienze, narrare le proprie delusioni, il dolore, la paura,
il senso opprimente della violenza. Al Telfono Rosa di Torino i 
 gruppi sono condotti da una psicologa dell’Associazione: esperta in
metodi attivi per la conduzione e supervisione di gruppi e con una
lunghissima esperienza con donne vittime di violenza. 
Sono
previsti 6 incontri: più un incontro finale di restituzione e analisi
dei feedback ricevuti durante il percorso.  ” Ogni incontro avrà la durata
di circa 90 minuti
, con cadenza settimanale (il giovedì,
dalle ore 17 alle ore 18.30). Le partecipanti (tra le 6 e le 8 donne per
ciascun gruppo) affronteranno i principali nodi problematici relativi
alla violenza: conoscere quali effetti abbia la violenza sulla propria
salute, anche fisica; apprendere nuove e/o differenti strategie per
affrontare la quotidianità, essendo parte attiva del proprio
cambiamento; avviare un percorso di consapevolezza del modo con cui
valutare, decidere, gestire ogni decisione che verrà eventualmente
presa; affrontare al meglio il tema della genitorialità, soprattutto
quando questa viene messa in discussione proprio da parte di colui che
usa o ha usato la violenza. “

Da anni presso Synergia Centro Trauma a Moncalieri (Torino) e Bra (Cuneo) ci occupiamo di aiutare le donne, ma anche gli uomini, vittime di maltrattamenti e violenze. Noi non organizziamo gruppi di aiuto aiuto, ma lavoriamo individualmente con le vittime ed i loro famigliari per aiutarli ad affrontare le situazioni più difficili, o per elaborare eventuali traumi del passato.

Utilizziamo diversi metodi per aiutare  le persone che ci chiedono aiuto:

– colloqui psicologici
-supporto farmacologico
– terapia EMDR
– musica secondo il metodo Tomatis

Se hai bisogno di aiuto non esitare a chiamarci 



 

La Russia depenalizza le violenze domestiche: sarà legale picchiare la moglie

La Duma approva un progetto di legge che declassa i “maltrattamenti in famiglia” a “illecito amministrativo”. Un progetto di legge che il quotidiano La Stampa afferma verrà certamente approvato e che quindi diventerà legge a tutti gli effetti.


Cosa significa  in pratica ?

Picchiare le donne si può fare, è permesso, se non lasci delle ferite visibili e certificabili, e se non sei già stato denunciato nello stesso anno per lo stesso reato (anzi… illecito amministrativo).  Se la donna in questione è tua moglie puoi farne quello che vuoi, come accadeva una volta ai negri schiavi che erano di proprietà del padrone, Che differenza c’è oggi fra le donne russe e quelle ben rappresentate nella serie TV RADICI ? Nessuna, davvero nessuna. L’uomo può fare ciò che vuole, e la donna deve subire.

L’illecito amministrativo ha come conseguenza che le donne russe che denunceranno il marito potranno farlo condannare al massimo al pagamento di una multa. Ma chi mai denuncerà ? Ovviamente nessuno.

Le donne nei paesi arabi più estremisti vengono sono da sempre proprietà privata degli uomini, ma da oggi anche nella civile Russia la moglie è trattata come una proprietà privata.

Perchè questa legge ?

Per rendere più forte e solida la famiglia, dicono le persone che hanno promosso questo disegno di legge. Sì, dal loro punto di vista hanno ragione: la moglie potrà fuggire da un marito violento solo se ricoverata in ospedale o nella cassa da morto.

Cristina Roccia
psicologa, psicoterapeuta,
specializzata nella cura delle persone che hanno subito dei traumi o delle violenze
terapeuta EMDR
Synergia Centro Trauma Moncalieri ( Torino )

Noi ancora non siamo come in Russia.
 Se venite picchiate dal marito denunciate e cercate di sottrarvi alla violenza.

25 novembre – giornata internazionale contro violenza alle donne

Non restare sola a subire violenza.
Le donne devono far sentire la loro voce

Ogni anno il 25 novembre si celebra la Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne ( #violenzadonne#) , nonostante il lavoro dei Centri Anti-violenza, le numerose campagne di sensibilizzazione e gli adeguamenti legislativi,  la spirale della violenza continua la sua escalation.

Nel 2016 sono 108 le donne vittime di femminicidio: ma questa è solo la punta dell’iceberg. Sono gli esiti di un fenomeno trasversale che riguarda tutte e tutti, che non fa differenze per età, cultura o estrazione sociale.

Dalle rilevazioni Istat 6 milioni 788mila donne in Italia hanno subito violenza nel corso della propria vita, più del 90% di queste violenze avviene ad opera di partner o ex partner, il 93% delle violenze perpetrate dal coniuge, compagno o fidanzato non viene denunciato. Ancora troppo spesso la gelosia e il controllo vengono confuse con espressione di attenzione e di amore. Il controllo economico, le limitazioni della libertà personale, l’impedimento a lavorare sono ancora accettati come compromessi per il bene della famiglia. Ma dietro questa facciata si nascondono forme subdole e sottili di violenza che durano nel tempo, pervadono la relazione e diventano ordinarie per le donne che le vivono ogni giorno.

La forma più diffusa di violenza è la violenza domestica e familiare, che nasce e si sviluppa in una relazione di coppia, che dura anni, che si confonde con l’amore e si nasconde per vergogna. Spesso ci si chiede “ma perchè non lo lascia?”. Di ragioni c’è ne sono molte di natura psichica, ma anche culturali e sociali.

La violenza rappresenta una delle esperienze più traumatiche, disorganizzanti e globalizzanti che gli esseri umani di qualsiasi età possano sperimentare. Vivere anni in situazioni di maltrattamento è un’esperienza pervasiva e debilitante per la persona, che alimenta sentimenti di insicurezza, paura e inadeguatezza. Spesso le donne che vivono questa esperienza sviluppano una percezione negativa di sé, non si sentono capaci e temono che denunciare non porti a reali cambiamenti, che al contrario la denuncia possa esporre loro stesse e i figli a rischi e pericoli maggiori. Per timore tendono a non parlare con nessuno di quanto accade, prendono le distanze da parenti e amici, e sono sempre più sole. Intorno a queste donne si crea una ragnatela fatta di paura, vergogna e colpa che rende molto difficile rompere il silenzio.

Per questo è importante continuare a parlarne, con le parole ma anche con il linguaggio del corpo e delle emozioni, per condividere, per non sentirsi sole.

Ogni anno, a novembre, le donne portano la loro voce nel mondo. Ma ogni giorno dell’anno  non lasciamole sole !

Synergia Centro Trauma , con sede a Moncalieri ( Torino) da anni è impegnata nella lotta alla violenza e offre sostegno e aiuto a donne e bambini che subiscono o hanno subito nel corso delle loro vita qualsiasi forma di violenza o maltrattamenti.