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La scuola media a cosa serve?

      La scuola media a cosa deve servire ?

La scuola fino ai diciotto anni è fatta per costruire una
personalità, la TUA personalità, e non deve costringerti ad essere una altro. La scuola deve tirar fuori quello che sei tu, questa è la funzione della scuola media. Poi la “professione” è un’altra storia, incomincia all’Università. Prima è soltanto “diventa uomo”, devo imparare tutto, dare un senso alle vicende che mi circondano, alle cose, alle persone, ma se non costruisci te stesso, l’uomo, non saprai fare nessuna professione, e comunque non darai senso a nessuna professione.

Queste le parole di Roberto Vecchioni, che prima di essere un cantante è stato per molti anni un insegnante. La scuola media e la scuola superiore in Italia hanno ormai dimenticato da tempo questa funzione fondamentale, e troppo spesso sono solo dei luoghi in cui vengono trasmessi dati e concetti. Non a caso sempre più famiglie scelgono il percorso dellistruzione parentale, cioè un tipo di istruzione in cui la scuola è tagliata fuori e i genitori si assumono in prima persona la responsabilità dell’istruzione dei propri figli. Se ciò accade sempre con maggior frequenza  (stanno nascendo anche numerose scuole parentali, cioè gruppi di bambini gestiti da genitori od insegnanti che non si attengono e regole e programmi ministeriali), la scuola italiana si dovrebbe interrogare sulle motivazioni di questo nuovo fenomeno emergente e fare delle riflessioni che portino a dei cambiamenti importanti.

Per migliorare il rendimento scolastico dei bambini e dei ragazzi, per aumentare la concentrazione e la memoria.
Prova il Metodo Tomatis; con la musica e non con noiose lezioni e ripetizioni, possiamo aiutare i tuoi figli a sviluppare le proprie capacità, a tirar fuori le proprie doti nascoste, a diventare persone serene e non solo allievi prestanti che prendono bei voti a scuola

Centro AFP Alfred Tomatis a Moncalieri ( Torino )

un’alternativa alla scuola ? L’istruzione parentale

Un’alternativa alla scuola ? L’istruzione parentale 

Sono Anna, una donna curiosa e madre di una bambina diversamente abile di 11 anni.
Cerco una strada alternativa che possa far crescere e vivere mia figlia il più serenamente possibile.


Sono rimasta più volte delusa e insoddisfatta delle varie istituzioni e
della scuola “tradizionale” che dicono dovrebbero sostenere e
accompagnare le famiglie con figli diversamente abili.


Questa è la mia storia, non pretende di essere quella di altri che forse hanno trovato ciò di cui hanno bisogno. Questo per me è un momento delicato, Mia figlia frequenta la 5° elementare e
sto valutando come continuare la sua educazione e istruzione nel
momento in cui terminerà questo percorso. “

Questa è  la lettera di una mamma che sta cercando la strada giusta da far percorrere a sua figlia, che all’interno della scuola tradizionale sembra non aver trovato il suo “posto sicuro”. Può  rivolgersi ad una scuola privata ? Molto probabilmente no. La mamma scrive dalla provincia di Torino, dove esistono delle scuole medie private ma: sono solo religiose ( e non necessariamente la mamma in questione lo è), le classi anche in queste scuole sono molto numerose (oltre i 30 bambini per classe… per ammortizzare i costi). Le #scuolemedieprivate#  a Torino sono ciò che cerca Anna ? Se cerchi un luogo in cui tuo figlio possa imparare molto, diventare competente in numerose materie scolastiche, avere un’ottima istruzione, probabilmente si. Ma la sua bimba disabile troverà un luogo accogliente per passare tre anni della sua vita, al di là di ciò che imparerà ? Ne dubito molto, perchè con 30 alunni per classe difficilmente la bambina potrà trovare le attenzioni che le servono per crescere serena.

L’alternativa è una scuola diversa, o meglio, una ” non scuola “, un luogo in cui un bambino sia inserito in un piccolissimo gruppo di coetanei e possa apprendere ma anche vivere una situazione di grande benessere.

Continua Anna: ” Ho cercato e ancora sto cercando ciò che più si adatta alla mia
specifica situazione e quello che vorrei è poter creare una scuola
parentale ( per mia figlia e per altri bambini disabili ) che preveda un
programma esclusivamente individuale che si basa sulle capacità e tempi
individuali e non su quello che tutti dovrebbero saper fare o conoscere
ad una certa età. “.



Anna sta cercando un luogo, l’homeschooling, in cui la sua bambina possa crescere, insieme ad altri bambini (diversamente abili, ma anche del tutto normali e semplicemente alla ricerca di una serenità che sembra non così facile da raggiungere). Molte volte i bambini stanno a scuola oltre dieci ore consecutive, quindi il luogo in cui stanno riveste un’importanza enorme per la loro crescita. Non tutti i bambini possono diventare homeschooler, perchè non tutte le famiglie possono avere l’intera giornata da dedicare a loro, e/o le competenze per istruirli. Ma perchè non pensare ad un gruppo di homeschooler che si mettono insieme per far crescere diversamente i propri bambini ?

Se sei interessato chiama Synergia Centro Trauma al 335 67.65.376

Cristina Roccia
psicologa, psicoterapeuta

homeschooler

#Homeschooling#
Non è obbligatorio mandare i figli a scuola. E’ obbligatorio farli studiare 


La cultura è assolutamente indispensabile nella società contemporanea per vivere, trovare un lavoro, viaggiare, avere amici, comunicare. Ma chi ha detto che per diventare istruiti e per apprendere occorra per forza andare a scuola ?

La scuola è un luogo meraviglioso per alcuni, molto utile per altri, ma fonte di sofferenza per qualche bambino o ragazzo. In ogni caso i genitori devono sapere che la costituzione italiana prevedere il diritto per ognuno di noi di non far frequentare la scuola ai figli, purchè venga assicurata loro l’istruzione.  Un blog
 ” educazione parentale.org ” descrivere bene il diritto all’istruzione di ogni bambino senza farlo coincidere per forza con la frequenza scolastica. In Italia viene definita ” #istruzioneparentale# ”  la scelta del genitore di non mandare i figlia a scuola, all’estero ” homeschooling “.

La scuola è una cosa molto buona e utile per molti bambini, ma qualche volta può essere meglio per alcuni  di loro con problematiche particolari essere istruiti a casa, dai genitori o da degli insegnanti privati.

Synergia Centro Trauma aiuta i genitori a scegliere la strada giusta per l’istruzione dei propri bambini. DSA, problemi di apprendimento di origine neurologica, dislessia, problemi di iper-attività e difficoltà di concentrazione: occorre trovare la strada ed il metodo giusto per ogni bambino, Occorre tenere presente che ogni bambino è diverso da un altro, e che nessun metodo standard può essere valido e utile per tutti.

Psicologi, logopedista, ortottista, fonologo, neurologo, lavorano insieme a Synergia Centro Trauma per aiutare tutti i bambini a risolvere le difficoltà con lo studio (Moncalieri, Bra).

Cristina Roccia
psicologa, psicoterapeuta
Synergia Centro Trauma