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QUANDO UN GENITORE SI AMMALA: COME COMPORTARSI CON I BAMBINI.

In linea generale, ogni genitore amorevole verso i propri figli tenderebbe a proteggere i bambini da tanta sofferenza, evitando di far sapere loro cose così terribili, soprattutto quando la malattia colpisce   il genitore stesso. Questo comportamento, però, non è affatto il più utile per aiutarli ad elaborare e vivere più serenamente la quotidianità che li aspetta. Anzi..
Evitare di affrontare il discorso equivale a tenerli fuori da tutto questo, cioè escluderli e privarli della possibilità di capire ciò che sta succedendo attorno a loro, di sentirsi partecipi, di rendersi utili e non passivi.
E’ dunque sempre utile e mai traumatico raccontare ai bambini la verità, anche se questa è molto difficile da spiegare e da vivere. Ciò che potrebbe essere traumatico, al contrario, sarebbe vivere una situazione angosciante in cui non si comprende cosa succede. 
L’ideale sarebbe che la comunicazione fosse svolta direttamente dal genitore, ma  non sempre egli si trova in una situazione emotiva sufficientemente stabile da poterlo fare. In tal caso, affidatevi all’équipe medica di riferimento o ad uno psicologo. Essi potranno aiutarvi in questo compito.
Considerate che avere le informazioni necessarie per capire e dare un significato alla realtà permette al bambino (in realtà non solo …direi a tutti, soprattutto agli adulti), di farsi delle aspettative realistiche di ciò che potrebbe accadere e quindi di essere maggiormente preparato. 
Penso ad esempio a tutti i ricoveri, esami o emergenze ospedaliere che durante una malattia si susseguono numerose. E’ importante poter spiegare al bambino perché il genitore potrebbe dover andare in ospedale, per quale motivo, cosa gli faranno e chi se ne occuperà, in modo tale che quando questo capiterà il bambino non ne sarà sorpreso e potrà vivere la situazione con sufficiente controllo.
Insomma, anche se è apparentemente una cosa molto dolorosa, parlare con il bambino della malattia è il modo più terapeutico in assoluto per fargli capire che non è un tabù, che si può affrontare e che anche lui può contribuire in modo utile e positivo.
E ricordatevi sempre che non c’è un modo specifico per dirlo. Spiegatevi nel modo più spontaneo possibile, fatelo per come vi viene in quel momento e per come ne siete capaci. La cosa più importante sarà l’emozione e la genuinità. … e se non vi uscissero più parole, ricordate che un abbraccio o il contatto fisico comunicano allo stesso modo la vostra vicinanza.

Se vi servisse invece un supporto psicologico, per voi o per il vostro bambino, non esitate a telefonare.

Capiremo insieme come affrontare le difficoltà, un passo per volta!
DR. GIOVANNA OLIVERO
Psicologa Psicoterapeuta
Specialista Età Evolutiva
3477025158
Ricevo privatamente a Moncalieri (To) e Bra (Cn).