Articoli

difficoltà apprendimento – si superano con esercizi per il cervello

Quello che mi spezza il cuore è il fatto che ancora adesso incontro persone (bambini e adulti) che combattono con problemi di apprendimento e quello che viene detto loro è che devono imparare a vivere con le loro limitazioni. E così non hanno il coraggio di sognare “. Barbara Arrowsmith.

Chi è Arrowsmith ? Una donna che da bambina non riusciva ad imparare a legge l’orologio, a comprendere i concetti astratti, che a scuola veniva etichettata come quella un po’ ritardata. Ma poi un giorno si accorse che un soldato colpito al cervello da un proiettile sul quale uno psichiatra aveva scritto un libro aveva esattamente i suoi sintomi cognitivi, le stesse stranezze che lei aveva sempre avuto da bambina. Ma allora, pensò lei,  forse i miei problemi derivano da un mal funzionamento del cervello che si possono “aggiustare”. E così nacque “The woman who chanded her brain” . Se esiste una limitazione non dobbiamo per forza vivere con essa. Adesso che conosciamo la neuroplasticità del cervello possiamo sfruttarne le sue capacità di cambiare, facendogli fare degli “esercizi” cognitivi specifici per cambiare e rafforzare il  cervello.

In molti l’hanno seguita, è nata anche una scuola negli Stati Uniti per formare personale specializzato nei disturbi di apprendimento.

La mia visione è quella di un mondo creato da noi in cui nessun bambino sia costretto a vivere una lotta incessante e dolorosa con la sua incapacità di apprendimento “, Arrowsmith.

Anche noi psicologi di Synergia Centro Trauma ci uniamo alle meravigliose parole della collega americana, e lavoriamo in èquipe con medici, fonologi, ortottisti, logopedisti, per aiutare i bambini in difficoltà a trovare la loro strada verso un apprendimento più fluido e scorrevole.

Qualche volta può non essere facile riuscire a fare questi cambiamenti all’interno di una scuola, dove regole troppo rigide e standardizzate possono non valorizzare le capacità individuali di ognuno.
Qualche volta l’ homeschooling può essere un’occasione per dare tempo ai bambini ed ai ragazzi di allenare il loro cervello e migliorare l’apprendimento. Non frequentare una scuola non significa non studiare, e non è vietato dalla legge italiana tenere i figli a casa per istruirli privatamente.

Una #scuolamediaprivata#  di homeschooler (o meglio una “non scuola”, una ” non ” scuola  media privata ) può essere l’inizio di un cambiamento per alcuni ragazzi in difficoltà. Per la zona di Torino chiedi informazioni. Vogliamo creare un gruppo di bambini dagli 11 ai 13 anni che lavorino insieme per crescere più sereni mentre studiano.

Cristina Roccia
psicologa, psicoterapeuta
Synergia Centro Trauma

 

Lo sapevate che il corpo è fondamentale per imparare ?

Lo sapevate che il corpo è fondamentale per imparare ?
Per imparare qualsiasi cosa?

Non si impara nulla solo con il cervello, perchè il nostro cervello non lavora in modo indipendente
ma è influenzato in modo determinante dal nostro corpo. Una verità tanto semplice quanto misconosciuta, sia dagli addetti ai lavori che dai genitori e dagli insegnanti.

Quante volte le maestre dicono ai genitori che il bambino o il ragazzo ha “problemi di apprendimento” ? Lo si manda dalla logopedista o dallo psicologo, o gli si fanno fare delle lezioni di recupero o frequentare un dopo-scuola. In questo ultimo decennio vanno molto di moda diagnosi come #DSA# o dislessia, ma tante volte di tratta solo di paroloni che servono semplicemente a dire che il bambino non riesce ad imparare secondo i criteri stabiliti a priori dalla maestra, o dalla scuola.

Dalla neurobiologia ci possono arrivare molti consigli, sia a noi adulti che ai bambini ed ai ragazzi in difficoltà con la scuola, per vivere meglio, per essere più felici ogni giorno e, soprattutto, per imparare meglio e più velocemente qualunque cosa.

Siete pronti a capovolgere le vostre convinzioni e abbandonare l’idea che l’intelligenza dipenda solamente da un cervello ben allenato ?”. E’ quello che ci chiede Christian Ankowitsch nel suo bellissimo libro dal titolo ” Perchè Einstein non portava i calzini. Come dettagli (apparentemente)
insignificanti influenzano il nostro pensieri ” (ed. Vallardi, Milano, 2016).

Si tratta di una raccolta di ricerche molto importanti fatte in tutto il mondo da ricercatori di grande prestigio a livello scientifico che dimostrano alcune cose apparentemente molto semplici ma poco conosciute:

1) Le sensazioni corporee, i movimenti, le posture, le condizioni ambientali, la luce nella stanza, i rumori e tutto ciò che ci circonda interagiscono con l’attività cognitiva.

2) Il corpo è parte fondamentale del processo di apprendimento, e nulla si apprende nell’immobilità. Muovere le mani, camminare, saltare, stare in posizione eretta, correre, andare in bicicletta o praticare sport mentre si studio ( “mentre” significa proprio “durante, non prima o dopo avere studiato) ci aiutano ad apprendere,

3) Restare immobili in una stanza, studiare davanti a una parete spoglia, in una stanza illuminata in modo sbagliato, o stare in una posizione scomoda, o seduti nell’ultimo banco in classe, rallentano ed ostacolano l’apprendimento.

4) Per diventare più intelligenti non bisogna solo allenare il cervello, ma usare anche il corpo. Eistein ha avuto le sue più geniali idee mentre guidava una barca a vela e non seduto alla scrivania nel suo laboratorio. Incredibile vero ?

Cosa significa tutto questo ?

Significa per esempio che troviamo soluzioni migliori se gesticoliamo o che abbiamo idee vincenti quando ci troviamo in una stanza con il soffitto alto, o ancora che riusciamo ad imparare meglio un testo o una sequenza di numeri se camminiamo o saltiamo o guardiamo fuori dalla finestra.

Questo bellissimo libro, facile da leggere, anche divertente perchè scritto in modo ironico e spiritoso, ci dimostra che i geni, come ad esempio Einstein, non avevano cervelli diversi da quelli delle persone comuni, non erano più intelligenti per qualche strana motivazione genetica, ma  sapevano solo usare meglio ed in modo più creativo l’intelligenza. Il nostro cervello non è un muscolo che possiamo allenare in palestra, ma è un organo altamente complesso il cui lavoro è molto influenzato dal corpo.

Chi ha organizzato le nostre scuole, gli spazi all’interno delle aule, le luci, la posizione delle finestre, chi ha progettato i banchi e le sedie, ha mai saputo dell’esistenza di una correlazione fra ambiente – apprendimento – corpo – intelligenza ?

Ci si è mai chiesti se in un’aula buia e triste gli allievi imparino meno ? E si è mai cercato di progettare un’aula in cui nessun allievo sia in ultima fila visto che è strato dimostrato che chi si siede in quei posti impara di meno con assoluta certezza ?

I professionisti di Synergia Centro Trauma studiano da anni le correlazioni fra problemi neurologici ed apprendimento, e fra problematiche emotive ed apprendimento,  Un’équipe specializzata con psicologi, logopedista, educatori e tante altre figure professionali aiutano i bambini ed i ragazzi con difficoltà scolastiche. Moncalieri (Torino)

Cristina Roccia
psicologa, psicoterapeuta
Synergia Centro Trauma