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La scuola media a cosa serve?

      La scuola media a cosa deve servire ?

La scuola fino ai diciotto anni è fatta per costruire una
personalità, la TUA personalità, e non deve costringerti ad essere una altro. La scuola deve tirar fuori quello che sei tu, questa è la funzione della scuola media. Poi la “professione” è un’altra storia, incomincia all’Università. Prima è soltanto “diventa uomo”, devo imparare tutto, dare un senso alle vicende che mi circondano, alle cose, alle persone, ma se non costruisci te stesso, l’uomo, non saprai fare nessuna professione, e comunque non darai senso a nessuna professione.

Queste le parole di Roberto Vecchioni, che prima di essere un cantante è stato per molti anni un insegnante. La scuola media e la scuola superiore in Italia hanno ormai dimenticato da tempo questa funzione fondamentale, e troppo spesso sono solo dei luoghi in cui vengono trasmessi dati e concetti. Non a caso sempre più famiglie scelgono il percorso dellistruzione parentale, cioè un tipo di istruzione in cui la scuola è tagliata fuori e i genitori si assumono in prima persona la responsabilità dell’istruzione dei propri figli. Se ciò accade sempre con maggior frequenza  (stanno nascendo anche numerose scuole parentali, cioè gruppi di bambini gestiti da genitori od insegnanti che non si attengono e regole e programmi ministeriali), la scuola italiana si dovrebbe interrogare sulle motivazioni di questo nuovo fenomeno emergente e fare delle riflessioni che portino a dei cambiamenti importanti.

Per migliorare il rendimento scolastico dei bambini e dei ragazzi, per aumentare la concentrazione e la memoria.
Prova il Metodo Tomatis; con la musica e non con noiose lezioni e ripetizioni, possiamo aiutare i tuoi figli a sviluppare le proprie capacità, a tirar fuori le proprie doti nascoste, a diventare persone serene e non solo allievi prestanti che prendono bei voti a scuola

Centro AFP Alfred Tomatis a Moncalieri ( Torino )

BAMBINI: ADHD E PSICOFARMACI. Uno sguardo controcorrente.

Vi segnalo la presentazione di un libro molto interessante ed innovativo relativo alla cura del malessere dei bambini mediante psicofarmaci.


Libera Universitas Psicanalitica
Nei
mesi scorsi, l’editore ETS di Pisa ha pubblicato il libro dello psicanalista
francese Yann Diener “Un bambino viene agitato.
Lo Stato, gli psicoterapeuti e gli psicofarmaci.”
Si
tratta di un testo importante, un testo controcorrente che stravolge, ma si
dovrebbe dire raddrizza, lo sguardo sulla prassi oramai consueta di trattare i
bambini con un approccio psichiatrico, ovvero di diagnosticare quanto più
precocemente delle sindromi intrattabili altrimenti che con psicofarmaci.
Da
quarant’anni l’ADHD (disturbo da deficit di attenzione e iperattività), la
“malattia psichiatrica” che lo stesso inventore, lo psichiatra americano Leon
Eisenberg, ha denunciato essere “una malattia fittizia” (la citazione è dal settimanale
tedesco Der Spigel), è stata introdotta nei manuali diagnostici e quindi viene
trattata con la somministrazione del Ritalin.
In questo sul libro l’autore, Yann Dienner, percorre la storia
dell’approccio al malessere del bambino in una società complessa e
contemporanea come la Francia e denuncia quanto di pretestuoso influenza un
approccio diagnostico tendente a semplificare come “malattia” ciò che da sempre
è nella storia della crescita e dell’educazione di ogni fanciullo, ovvero il
senso del suo diritto a realizzarsi come persona libera.
Il libro verrà presentato a Torino
il 25 gennaio 2014 dalle 17 alle 19
all’Educatorio della Provvidenza
in corso Trento, 13.

Saranno
presenti:
Alessandra Guerra — Direttrice editorialeMaria Rosa Ortolan —Traduttrice e coautriceAnnalisa Zacchetti — Autrice della scheda informativaLuca Poma – Portavoce di “Giù le mani dai bambini”E’ prevista
la partecipazione di Gianluca Vignale
, Assessore alla Regione Piemonte.




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