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Attacchi di panico? Non sono imprevedibili.

Attacchi di panico? 
Non sono imprevedibili!

Attacchi di panico, stati d’ansia improvvisi. Chi ne soffre sa che il pensiero che questi si possano ripresentare inaspettatamente può diventare veramente destabilizzante. 
Molto spesso mi viene posta la seguente domanda: “come faccio a controllarli?”. Beh, la risposta semplice e facile non c’è. Il discorso va affrontato individualmente, iniziando a capire che il corpo ci sta comunicando in quel modo un messaggio importante, qualcosa che è al momento senza parole, ma che attraverso il corpo può prendere voce: un disagio, una sofferenza.  Ci sono però dei sintomi ben precisi attraverso i quali essi si presenta ogni volta. Imparare a riconoscerli è molto utile.

“Secondo uno studio pubblicato su Biological Psychiatry fin da un’ora prima si verificano impercettibili cambiamenti fisiologici che anticipano la comparsa del disturbo. È quanto emerge dalla ricerca condotta da Alicia Meuret della Southern Methodist University di Dallas, negli Usa, che ha monitorato per 24 ore 43 pazienti affetti dal disturbo cronico.

I soggetti hanno indossato degli speciali misuratori che registravano l’andamento di alcuni parametri collegati agli stati d’ansia, come il respiro e il battito cardiaco. L’analisi dei dati ha permesso di individuare cambiamenti che si verificano a partire da 70-60 minuti prima che si verifichi l’attacco e che sono assenti quando questo non compare. Novità interessante è che queste alterazioni sono inconsapevoli per il paziente. “Questa conoscenza potrebbe aiutarci a capire quando e come trattare in anticipo il disturbo”, spiega Meuret.

Secondo la medicina, gli attacchi di panico sono caratterizzati da 13 sintomi: mancanza di respiro, accelerazione del battito, vertigini, dolore toracico, sudorazione, vampate di calore, tremore, senso di soffocamento, nausea e torpore. www.ilsole24ore.com

Se si impara gradualmente a riconoscerne i sintomi, questo può aiutare a mantenere almeno in parte il controllo su ciò che ci succede nella quotidianità. Sarà poi fondamentale affrontarne i vissuti in seduta con uno psicologo, all’interno di una psicoterapia che abbia lo scopo di trovare le parole e le emozioni a quel messaggio corporeo.
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