inaccettabile estinguere il reato di stalking solo pagando !!!!

#stalking#
Pubblichiamo il comunicato stampa di TELFONO ROSA in merito al nuovo articolo di legge approvato il 14 giugno 2017. Una nuova norma terribile, che non rispetta le donne, che non le protegge, che le espone alle violenze più inaudite senza dar loro modo di difendersi. Siamo in Italia, Europa, paese civile, progressista.
 Ma delle donne importa qualcosa a qualcuno ? 
 ” Donatella
Ferranti, Presidente della Commissione Giustizia della Camera, bolla
come “terrorismo psicologico” le recenti, numerose prese di posizione
critiche contro il nuovo articolo 162 ter del codice penale, che prevede
l’estinzione di reati procedibili a querela (compreso lo stalking) con
il pagamento di somme di denaro alle persone offese, anche senza il loro
consenso.
Tale
definizione pare in verità inaccettabile: non solo perché evocare
qualunque forma di terrorismo è fuori luogo, in questa circostanza, ma
soprattutto perché – contrariamente a quanto lascia intendere il
commento della Presidente –  l’estinzione del reato di stalking  con il
versamento di una somma di denaro alla persona offesa a titolo di
condotta riparatoria, anche senza il suo consenso,  è proprio
espressamente prevista dalla norma approvata lo scorso 14 giugno.
E a quanto pare è ripetibile all’infinito, perché non lascia tracce sul certificato penale del colpevole.
In
caso di stalking, quindi, basterà un risarcimento in denaro, ritenuto
congruo dal giudice, e magari anche a rate, per chiudere il processo
anche se la persona offesa non vuole. Già immaginiamo le più o meno
ridicole somme di cui si tratterà, e la inevitabile diversità di
trattamento a cui saranno esposte donne nella medesima situazione. Tutto
ciò con buona pace di coloro i quali, dall’associazionismo, al fronte
sindacale,  ai centri antiviolenza, vedono  in questa riforma del codice
penale materializzarsi lo scenario di persecutori impuniti e
impunibili.
Ma
la Presidente Ferranti dice che questo non è vero, perché la riforma si
applica solo ai casi di reati procedibili a querela rimettibile: mentre
nello  stalking con minacce gravi e reiterate la querela è
irrevocabile.
Pare
dimenticare, la Presidente, che quella non è l’unica forma di stalking
esistente, prevista e punita dal codice penale; e che ne residuano molte
altre, che nella realtà spesso si realizzano, punite invece a querela
non irrevocabile e dunque estinguibili a pagamento. E questa non è
affatto, come alcune voci del mondo politico sostengono, una “fake new”.
Inaccettabile: non esiste altra parola.
Migliaia
di donne alle quali viene rivolto il giusto e pressante invito alla
denuncia (per salvarsi la vita, e non certo per avere una misera somma
di denaro) offese oltre che dalla violenza maschile anche dalla violenza
politica del legislatore.
Così
come è inaccettabile una riforma del codice penale in materia così
delicata e attuale, con un valore simbolico indiscutibilmente elevato,
realizzata con linguaggio ermetico e accessibile – quanto alle
conseguenze – solo a attenti giuristi.
I
mali e le lentezze giudiziarie non si risolvono con i risarcimenti: si
affrontano con forme urgenti di giudizio e di tutela della vita e della
salute delle donne perseguitate,  che oggi si sentono mercificate da un
articolo del codice penale che definire mortificante è poco.
 
 Torino, 29 giugno 2017

TELEFONO ROSA PIEMONTE DI TORINO