Maltrattamento e abuso

Fame nervosa e bulimia. I trucchi per tenerla sotto controllo

Molte persone passano anni della loro vita a cercare di dimagrire. Diete, tisane dimagranti, prodotti per ridurre l’appetito, barrette a basso contenuto calorico sostitutive dei pasti …. La fame nervosa però può rovinare tutto! Ma la fame nervosa si può combattere e sconfiggere, e riuscire davvero a dimagrire diventerà molto più facile.

Vuoi capire come fare? Capiamo insieme cos’è la fame nervosa, perché viene e come mandarla vita dalla tua vita! Oltre alla dieta, se ti accorgi di mangiare in modo incontrollato, o per stress o nervoso, usa uno psicologo coach del benessere. Così potrai dimagrire davvero ed essere fiero dei tuoi risultati. E se invece pensi che la bulimia sia il tuo problema, allora ti servirà un altro tipo di aiuto, ma comunque puoi guarire e smettere di mangiare. Sicuro ! Ma devi chiedere aiuto, perchè da soli è troppo difficile.

psicologa online Cristina Roccia
Cristina Roccia, psicologa, psicoterapeuta, Moncalieri Torino ed online

Fame nervosa, che cos’è?

Si parla di fame nervosa quando il nostro corpo e il nostro cervello, indipendentemente dal senso di sazietà, ricerca il cibo anche fuori pasto, o durante la notte. La voglia di mangiare in questo caso arriva quando il nostro corpo non ha una vera e propria necessità di nutrirsi, fuori pasto, o dopo il pasto. L’atto di mangiare, in questi casi, non serve a soddisfare i fabbisogni nutrizionali del corpo, ma serve a tenere sotto controllo l’ansia e lo stress, la rabbia, le nostre emozioni in generale. Al cibo viene attribuita da molte persone la grande capacità di consolare, calmare, dare allegria e piacere. Si dice che se mangi tanto cioccolato hai carenza di affetto! Dietro le dicerie c’è sempre un qualche fondo di realtà.

Quando si mangia per fame nervosa, quando non si riesce a controllare la fame, le scelte si orientano maggiormente verso cibi dolci o snack, cibi che hanno la caratteristica di essere gratificanti per il palato, e allo stesso tempo semplici e veloci da consumare.

In genere chi soffre di fame nervosa tende a fare spuntini in svariati momenti della giornata: al rientro dal lavoro, nel tardo pomeriggio prima di cenare o dopocena, o anche di notte. Le persone descrivono l’impulso ad alzarsi più volte dal divano, mentre si guarda la televisione o si sta lavorando al computer, per andare ad aprire il frigorifero o la dispensa e mangiare, ogni volta, un piccolo snack con intervalli anche brevi.

fame nervosa e attacchi di fame
Attacchi di fame nervosa, come sconfiggerli

Fame nervosa o bulimia?

La bulimia è in un certo senso una fame nervosa molto forte e incontrollata. Non riesci a controllare la fame, ma c’è qualcosa di più… La persona che ne soffre di solito non fa più solo dei semplici spuntini, ma mangia quantità smisurate di cibo. Nella bulimia si parla infatti di “abbuffate”, una ingestione incontrollata di quantità di cibo grandissime in poco tempo. La fame nervosa e la bulimia sono accomunate dal fatto che entrambe sono causate da un problema con le emozioni e lo stress. Sono tuttavia molto diverse fra loro, ed anche le soluzioni che servono per risolvere il problema sono diverse.

Come mi accorgo se è fame nervosa o bulimia?

Perché si tratti di bulimia bisogna che si verifichino queste 5 condizioni:

  • mangiare in un definito periodo di tempo (ad es. un periodo di due ore), una quantità di cibo significativamente maggiore di quello che la maggior parte delle persone mangerebbe nello stesso tempo ed in circostanze simili
  • sensazione di perdere il controllo durante l’episodio (ad es. sensazione di non riuscire a smettere di mangiare, o a controllare la fame e cosa e quanto si sta mangiando).
  • ricorrenti ed inappropriate condotte compensatorie per prevenire l’aumento di peso, come vomito autoindotto, abuso di lassativi, diuretici, enteroclismi o altri farmaci, digiuno o esercizio fisico eccessivo.
  • le abbuffate e le condotte compensatorie si verificano entrambe in media almeno due volte alla settimana, per tre mesi.
  • I livelli di autostima sono indebitamente influenzati dalla forma e dal peso corporei.

Cosa è un’abbuffata?

Nella bulimia ci sono frequenti abbuffate. Ma cosa sono esattamente? Di solito la persona che fa delle abbuffate si ritrova a:

  • mangiare molto più rapidamente del normale
  • continua a mangiare fino a che non ci si sente pieni, a volte al punto da sentirsi male
  • ingerisce una quantità di cibo notevolmente maggiore rispetto alla sensazione fisica di fame
  • mangia da solo poiché ci si sente imbarazzato per come si sta mangiando, si sente disgustato di se stesso, depresso o in colpa dopo l’abbuffata.

Mi devo preoccupare se soffro di fame nervosa?

La fame nervosa è molto più diffusa di quanto immaginiamo. Sono moltissime le persone che usano il cibo come oggetto consolatorio, o come strumento per sfogare lo stress o il nervoso. Mangiare quando si è arrabbiati o tristi è qualcosa di assolutamente normale, se per “normale” si intende qualcosa che fanno moltissime persone.

Purtroppo però questo tipo di comportamento ha delle conseguenze a volte anche gravi. Non riuscire a controllare la fame nel tempo può portare ad un aumento di peso, pochi etti al mese che piano piano possono diventare 10 o 20 chili in 10 anni o meno. La sensazione di calma che da mangiare del cibo dura di solito poco tempo, per questo si sente il bisogno di replicarle più volte per creare nuove “soddisfazioni” con ulteriori e maggiori quantità di cibo. Ciò significa che mangi per nervoso o stress la tua fame nervosa ti porterà ad ingrassare con conseguenti ricadute sulla tua autostima e sulla tua qualità della vita. Inoltre non dimenticare che mangiare male per un lungo periodo di tempo provoca dei danni al tuo organismo di cui poi dovrai occuparti: dal semplice il bruciore di stomaco, alla colite spastica o a cose più importanti come per esempio il diabete.

Mi devo preoccupare se soffro di bulimia?

La bulimia è qualcosa di più serio rispetto alla fame nervosa. La bulimia è un vero e proprio disturbo alimentare per il quale bisogna chiedere aiuto a uno psicologo. Di solito dietro ad un disturbo alimentare ci sono quasi sempre delle difficoltà emotive importanti, dei traumi, degli abusi sessuali.  La persona che soffre di bulimia ha sicuramente bisogno di un aiuto psicologico e non di una dieta dimagrante. Ciò che ti deve preoccupare se soffri di bulimia non è l’aumento di peso, o il controllo della fame, bensì il dolore e le problematiche emotive che sono all’origine delle abbuffate e del disturbo. Ecco perché è importante che uno psicologo si occupi della tua situazione, e ti aiuti a capire perché sfoghi sul tuo corpo le frustrazioni e i dolori che hanno origine nelle emozioni.

È possibile controllare la fame nervosa?

Certamente si.  Per controllare la fame nervosa ti serve riuscire a spezzare il circolo vizioso “stress o rabbia –  cibo – rilassamento – nuovo cibo”.

Modifica il tuo comportamento.

  • Essere consapevoli.  Occorre riconoscere questo atteggiamento come sbagliato, è fondamentale diventare consapevoli del comportamento che determinati segnali possono indurre su di noi.  Senza consapevolezza non può esserci cambiamento. Per es: quando sono arrabbiata mangio.
  • Adottare comportamenti antagonisti. La fame nervosa è gratificante, quindi lo deve essere anche  il “piano B”. Le nuove abitudini devono essere gratificanti, interessanti, piacevoli per non farci ricadere nella tentazione.
  • Organizzazione. La fame nervosa si basa sul comportamento impulsivo, quindi le regole aiutano a compiere i passi per abbandonare le vecchie abitudini, dandoci uno schema da seguire ed una alternativa. Dobbiamo prevedere quando saremo a rischio di mangiare per la fame nervosa e organizzare un piano B con ampio anticipo per controllare la fame. Ad esempio se so che mangio quando lavoro al computer perché sono stressato, potrò andare a lavorare in un luogo in cui il cibo sia inaccessibile.
  • Cibi sani. Anche se non sei a dieta e non vuoi dimagrire, se se sai di essere a rischio di mangiare per fame nervosa organizzati per avere del cibo a portata di mano che non faccia ingrassare ed organizza la tua dieta in modo equilibrato. Così anche se non riesci a controllare la fame limiti i danni.
  • Il coach del benessere o l’aiuto di un famigliare. La fame nervosa è difficile da vincere da solo. Hai sicuramente bisogno di aiuto per superare l’impulso a mangiare quando le tue emozioni ti mettono in difficoltà. I cambiamenti non sono facili da fare da soli. Se vuoi vincere la tua battaglia contro la fame nervosa è bene condividere le regole con un’altra persona che possa tenerti d’occhio e frenarti quando la voglia di mangiare ti assale.  

Aumentare il controllo della fame, alcuni consigli facili e pratici

Ecco alcuni trucchi per evitare di mangiare sotto l’impulso della fame nervosa.

Vincere la fame nervosa
Vincere gli attacchi di fame nervosa, elabora la tua strategia

E’ importante ricordare però che questi consigli non valgono se siamo in presenza di una vera e propria bulimia o di abbuffate. Ricorda che in questo caso per vincere la bulimia non serve aumentare il controllo, e impedirti di mangiare, ma serve affrontare il dolore che c’è dietro al tuo impulso irrefrenabile ad ingerire cibo. Nel caso della bulimia infatti non ti servirà a nulla aumentare il controllo della fame, perché non è di questo che hai bisogno. Il cibo ti serve come un anestetico per non pensare, come una coccola per alleviare il tuo dolore, come l’alcool per ‘alcolista. Non è aumentando il controllo che guarirai dalla bulimia.

Consigli pratici per la fame nervosa 

  • Tenere sotto controllo la fame.  La fame nervosa amplifica la sensazione di fame. Abituati a mangiare poco e spesso, ovviamente cibo sano e non ipercalorico, in modo da non avere mai fame, o poca fame.  
  • Tenere in frigorifero un sacchettino che contenga verdure crude di vario tipo (pomodori, carote, finocchi, ravanelli, sedano…) già lavati e pronti per essere consumati. Se non ti piace la verdura cruda trova delle valide alternative dietetiche agli snack e ai dolcetti. Usa la tua fantasia, ma organizza qualcosa da tenere a portata di mano quando ti viene fame.  Anche la frutta può essere utilizzata negli spuntini.
  • Una buona tisana (ad esempio alla frutta o rilassante secondo il gradimento), da bere fresca o riscaldata, può rappresentare un’alternativa. Infatti, i liquidi, oltre a consentire una corretta idratazione dell’organismo, aiutano a favorire il senso di sazietà.
  • Imparare a riconoscere fame e sazietà. Nella nostra società ogni occasione sociale che viviamo è buona per consumare cibo, e ogni relazione sociale avviene con davanti qualcosa da mangiare o da bere. Mangiando di continuo il segnale della sazietà non può attivarsi. Spesso ci ritroviamo a mangiare non per fame, ma perché ci troviamo al cibo davanti o perché alcuni cibi, come per esempio le patatine, sanno sapientemente eccitare il nostro appetito.
  • Ricorda che anche bere alcolici e bevande zuccherate ingrassa

Consigli pratici per combattere la fame nervosa: organizzare i pasti

  • Pensare in anticipo all’aspetto del nostro pasto o spuntino, e mettere nel piatto solo la quantità programmata.
  • Usare un piatto piccolo può essere un ottimo trucco per ingannare il cervello. È stato dimostrato che la stessa quantità di cibo in un piatto piccolo sazia di più rispetto al cibo posto in un piatto grande, che sembra vuoto. Questo perché il nostro senso di sazietà non arriva solo dallo stomaco, ma in gran parte dal nostro cervello. Persino il colore del piatto può influenzare la quantità di cibo che mangiamo 
  • Individuare ciò che percepiamo come saziante, perché così ci aiuterà a capire ciò che lo è veramente. La scelta di cosa mangiare è importante, come quanto mangiare. Ricorda che tutte le proteine hanno un potere saziante, perché fanno svuotare più lentamente lo stomaco. Gli zuccheri semplici saziano meno di tutti. Gli alimenti ricchi di fibre hanno un elevato potere saziante.
  • Organizzare bene la spesa. Non è una buona strategia per il controllo della fame nervosa aprire il frigo o la dispensa e trovarci snack e patatine. Non comprare mai ciò che non vuoi mangiare. Se non vivi da solo e hai bisogno di controllare la fame nervosa, in casa saranno presenti molti alimenti proibiti, ma  fai almeno in modo che questi non siano a portata di mano. Chiedi la collaborazione della tua famiglia e nascondi i cibi che non vuoi mangiare. Almeno mentre stai cercando avrai qualche secondo in più per ricordare a te stesso che non li devi mangiare.

Consigli per combattere la fame nervosa: esercizio fisico e attività alternative al cibo

Combattere la fame nervosa può essere anche una questione di strategia, come una partita a scacchi fra te e te stesso. Cerca di conoscere i tuoi punti deboli in modo da evitare di essere vulnerabile quando ti verrà voglia di mangiare.

Se scopri che la tentazione di mangiare è prevalentemente nel periodo post cena o di notte, organizza le tue serate in modo da tenere sotto controllo la fame nervosa in questo momento particolare. Puoi chiedere aiuto a chi vive con te affinché ti impedisca di mangiare, puoi chiudere a chiave la porta della cucina e nascondere la chiave così che mentre lei cerchi avrai qualche secondo in più per riflettere. Lavarti i denti subito dopo aver mangiato (anche se è solo uno snack), bevi delle tisane, esci di casa quando ti viene fame, preparare degli snack adatti alla situazione e non ingrassanti. Trova tu la strategia migliore per controllare la fame nervosa, ma non lasciare che sia lei a controllare te.

Lo sport esercizio fisico sono un ottimo modo per combattere la fame nervosa, le abbuffate, la bulimia.

L’esercizio fisico, di qualsiasi tipo si tratti, produce delle precise azioni chimiche nel cervello che consentono al nostro organismo di ridurre in modo davvero importante lo stress. Questo di conseguenza ci aiuterà a mantenere il controllo.  Ricorda che il controllo è come un muscolo, si può allenare. Non è possibile tuttavia tenere sotto controllo troppe cose. Se siamo troppo stressati non riusciremo a tenere sotto controllo anche la fame, perché le nostre energie saranno assorbite in gran parte dalla fatica necessaria a tenere sotto controllo l’ansia, il nervoso, lo stress, il cattivo umore.

Cristina Roccia

psicologa, psicoterapeuta

Psicologo online Torino, come capire se è bravo

Psicologo online a Torino o a Moncalieri. Come capire se è bravo. E perchè è meglio vicino a casa

Superare paura, curare le fobie

La paura spesso ci rovina la vita. Che siamo bambini o adulti non importa, quando abbiamo paura niente è facile, e spesso questa emozione ci rovina anche molti momenti belli della nostra vita. Quando la paura diventa terrore si dice che abbiamo una fobia. Cosa si deve fare per superare la paura ? Farmaci o psicoterapia per curare le fobie? Serve lo psicologo, il farmacista o ce la possiamo fare da soli a superare la paura?

La paura a volte può essere utile

Non sempre la paura è un’emozione negativa. L’istinto di avere paura è innato negli esseri viventi, sia animali che umani. Questa emozione è indispensabile per la sopravvivenza, e senza di essa saremmo sempre in grave pericolo. Solo i bambini molto piccoli non la provano; probabilmente la natura non ha dato loro questa emozione perché ci sono i genitori che si occupano di proteggere il neonato, che quindi può “permettersi il lusso” di non avere paura.

Psicologa online Cristina Roccia
Cristina Roccia, psicologa online, psicoterapeuta, Moncalieri Torino

Quando superare la paura diventa un problema?

La paura può diventare un problema quando è irrazionale, quando ci blocca nel fare determinate cose che noi invece vorremmo fare e che sappiamo non essere pericolose. In questo periodo in cui c’è stato il coronavirus per esempio, la paura e sicuramente stata un’emozione molto utile perché ci ha permesso di rispettare le regole e restare a casa. In alcune persone però la paura del corona virus è diventata terrore al punto da rendere impossibile una vita normale. Se anche oggi, in estate, ti misuri la febbre tre volte al giorno, ti lavi le mani continuamente e non esci più di casa per paura del Coronavirus, allora questo è diventato un vero e proprio problema. Devi superare la paura.

La paura può diventare fobia

Che cos’è una fobia? La fobia è una paura anzi, un vero e proprio terrore, nei confronti di qualcosa che non dovrebbe invece spaventarci così tanto. Quando si ha una fobia la persona cerca in tutti i modi di evitare la cosa che la spaventa, ma purtroppo certe volte le fobie possono rovinare o limitare la nostra vita. Facciamo un esempio. Se una persona ha la fobia dei ragni  ed abita in un grattacielo a New York probabilmente questa paura non inciderà granché sulla sua vita. Ma sei la stessa persona si innamora di un uomo che vive in campagna, allora la fobia dei ragni diventa un vero e proprio problema perché la campagna è piena di ragni. Purtroppo certe volte, a causa delle nostre paure, dobbiamo rinunciare a delle cose importanti.

Perché abbiamo una fobia?

Una paura del tutto razionale che si trasforma in terrore nei confronti di qualcosa di specifico, come ad esempio i ragni, ha sempre delle origini molto complesse da individuare. Già alla fine del 1800 Freud scriveva uno dei suoi più importanti saggi di psicologia sulla fobia di un bambino che aveva paura dei cavalli e che non usciva più di casa, perché all’epoca i cavalli trainavano le carrozze ed erano ovunque. Freud spiegò che il cavallo non centrava niente ed erano semplicemente lo spostamento di qualcosa di più complesso e profondo, in quel caso di un problema di tipo sessuale ed edipico. Gestire la paura è importante, ed anche superare la paura.

Cosa fare per superare la paura?

Quando la nostra paura è irrazionale e blocca le nostre azioni occorre fare qualcosa. Non sempre è sufficiente metterci tanta forza di volontà per superare la paura. Se così fosse non esisterebbero le fobie. Chi ne soffre non riesce proprio a fare diversamente, ed è così tanto terrorizzato che non può fare a meno di  fare quello che fa.

Naturalmente sforzarsi di superare le proprie paure è indispensabile, anche chiedendo aiuto a chi ci vuole. Se questo non basta abbiamo bisogno di chiedere aiuto a un dottore. Ma che tipo di dottore ?

Medicine o psicologo per curare le fobie?

Le medicine nella maggior parte dei casi si rivelano inutili. Si possono richiedere al proprio medico dei tranquillanti, come per esempio nel caso in cui abbiamo paura di volare ma dobbiamo per forza salire su un aereo. In questo caso le medicine possono essere d’aiuto, ma il problema si ripresenterà nuovamente al prossimo viaggio.

Per superare davvero la paura e superare le fobie possiamo aver bisogno dell’aiuto di uno psicologo.

Curare-le-fobie
Per superare le paure e le fobie bisogna avere il coraggio di chiedere aiuto

Cosa fa lo psicologo per aiutarci a superare la paura e le fobie?

Lo psicologo non prescrive medicine. Lo psicologo aiuta la persona che soffre di fobie ad arrivare alla vera origine della propria paura. Durante una psicoterapia capita spesso che la paura diminuisca, o la fobia sparisca, senza neanche averne parlato granché. Perché?

Diamo risposta a questa domanda con un esempio. Una donna va in pensione proprio in coincidenza del lock down causata dal coronavirus. Al termine dell lock down la paura del Coronavirus è così forte che la donna non esce più di casa e si misura la febbre più volte al giorno. All’interno degli incontri di psicologia emerge come la vera paura non fosse il coronavirus ma la nuova vita che avrebbe dovuto affrontare. La donna è infatti sola, le figlie lontane, senza più l’occupazione del lavoro che le dava una routine quotidiana.  Tutta una vita dunque da reinventarsi, e giustamente questa situazione fa davvero molta paura perché appare più che logico essere spaventati in una situazione di questo genere. La paura del coronavirus era quindi uno spostamento da un problema ad un altro. Per risolvere la paura abbiamo dovuto parlare di altro, e cioè il suo futuro.

Come trovare lo psicologo giusto per la terapia delle fobie?

Lo psicologo, o lo psicoterapeuta nel caso in cui abbiamo bisogno di una vera e propria terapia, può essere individuato chiedendo a qualcuno di cui ci si fida, oppure cercando su internet. Possiamo cercare uno psicologo che lavora vicino alla nostra residenza, oppure uno psicologo che lavora online.

La psicoterapia online funziona molto bene se è svolta da un professionista serio e preparato. Cerca quindi un bravo psicologo, anche richiedendo una consulenza on line. Esistono diversi modi di curare le fobie, ma il fattore determinante è che lo psicologo sia bravo ed esperto. Quanto costa uno psicologo? Dipende da vari fattori, con una tariffa che può variare da 50 a 100 € ad incontro

Cristina Roccia

psicologa, psicoterapeuta. Lavoro a Moncalieri (Torino) e anche online

Cura per il PTSD; cosa serve per stare meglio?

Quando hai il disturbo post traumatico da stress si fatica a dormire, ci sono incubi. La cura migliore è quella psicologica, ma anche i farmaci possono essere utili

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Terapia e cura dell’ansia e degli attacchi di panico. Psicologo e psicoterapia online

Omosessuale fare coming out

Mettendo in parola i propri pensieri si trovano le soluzioni più giuste per la propria vita. Questo articolo vuole essere un piccolo contributo ad una riflessione non in generale sull’essere omosessuale, ma solo su quanto possa essere positivo e fonte di benessere riuscire a parlare con qualcuno di quanto stiamo vivendo internamente. Se sei omosessuale fare coming out non è mai semplice, e potrebbe non essere semplice neppure parlare della propria omosessualità con gli amici e la famiglie.

Parlare rende liberi. Per mettere ordine nei propri pensieri bisogna riuscire a mettere in parola la confusione, e trasformarla in qualcosa di utile e costruttivo. Lo psicologo per una persona omosessuale può essere di grande aiuto nel percorso di consapevolezza. Lo psicologo può essere anche online. Facile, sicuro, economico. Così potrai capire se è il momento giusto per fare coming out.

Se cerchi aiuto perchè pensi di essere omosessuale, o sai di essere omosessuale e vuoi fare coming out, ecco alcune riflessioni.

Fin da bambini alcune persone sentono di non appartenere al sesso che è stato loro assegnato: sono una bambina ma mi sento un maschio, non solo “un po’ mascolina”. Sono omosessuale, o trans, o transgender, dovrei chiedere di cambiare sesso? Altre persone invece sin dall’adolescenza si sentono attratte da persone dello stesso sesso. Si tratta di due cose diverse, l’omosessualità non è la stessa cosa della transessualità.

Con il passare degli anni ci si può accorgere di essere diversi da come la società di vorrebbe. Si tratta di un travaglio interiore complicato da gestire: pensieri, paure e desideri dei quale si fa fatica a parlare con amici o familiari. Essere omosessuale e fare coming out può non essere una cosa semplice semplice, così come parlare della propria omosessualità.

Omosessuale, transgender, trans. Quali sono le differenze?

Spesso queste parole sono confuse nell’immaginario collettivo. Omosessuale e transgender sono cose molto diverse e non devono essere confuse. La persona omosessuale si sente attratta sessualmente da un altro individuo dello stesso sesso, ma sente di appartenere al genere che gli è stato attribuito alla nascita. Un uomo quindi può essere attratto da un altro uomo, ma si sente uomo a tutti gli effetti e mai vorrebbe diventare una donna.

La persona transgender, o trans, sente una confusione fra il sesso anagrafico e l’identità di genere alla quale sente di appartenere. Un uomo può sentirsi più a proprio agio nei panni femminili, intendendo non solo vestiti femminili ma una vera e propria identità di genere al femminile. In questo caso quindi non si tratta più di omosessualità. Un uomo attratto da una persona dello stesso sesso può non sentire di appartenere al genere maschile. Lo stesso identico discorso vale per le donne ovviamente. In questo caso si può anche arrivare a pensare di fare il cambio di sesso, o il cambio di genere.

Trans invece è una parola molto usata ma che ha al suo interno mille significati. “Trans” è usato spesso nel gergo comune, non in modo serio e rispettoso.

Come parlare della propria omosessualità?

Non sempre le cose sono così nette e chiare. Va tenuto presente che la consapevolezza di quanto sopra descritto emerge normalmente durante l’età evolutiva, spesso durante l’adolescenza. In questo periodo della vita la confusione regna sovrana. Gli adolescenti sono sempre confusi su tutto, hanno bisogno di certezze che spesso non trovano e vivono tumulti emotivi inimmaginabili in altri periodi della vita. E’ proprio in questo periodo che negli individui omosessuali si fa strada l’idea di essere un po’ diversi dagli altri, e non è sempre facile capire cosa sta succedendo. Spesso le persone che ci stanno intorno non appoggiano questi progetti, o li colpevolizzano. Ecco che troppo stesso ci si trova stare in silenzio. Esser omosessuale e fare coming out è difficile, ma lo è anche parlar della propria omosesualità.

Omosessuale, fare coming out sì o no?

Quando dopo la confusione si fa strada un po’ di chiarezza e finalmente si raggiunge qualche certezza, le difficoltà non sono certo finite. Anche se viviamo in una società apparentemente molto tollerante e permissiva, ancora adesso è difficile per omosessuali e transgender riuscire ad affermare con serenità e chiarezza il proprio punto di vista sulla vita. L’omosessuale che vuole fare Coming out raccontando la verità a parenti e amici, può temere il loro giudizio, o temere di farli soffrire. Sul posto di lavoro o a scuola spesso si tace per paura di discriminazioni o prese in giro. Le persone fanno dei compromessi e raccontano ad alcuni di essere omosessuali,ma ad altri no. Cos’è meglio fare? Nascondere tutto o parlare della propria omosessualità? Essere omosessuale e fare coming out o nascondere tutto?

Lo psicologo per trovare un po’ di serenità

In qualunque fase tu possa trovarti, se hai cioè le idee confuse sulla tua identità di genere, oppure hai le idee chiare ma non sai come fare a parlarne con gli altri, lo psicologo può essere di grande aiuto. Perché?

Lo studio dello psicologo è un luogo neutro, dove non si ha paura di essere giudicati o aggrediti, o colpevolizzati. Lo psicologo non dà consigli, ma aiuta a trovare dentro di sé la strada giusta ed a chiarirsi le idee. La consulenza psicologica dovrebbe aiutare a mettere ordine al disordine, in modo da comprendere una volta per tutte quale sia il proprio posto nella vita. L’accettazione di se stessi è un passaggio fondamentale per poterne poi parlare gli altri. Sembrano parole scontate ma non lo sono affatto.

Accettare se stessi non è mai semplice.

Una volta compreso e chiarito qual è il proprio progetto di vita, lo psicologo può aiutare a trovare le modalità giuste per parlarne alle persone care ed in generale con il mondo del fatto di essere omosessuale e fare coming out. Per fare ciò occorre trovare il momento giusto, le parole giuste ed il coraggio dentro di sé di accettarsi ed amarsi per come siamo. Solo così potremo aiutare gli altri a vederci con occhi differenti. Dobbiamo riuscire ad amarci per quello che siamo davvero, e non per quello che abbiamo fatto finta di essere.

Come scelgo lo psicologo giusto?

La scelta dello psicologo è una cosa importante. Ti serve un aiuto per chiarirti le idee su chi sei davvero e su qual è la strada migliore da intraprendere nel futuro? O ti serve un aiuto per riuscire a trovare il coraggio di parlare agli altri di quello che hai dentro da anni? Ti serve una psicoterapia perché stai molto male? Oppure hai già idee chiare e cerchi qualcuno con cui parlare di come essere omosessuale e fare coming out?

Cristina Roccia – MioDottore.it

Meglio uno psicologo online o in presenza?

Difficile la risposta, dipende da te. Lo psicologo può lavorare in studio vicino al tuo luogo di residenza oppure online, tramite Skype, Whatsapp, Zoom o altre APP per fare le video-chiamate. Che cosa scegliere dipende da te. Lo psicologo in presenza ha il vantaggio di essere una persona che puoi incontrare in presenza, con un rapporto umano che può essere molto positivo.

Lo psicologo online ha invece lo svantaggio di essere “dietro ad uno schermo”, ma ha tanti altri aspetti positivi.

Può essere molto più facile chiamarlo e fissare un appuntamento, a qualsiasi ora e senza uscire di casa.

  • di solito costa molto meno, ed anche questo è un aspetto positivo.
  • puoi ricevere aiuto senza uscire di casa.
  • è sicuro, e se dovessero esserci nuove restrizioni a causa del coronavirus non saresti costretto ad interrompere il lavoro. La sicurezza sarebbe garantita anche in caso di un ritorno del Covid 19.

Adesso devi solo più trovare il coraggio di chiamare uno psicologo per riprenderti in mano la tua vita e trovare un po’ di serenità.

Cristina Roccia

Psicologa, psicoterapeuta, Lavoro online e a Moncalieri (Torino)

Aiuto dopo uno stupro. A chi chiederlo?

cosa fare dopo uno stupro ? parlare o tacere ? starò peggio se ne parlo ? violenza sessuale sulle donne

Psicologo online gratis o a pagamento?

come trovare uno psicologo che lavora online? Funziona ? Quanto costa ? Cosa mi serve per poter fare una consulenza psicologica online ?