Psicologi per bambini ed adolescenti ingestibili

I bambini ed i ragazzi che hanno disturbi di comportamento sono difficili da sopportare. Vengono definiti con aggettivi come cattivi, ribelli, capricciosi, antipatici, svogliati, oppositivi, arrabbiati, insopportabili.  In alcuni casi questi bambini diventano la disperazione del genitore o dell’educatore e nemmeno i compagni sono del tutto contenti di averli intorno. Se si tratta di un adolescente il problema può essere ancora più grave, perché gli adolescenti oppositivi, provocatori, depressi o ribelli sanno davvero far saltare i nervi a tutti gli adulti intorno a loro. Certe volte i figli diventano dei veri e propri dittatori e danno ordini ai genitori che non sanno come fare per riprendere il controllo della situazione.

Presso Synergia Centro Trauma puoi trovare psicologi altamente specializzati proprio su ragazzi e bambini di questo tipo. Aiutiamo le famiglie a trovare le strategie migliori per affrontare il problema, gli insegnanti a interagire con l’allievo ingestibile, ma soprattutto attraverso il percorso di diagnosi psicologica cerchiamo di dare un senso a ciò che sta accadendo: perché accade tutto ciò? Perché il bambino o il ragazzo si comporta così male? In base alle risposte (acquisite dallo psicologo attraverso il colloquio con i genitori e con il ragazzo) si potranno proporre delle soluzioni. Chiamateci e sicuramente vi sapremo aiutare. I nostri psicologi hanno risolto tantissimi casi considerati davvero “disperati”.

 Invece di giudicarli male e di sperare che maturino con il tempo, proviamo a pensare che certi comportamenti difficili o strani, ad esempio non mangiare o mangiare troppo, aggredire i fratelli o i coetanei, gli atteggiamenti autolesionistici o di rabbia esagerata e di provocazione, sono un modo per esprimere il disagio. Sono bambini che soffrono e che non riescono a comunicare la loro sofferenza a parole.

Adolescenti insopportabili o depressi e solitari

Adolescenti insopportabili o depressi e solitari

Gli adolescenti che vivono una qualche forma di disagio il più delle volte non ne parlano, ma attuano comportamenti imprevedibili e decisamente inaccettabili: impulsività, manifestazioni di rabbia a livello verbale e motorio, contrapposizione alle regole degli adulti, incapacità di concentrazione e di attenzione nei compiti scolastici, sessualità strana e pericolosa…

Ci troviamo di fronte ad adolescenti ribelli, oppositivi, arrabbiati, aggressivi, oppure antipatici, delinquenti. A volte gli adolescenti che soffrono possono diventare al contrario depressi, solitari, isolati, svogliati, non interessati a nulla, tristi. Troppo spesso i ragazzi si rifugiano in droghe ed alcool per non pensare, e questo aumenta il problema invece che diminuirlo. Il rendimento scolastico ne può risentire pesantemente, così come la capacità di concentrazione necessaria allo studio.

Quali sono le cause dei problemi di comportamento nell’infanzia e nell’adolescenza?

Raramente vi possono essere cause di tipo neurologico, quindi legate alla funzionalità del cervello, dovute a lesioni o a malattie, che devono essere diagnosticate e curate per evitare danneggiamenti più consistenti sulla sfera emotiva, sociale, intellettiva. Escludendo questo aspetto, le cause dei comportamenti disturbati sono da ricercarsi nelle situazioni che i ragazzi vivono nella loro realtà quotidiana.

Una causa di disagio poco considerata dai genitori, anche da quelli animati dalle migliori intenzioni, è il richiedere al bambino di fare troppe attività nell’arco della giornata (ad esempio tempo pieno a scuola, corso di lingua straniera, altre attività extrascolastiche). Il bambino ha poco tempo per giocare liberamente da solo o con i coetanei e questo può produrre una situazione emotivamente stressante, che genera un comportamento problematico.

Un’altra causa di disagio è nelle situazioni difficili vissute dai genitori, ad esempio le separazioni molto conflittuali nelle quali il bambino o il ragazzo assiste ai litigi o anche a momenti di violenza, o viene utilizzato dagli adulti per scaricare le loro tensioni. Vi possono essere momenti difficili della vita degli adulti (un lutto, la perdita del lavoro, una grave malattia) che incidono sul bambino, producendo disagio.

Genitori che adorano i figli, figli senza regole

Genitori che adorano i figli, figli senza regole

L’assenza di regole chiare, la possibilità di non rispettare le regole date, l’indulgenza verso bambini capricciosi e prepotenti caratterizza sempre più frequentemente i rapporti familiari; questi aspetti causano spesso danni durevoli all’educazione dei figli.  Perché moltissimi genitori non riescono dare regole ai propri figli? Vi sono tante e differenti risposte a questa domanda: proviamo a individuarne alcune.

Tutti vorremmo che al nostro bambino fossero risparmiate le delusioni e le frustrazioni che noi stessi abbiamo subito. inoltre, attraverso le concessioni nei suoi confronti, appaghiamo in realtà la nostra parte più fragile ed esposta agli insulti del mondo esterno. In una società che chiede troppo agli adulti, essere “morbidi” con i bambini permette agli adulti di allentare tensioni sociali altrimenti insopportabili.

All’interno del nucleo familiare, la necessità di essere indulgenti con i figli è un modo per esorcizzare le paure, per contenere il disagio, per arginare la fretta: i genitori rincasano tardi, sovente sono stanchi e stressati dal lavoro e non hanno l’energia per dare divieti e rimproveri.

Per educare i bambini è necessario sapere che cosa è giusto e che cosa è sbagliato e quali sono le vie buone dove vorremmo condurre i nostri figli: ma questo spesso non è chiaro nella mente dell’adulto e questa è esattamente la sfida che lo attende. I genitori di oggi sono consapevoli del loro difficile compito di educare i figli: la sicurezza che potevano avere i nostri nonni, che deriva dal reiterare le forme educative della tradizione, si è persa con le nostre generazioni. Oggi che la psicologia è penetrata nella coscienza delle persone, che tutti sanno che il modo in cui i bambini vengono allevati influisce sul loro sviluppo e sulla loro vita adulta, è più facile che, di fronte a un problema di rapporto con i figli ci si senta disorientati e preoccupati circa le decisioni da prendere.

Magari sentiamo che non è bello che i nostri figli passino il pomeriggio davanti a un videogioco dove alcuni individui ne trucidano altri, non ci piace, non vorremmo che lo facessero, ma non sappiamo bene in nome di quale principio assoluto e condiviso vietarlo. Inoltre non vogliamo per nulla incrinare la felice beatitudine dei nostri figli, creando motivi di scontro. … E così approdiamo alla filosofia del “lasciamo fare”, e speriamo che passi.

Altro aspetto da considerare è il mutato ruolo del padre all’interno della famiglia. In passato era il padre a dire di no; oggi invece i padri sono diventati permissivi, e si sono spostati verso un’area “materna”.

Si possono fare molti esempi di questo stile di rinuncia ad un ruolo autorevole.

Nella famiglia frettolosa accade sempre più spesso che i bambini dormano nel lettone dei genitori. In alcuni casi, si tratta di un espediente per evitare pianti notturni e interruzioni del sonno di papà e mamma. Tuttavia questa non è una buona abitudine. In alcuni casi al bimbo viene concesso di dormire accanto alla madre, mentre il papà va a dormire in cameretta. Si imposta un regime a volte difficile da modificare, che crea nel bambino l’idea che a lui tutto è permesso.

Molti bambini che vengono inviati dallo psicoterapeuta hanno una struttura “onnipotente”.

Purtroppo il bimbo onnipotente, si accorge ben presto che i suoi comportamenti aggressivi suscitano negli altri intolleranza e reazioni negative. Un figlio che venga allevato senza regole è disorientato, confuso: in altri termini, non si è mai scontrato con muri che gli permettano di costruirsi un adeguato senso di orientamento per muoversi nella vita. Paradossalmente, se un’educazione autoritaria porta al massimo alla nevrosi, l’onnipotenza può avere conseguenze più gravi. La mancanza di regole produce una grande irrequietezza, che può essere scambiata per vivacità, ma che di solito nasconde una forma di ansia.