Metodo Tomatis: comportamento e apprendimento in bambini e adolescenti

Ci possiamo facilmente rendere conto della differenza semantica tra parole quali sentire (preso nella sua accezione relativa al senso dell’udito) ed ascoltare. Quando utilizziamo la parola “sentire”, ci riferiamo in particolare alla nostra capacità di ricevere una o più informazioni sensoriali e ad averne coscienza. Utilizzando il termine “ascoltare” invece, intendo prendere in considerazione la definizione data dal Dr. Alfred Tomatis, quale:

“la capacità di utilizzare ciò che percepiamo con attenzione al fine di trarre un significato da un suono in modo non disturbante emotivamente”.

Già da questa prima distinzione ci possiamo rendere conto che l’ascolto è sicuramente un processo mentale, ma è soprattutto un processo di estrazione dell’informazione, un processo attivo e non passivo, e questa distinzione è fondamentale. Per utilizzare questa nostra facoltà infatti, facciamo uso di tecniche molto interessanti e sofisticate. Una di queste consiste nel riconoscere degli schemi particolari a cui ricondurre il suono. Così, se ci troviamo in un luogo molto rumoroso, come dentro una folla, e mi metto a gridare: “Davide, Sara, fate attenzione”, qualcuno riconoscerà il particolare suono all’interno della cacofonia e, ricollegandolo a un impostato schema mentale reagirà di conseguenza. Secoli di evoluzione ci hanno portato a questo, noi siamo in grado di riconoscere questi diversi schemi per separare il segnale che ci interessa dal rumore: quello del nostro nome è semplicemente l’esempio più evidente.

Un’altra tecnica che utilizziamo frequentemente è quella di differenziazione. Quando ci troviamo in presenza di un costante rumore di sottofondo, nell’arco di qualche minuto smetteremo quasi completamente di sentirlo; per lo meno a livello cosciente. Dunque, potremmo affermare tranquillamente che noi siamo in grado di discernere tra i diversi tipi di suono con una particolare funzione, quella di trascurare le frequenze che restano inalterate.

Ma cosa succede quando questi filtri vengono utilizzati scorrettamente?

Un bambino che ha un’esperienza traumatica con un insegnante, o un ragazzo che sente continuamente le prediche della madre, utilizzeranno le loro capacità di filtrare i suoni come unico mezzo di difesa a loro disposizione. Applicheranno filtri su filtri finché non arriveranno a sentire il suono della voce dell’insegnante o della propria madre senza ascoltare minimamente. Le parole emesse su quello spettro di frequenza verranno immediatamente troncate dal nostro cervello e tutto ciò che ne rimane è un ovattato rumore.

A livello evolutivo il nostro cervello ha imparato che in una situazione di pericolo l’orecchio deve essere teso in modo da captare ogni possibile suono un predatore possa emettere; seppure questo fenomeno ci abbia permesso di sopravvivere, oggi risulta molto meno utile e dannoso. Una persona esposta a continui stress e pressioni psicologiche si ritroverà facilmente in questa situazione stancante di continua attivazione della amigdala alla ricerca di suoni pericolosi; questo può produrre ansia, stanchezza, nervosismo, nonché un aumento progressivo dello stress innescando un sistema degenerante.

Questi sono solo due dei molti esempi in cui ascoltare incorrettamente può provocare ripercussioni sul nostro benessere psicofisico. Il Metodo Tomatis utilizza un particolare tipo di musica filtrata che serve a rieducare l’orecchio ed il sistema nervoso ad ascoltare correttamente. Tra i benefici che questo metodo può portare annoveriamo abbassamento dei livelli di stress, controllo del nervosismo, rimedi per la stanchezza, miglioramento delle prestazioni cognitive ed attentive e molti altri. Tutto questo è possibile, non per magia, ma perché il sistema uditivo è il più potente integratore sensoriale del nostro corpo ed è responsabile di numerosi processi di carattere appunto: emotivo, cognitivo, motorio ed attentivo.

Tomatis e l’apprendimento

Tomatis e l’apprendimento

Quando apprendiamo qualcosa, utilizziamo tuta una serie di meccanismi con cui sviluppiamo nuove conoscenze ed automatismi. L’apprendimento è quella capacità che ci permetti di adattare il nostro comportamento in base alle informazioni che ci arrivano dal mondo esterno. Apprendere è adattarsi alla nostra esperienza e lo possiamo fare in diversi modi: impariamo in vista di una ricompensa, per imitazione, attraverso la ripetizione, ma anche grazie ai nostri fallimenti… Indipendentemente dal modo in cui impariamo, il nostro cervello deve essere in grado di riorganizzare costantemente la nostra rete neuronale, in modo tale da integrare i nuovi comportamenti e facilitarne l’esecuzione. Ecco, questa capacità del cervello è quella che chiamiamo “plasticità cerebrale“, quella capacità che ci permette di reagire più velocemente ed efficacemente a situazioni o eventi simili.

Il Metodo Tomatis si basa proprio su questo principio, stimolare la plasticità cerebrale sorprendendo costantemente il cervello in modo naturale. Grazie a delle esche sonore, la musica filtrata permette di sorprendere costantemente il cervello mettendolo in una posizione di ascolto attivo. Questa tecnica pedagogica si propone di allenare il cervello proprio nella sua capacità di analisi del cambiamento e delle situazioni.

È stato dimostrato da numerose ricerche, che l’utilizzo del Metodo Tomatis facilità l’assimilazione di nuove informazioni permettendo a uno studente di migliorare le sue competenze accademiche. Per questa ragione il Metodo Tomatis è spesso utilizzato come strumento integrativo dell’istruzione tradizionale.

Nel corso del processo educativo, il bambino impara moltissimo dai suoi errori. Sappiamo tutti quanto sbagliare in prima persona sia fondamentale per la crescita, tuttavia la persistenza di alcuni errori mirati e sistematici possono portare alla diagnosi di difficoltà maggiori quali disturbi specifici dell’apprendimento (DSA) o disturbi pervasivi dello sviluppo.

Oggi sappiamo che queste difficoltà non hanno nulla a che vedere con l’intelligenza del bambino, ma allo stesso tempo rappresentano un grosso ostacolo per lo stesso, in particolare quando deve utilizzare quella rete neuronale di cui abbiamo parlato. Il Metodo Tomatis in queste situazioni interviene come strumento compensativo, aiutando il bambino a creare quelli che chiamiamo dei circuiti di compensazione. Sfortunatamente non è possibile curare disturbi come DSA o disturbi pervasivi dello sviluppo, è tuttavia possibile aiutare i bambini ad aggirare il problema, compensarlo, e sfruttare al meglio le proprie capacità.