Il Metodo Tomatis nella cura del trauma

Gli eventi traumatici a cui una persona può essere soggetta sono di vario tipo ma hanno tutti qualcosa in comune: sono sempre estremamente dolorosi. Dall’incidente d’auto alla violenza domestica, dal terremoto a un attentato terroristico, questi eventi traumatici possono lasciare una ferita aperta nella nostro memoria, talvolta rovinandoci la vita per lunghi periodi. Ma come funziona esattamente la cosa? È possibile migliorare la situazione?

Una prima cosa che possiamo fare è cercare di capire come un evento traumatico si instaura nella nostra memoria e perché è così doloroso. Troppo spesso le persone pensano che la memoria sia questa specie di struttura fisica che vive nel nostro cervello, quasi come un file in un computer in cui tu puoi cliccare e aprire il ricordo. Tuttavia, non funziona proprio così. I ricordi sono un network, una connessione di neuroni distribuiti attraverso il nostro cervello. Dunque, quando ripercorriamo un ricordo della nostra vita, stiamo in realtà accedendo a diverse parti del nostro cervello che ci permettono di avere una rappresentazione completa di quel ricordo. In conclusione, alcune delle cellule cerebrali che si sono attivate durante un’esperienza o evento traumatico, si riattivano quando ricordiamo. I gruppi di cellule che formano un ricordo, sono connessi tra di loro. Ed ogni volta che ricordiamo, questi collegamenti diventano più forti. Per nostra fortuna però, più forti non significa necessariamente più stabili.

In termini scientifici, non esiste alcuna evidenza della stabilità cerebrale di un ricordo nella nostra memoria a lungo termine. La nostra memoria quindi non è né stabile né permanente, ed infatti è sempre in continuo mutamento. Ogni volta che riviviamo un ricordo in realtà lo stiamo ricostruendo per poi lasciarlo andare nuovamente. Ogni volta che ricordiamo dunque, riconsolidiamo questi legami e li ricomponiamo da zero: questo vuol dire che possiamo ripetere questo processo più e più volte, ma modificando progressivamente questa rete di connessioni, per esempio facendo in modo che risulti meno dolorosa o indolore.

Psicologhi e psicoterapeuti hanno svolto questo tipo di attività per più di un secolo ormai, padroneggiando il processo senza tuttavia comprenderlo completamente. Non di meno, le nuove ricerche di neuroscienza sono riuscite a mettere in luce questi fenomeni e siamo oggi in grado di operare su di essi in maniera molto più efficiente e precisa.

Gli psicoterapeuti di synergia centro trauma non lavorano sui traumi solo utilizzando il colloquio psicologico. Il Metodo Tomatis spesso viene proposto insieme alla psicoterapia per potenziarne gli effetti.

Il nostro cervello è costantemente bombardato da una moltitudine di stimoli esterni, la maggior parte dei quali sono di carattere sonoro, e sono questi stimoli a rilassare o attivare il nostro cervello. Questa stimolazione può essere compromessa quando il cervello innesca un meccanismo di difesa, che può verificarsi in seguito a un evento più o meno traumatico, uno “shock emotivo“. Il cervello tende progressivamente a proteggersi dalle aggressioni esterne, costruendo una serie di filtri, magari inizialmente necessari, ma che ci appesantiscono con il tempo portando a stanchezza, ansia, stress e depressione. Un ascolto compromesso può portare a viri fenomeni quali ipersensibilità ai rumori o al silenzio; difficoltà a seguire le conversazioni per cui le voci ci sembrano sempre distanti; eventi traumatici che si protendono nel tempo possono anche portare a una forte diminuzione dell’udito, un’efficiente risposta del nostro cervello al nostro rifiuto di sentire.

Il Metodo Tomatis agisce direttamente sul sistema limbico (una sezione centrale del cervello) a cui è collegato il sistema acustico. Il sistema limbico è responsabile dei meccanismi emotivi, della memoria e dell’apprendimento. Inoltre, l’organo dell’orecchio medio noto come “coclea” svolge il ruolo di carica corticale: è una importante fonte di energia per il cervello. Così, con la sua azione sul sistema limbico e la corteccia prefrontale, il Metodo Tomatis interverrà nella regolazione dei disturbi emotivi legati alla depressione e l’ansia. Avrà inoltre un’azione diretta ed efficace sulla regolazione dello stress.

Già da anni grazie alla combinazione delle nostre esperienze, e delle nuove tecniche a nostra disposizione, siamo riusciti ad aiutare tantissime persone che hanno vissuto un trauma a riprendere il controllo della propria vita, e ricominciare a vivere. Siamo coscienti delle difficoltà e del dolore che intraprendere questo percorso può provocare, ma vivere nel dolore e nel silenzio non è vivere affatto.

Non sei solo, possiamo aiutarti.