Dopo un trauma ci si può sentire cambiati: come superarlo?

Quando perdiamo una persona cara o si viene coinvolti in un evento al di fuori della consueta esperienza umana (per esempio una violenza sessuale, un’aggressione, un terremoto, un grave incidente stradale), quasi tutti sperimentiamo delle reazioni inusuali. E’ naturale che un evento particolarmente stressante provochi queste reazioni, soprattutto se si tratta di un evento che evocherebbe sintomi di malessere significativi in qualsiasi individuo qualora questi vi fosse esposto.

Cambiamenti nel comportamento della persona che ha subito il trauma non sono un segnale di debolezza o di malattia mentale. Per superare il trauma è importante essere consapevoli che questi cambiamenti sono normali.

 Il sentimento di essere stati danneggiati in modo irreparabile esiste anche se non vi sono state conseguenze fisiche rilevanti.

Non sempre vi è una reazione post traumatica: ogni soggetto reagisce in modi differenti, a seconda della particolarità dell’evento e della sua struttura di personalità, alle aggressioni. La durata di queste reazioni è diversa per ogni persona. Per alcuni la situazione si normalizza dopo poche settimane, per altri ci vuole più tempo.

Se queste reazioni sono troppo intense e durano per molto tempo è necessario il supporto di uno psicologo specializzato nei disturbi post traumatici.

Potrebbe trattarsi di un disturbo post traumatico da stress

In genere subito dopo il trauma sentiamo che i pensieri legati all’evento sono più tollerabili se parliamo di quanto è successo. Parlare con gli altri è un sollievo.

Molte persone riescono a superare questo momento difficile da sole, con l’aiuto della famiglia e degli amici e ritornare gradualmente alla vita normale di tutti i giorni. A questo punto si crea la distanza giusta tra noi e l’evento traumatico. Alcuni eventi però influiscono sulla nostra vita in tal modo che il parlarne con un professionista può essere una soluzione necessaria ed efficace.

A molte persone che hanno subito un’esperienza terribile può succedere, a volte dopo alcuni mesi o addirittura anni dall’evento, di avere risposte di esagerata paura, di allarme, di ipereccitazione nervosa. Questo può accadere quando sono sole per la strada, o quando incontrano persone che assomigliano per qualche aspetto all’aggressore. Può accadere però che anche solo un odore o un rumore generino nella persona esagerate reazioni di allarme. Non si capisce il nesso fra la paura esagerata e lo stimolo che l’ha generata, tuttavia il nesso c’è sempre, ed è proprio da ricercare in ciò che è accaduto durante il trauma. Per esempio può essere l’odore del caffè per una donna che è stata aggredita da un uomo che aveva bevuto del caffè; o una porta che sbatte per una persona che ha vissuto l’esperienza del terremoto.

Riconoscere la relazione tra l’evento traumatico e i sintomi ha di per sé una valenza terapeutica, restituendo significato a una sintomatologia complessa e confusa che disorienta il paziente e i suoi famigliari.

Il sentimento di essere stati danneggiati in modo irreparabile sussiste anche se non vi sono state conseguenze fisiche rilevanti.

Questa reazione è tipica del disturbo post traumatico da stress, che produce una serie di sintomi psicologici, psichiatrici e fisici specifici che possono compromettere anche gravemente la capacità di avere relazioni sociali soddisfacenti, di lavorare, di vivere.

Non sempre vi è una reazione post traumatica: ogni soggetto reagisce in modi differenti, a seconda della particolarità dell’evento e della sua struttura di personalità, alle aggressioni.

Gli esseri umani di fronte la pericolo mettono in atto risposte fisiologiche che servono a fuggire o a difendersi. Quando la resistenza e la fuga non sono possibili, si instaura il trauma, che porta ad un sovraccarico di risposta emotiva e ad una disorganizzazione del normale stato di coscienza.

La possibilità che si instauri il disturbo è legata alla gravità dell’evento, al fatto di viverlo come evento minaccioso per la vita, alla paura di morire o di perdere la propria integrità fisica, ad una sensazione di assoluta impotenza, ad una scarsa capacità di reazione della vittima, all’accoglienza che la persona riceve da chi la circonda. A volte piccoli avvenimento generano un grave trauma, ed al contrario accadimenti drammatici non producono un disturbo post traumatico da stress. Le ragioni sono molteplici.

Si può instaurare un disturbo di tipo traumatico quando viene minata la fiducia e la sicurezza nelle relazioni umane, quando prevale la sensazione di orrore e di essere inerme: la capacità di produrre stress è aumentata al fatto che l’evento sia ideato e attuato volontariamente da una persona.

Per evitare i pensieri a volte si evita di vivere

Quando si ascolta una persona che ha vissuto un evento traumatico si nota che questa persona tende a rivivere continuamente l’evento traumatico. Spesso proprio per evitare ricordi o pensieri che possono riportare al trauma la persona può limitare la propria vita, fino ad arrivare ad una vera e propria “anestesia emozionale”; questo può generare una marcata riduzione dell’interesse o della partecipazione ad attività precedentemente piacevoli, o della capacità di provare emozioni o interesse o amore nei confronti degli altri.

Si può per esempio evitare di usare la macchina se si ha avuto un grave incidente, ma anche evitare di innamorarsi o di fidarsi se si ha vissuto l’esperienza dell’incesto.

Negli adulti che hanno un disturbo di natura post- traumatica vi è sovente un senso di diminuzione delle prospettive future (non aspettarsi niente di buono dal futuro, di avere figli, un lavoro, una normale durata di vita).

A volte queste persone fanno uso di alcool e droghe per riuscire a non pensare.

Se il disturbo post traumatico da stress non viene curato, può portare nell’adolescenza o nell’età adulta all’abuso di droga o alcool, ad atti delinquenziali, a comportamenti perversi o aggressivi, a tentativi di suicidio.

Reazioni normali durante il trauma

Alcune reazioni emotive e fisiche sono del tutto normali e proteggono da un crollo psicologico.

Può succedere di sentirsi “da un’altra parte”

Quando una persona si trova una situazione in cui ha perso ogni potere e non è possibile alcuna resistenza, può sentirsi in uno stato di arresa. Il sistema di autodifesa è annullato. La persona privata di ogni potere per poter sfuggire alla situazione di realtà, può farlo invece alterando il suo stato di coscienza.

Qualcosa di analogo è stato osservato negli animali che si “congelano” quando vengono attaccati. Paradossalmente questo stato di calma distaccata dissolve il terrore, la paura e la rabbia. Gli eventi continuano ad essere registrati dalla coscienza ma è come se venissero scissi, staccati, dai significati ordinari. Le percezioni sono intorpidite, parzialmente anestetizzate o senza particolari sensazioni. Il senso del tempo è alterato spesso con una sensazione di rallentamento delle azioni.

Durante una violenza sessuale o un grave trauma, la persona può avere la sensazione che ciò che accade non stia succedendo proprio a sé, come se si stesse osservando fuori dal proprio corpo o come se si trovasse all’interno di un incubo da cui sta per risvegliarsi. Queste alterazioni si sommano ad un sentimento di indifferenza, di distacco emotivo e ad una profonda passività in cui si rinuncia all’iniziativa e alla lotta.

Senso di irrealtà – cambia la nozione del tempo. Si ha la sensazione di essere dentro un film, al rallentatore, dove i sensi sono acutizzati per fare una rapida valutazione dei pericoli della situazione, cercando delle vie d’uscita o altre soluzioni.

Come accade agli animali, anche gli esseri umani di fronte al terrore si paralizzano e si fingono morti, il cuore batte più lentamente, si può arrivare a non sentire le voci ed i suoni, o non sentire il dolore. La mente può andare da un’altra parte.

E’ normale la tachicardia e il senso di nausea. In genere si sente caldo o freddo, oppure paura di stare da solo, bisogno di vicinanza, di un supporto e aiuto concreto.

Reazioni dopo il trauma

Dai sintomi che insorgono dopo un trauma si può guarire.  La vita può e deve ricominciare.

Pensieri intrusivi arrivano involontariamente pensieri, ricordi e immagini su quello che è successo. Compaiono soprattutto in momenti di rilassamento, per es. prima di dormire e si accompagnano di un senso di disagio.

Può succedere anche che la persona si trovi a rivivere continuamente l’evento traumatico, presentando ricordi ricorrenti ed intrusivi dell’evento, sogni sgradevoli o spaventosi ripetitivi durante i quali si ripete l’evento, stati dissociativi di varia durata (secondi, minuti, ore) durante i quali la persona si comporta come se stesse vivendo l’evento in quel momento, cosa che viene definita come “flash-back“.

I flashback sono associati a disagio psichico e a reattività fisiologica (batticuore, ansia, paura, tremito, stato di eccitazione nervosa).

Vi possono essere sintomi di ansia e disagio psichico forte quando la persona è esposta a eventi che assomigliano o simbolizzano un aspetto dell’avvenimento traumatico. Può succedere che una donna che ha subito violenza sessuale abbia questo genere di sintomi durante gli anniversari dell’avvenimento, o durante visione di spettacoli che parlano di violenza contro le donne. Una donna aggredita in ascensore può rivivere l’avvenimento come se si stesse ripresentando, o come se davvero dovesse ripresentarsi da un momento all’altro, ogni volta che si avvicina ad un ascensore. Una ragazza può “sentire” l’odore dell’uomo che ha commesso su di lei molestie sessuali in ufficio ogni volta che si sente l’aroma del caffè perché lui aveva in bocca quel gusto durante l’aggressione, ed avere conati di vomito ogni volta che entra in contatto con quell’odore.

Il trauma irrompe ripetutamente nel corso della vita normale ed è come se il tempo si fermasse al momento del trauma. Si struttura una forma anomala di memoria che irrompe spontaneamente nella coscienza sotto forma di flashbacks nella veglia e di incubi nel sonno. Piccoli eventi insignificanti possono evocare queste memorie che ritornano con la forza emotiva dell’evento originario. Anche il normale ambiente di vita può diventare pericoloso perché la persona sopravvissuta al trauma non può mai essere sicura che non incontrerà qualcosa o qualcuno che possa rievocare il trauma.

Può esserci uno stato di agitazione permanente.

Agitazione continua, terrore immotivato, flashback, rivivere l’evento traumatico anche quando non c’è, sentire sempre in uno stato di allerta come se un pericolo incombente stesse per presentarsi. A questo stato di agitazione permanente sono da correlarsi molti problemi presentati dalle persone che hanno vissuto un trauma.

Dopo un’esperienza traumatica il sistema umano di autoconservazione sembra entrare in uno stato di allerta continuo come se il pericolo potesse ripresentarsi da un momento all’altro.

La persona traumatizzata e le vittime di violenza sessuale si spaventa facilmente, reagisce con irritabilità a piccole provocazioni, dorme poco o male.

Le persone traumatizzate corrono un alto rischio di dipendenza da sostanze come modalità di compensazione delle difficoltà e per controllare i sintomi intrusivi e di iper vigilanza.

Quando le persone traumatizzate non riescono a dissociarsi spontaneamente (cioè cercare di “essere da un’altra parte con il pensiero” ), nei momenti in cui i ricordi della violenza sessuale o del trauma ritornano in modo incontrollato, possono cercare di raggiungere effetti simili di intorpidimento con l’uso di alcol e droghe.

L’instabilità dovuta all’alternanza di stati “dissociativi” (cioè momenti in cui si perde almeno in parte il contatto con la realtà) e di sintomi intrusivi (ricordi della violenza sessuale o dello stupro), spesso accompagnati da uno stato di ansia cronica generalizzata, aumentano il senso di imprevedibilità nel soggetto e rendono più intenso il sentimento di sfiducia verso il futuro.

Allucinazioni (anche se non stai per impazzire … )

Può anche succedere di vedere cose che non ci sono, come per esempio il volto dell’uomo che ha commesso la violenza sessuale sul collo del proprio compagno di scrivania; anche se razionalmente la donna sa perfettamente che ciò che vedere non può esser vero, le sensazioni fisiche di terrore che prova sono esattamente le stesse che proverebbe di fronte all’aggressore reale.

Non sempre le persone sono consapevoli di ciò che sta loro accadendo e del fatto che tutto ciò accade perché, magari un anno prima, hanno subito una violenza sessuale. Spesso le persone che hanno vissuto un trauma pensano di essere diventate pazze, convinzione rinforzata anche dal commento non sempre comprensivo delle persone che stanno loro intorno.

Problemi di sonno e fisici

Si solito si dorme poco, con incubi e frequenti risvegli. Può capitare tuttavia di dormire troppo, di non  riuscire mai a svegliarsi. Nausea, stanchezza cronica, nervosismo

 

Difficoltà di concentrazione

perdita di memoria, incapacità di stare concentrati, distrazione esagerata

Evitamento di tutti gli stimoli associati al trauma, alterazioni permanenti di aree del cervello, depressione, apatia

La ricerca dell’evitare gli stimoli associati al trauma, oltre al determinare l’evitamento dell’agire (per esempio non prendere più ascensori se la violenza sessuale è avvenuta in ascensore), pone anche il corpo in uno stato di “congelamento”.

Un grave trauma, come un’aggressione sessuale improvvisa ed inaspettata o uno stupro, può portare anche ad alterazioni permanenti di aree del cervello. E’ stato dimostrato da esami neurologici (van der Kolk,) che l’atrofia dell’ipofisi rende impossibile all’individuo interessarsi alle informazioni nuove che gli vengono dal mondo, rendendolo apatico e passivo, e congelando la capacità immaginativa e creativa del soggetto.

In uno studio di 25 anni fa su reduci del Vietnam condotto da van der Kolk nella maggior parte delle tavole del Rorschach (un test psicologico in cui si chiede alla persona di attribuire un significato a delle macchie di colore dipinte su dei cartoncini) i soggetti vedevano il loro evento traumatico. I sei soggetti che non lo vedevano, non vedevano nulla, solo la macchia d’inchiostro. Questa è un’indicazione del blocco dell’immaginazione.

La percezione nelle vittime di un trauma cambia: o vedono il trauma dovunque, oppure non vedono nulla. Si verifica un arresto dell’immaginazione e della creatività, si ha una perdita del pensiero come capacità di creazione sperimentale.

Una donna che ha subito una violenza sessuale può quindi ritrovarsi apatica, priva di interessi sia verso la vita in generale che verso il lavoro o le relazioni affettive. Apparentemente sembra depressa, ma si tratta di qualcosa di molto diverso dalla depressione.

Senso di colpa

Si ha senso di colpa ad esempio per essere sopravvissuti quando un’altra persona è morta, o ferita gravemente. C’è una tendenza a colpevolizzarsi per non avere fatto a sufficienza. E’ comune dirsi: “Se io solo avessi……”

Senso di vulnerabilità

Paura del futuro oppure impazienza e irritazione con gli altri, soprattutto con i familiari. Indifferenza verso cose che prima dell’incidente erano molto importanti per la persona. Questo a volte crea incomprensione con gli altri da cui scaturiscono ulteriori difficoltà.

Il significato della vita

Le persone pensano ripetutamente a quello che è successo per cercare di capire l’evento. In alcuni casi i pensieri sulla causa dell’evento e sulla vicinanza della morte sono molto comuni. Il senso della propria invulnerabilità scompare. Tutto è incerto, soprattutto se e quando può succedere nuovamente.

Dai sintomi che insorgono dopo un trauma si può guarire. 

La vita può e deve ricominciare.

Violenza sessuale

Quando una donna subisce un’aggressione sessuale la sua vita può cambiare completamente anche se non sempre ci si rende conto che tale cambiamento è dovuto proprio a quell’evento.

Anche le molestie sessuali possono creare nella vittima gli stessi problemi e la stessa sintomatologia dello stupro. La sofferenza psichica che la vittima prova infatti non è direttamente proporzionale alla gravità dell’azione commessa dall’aggressore.

Come in tutti gli avvenimenti traumatici, le conseguenze di un trauma sono il risultato dell’interazione fra quell’avvenimento stressante e la persona che lo subisce, persona che ovviamente ha una propria storia precedente al trauma e una propria struttura di personalità.

Non necessariamente ad una violenza grave sul piano dei fatti corrisponde un trauma altrettanto grave sul piano psichico, mentre può accadere che ad una molestia apparentemente non grave possa corrispondere una imponente reazione di tipo post traumatico che produce nella vittima un’immensa sofferenza.

Non dimenticare che il corpo ricorda le esperienze traumatiche, a volte con canali del tutto “non verbali”, o con un problema legato al cibo, o con atti di autolesionismo.

Se quindi dopo una violenza o una molestia sessuale non ti senti più la stessa e non capisci come mai, chiedi aiuto. Puoi riuscire a capire che cosa ti sta succedendo e lottare per ritornare la persona che eri prima.

  • Non ti senti più la stessa persona di prima
  • Hai delle “malattie” o dei comportamenti che prima non avevi
  • Ti senti sempre ansiosa, depressa, nulla ti interessa più
  • Cerchi di non pensarci ma a volte le cose ti tornano in mente anche se tu non vuoi
  • Non riesci più a dormire e fai molti incubi
  • Non riesci ad avere rapporti sessuali con il tuo partner senza essere invasa dai ricordi o da sensazioni spiacevoli
  • Hai voglia di fumare, bere, mangiare smodatamente
  • Hai paura di uscire per strada da sola
  • Non ti fidi più di nessuno
  • Vedi o senti delle cose che non ci sono e temi di essere pazza