Dopo un abuso sessuale ci si può sentire cambiati

Pensieri intrusivi

Pensieri intrusivi

Arrivano involontariamente pensieri, ricordi e immagini su quello che è successo. Compaiono soprattutto in momenti di rilassamento, per es. prima di dormire e si accompagnano di un senso di disagio.

Può succedere anche che la persona si trovi a rivivere continuamente l’evento traumatico e la violenza sessuale, presentando ricordi ricorrenti ed intrusivi dell’evento, sogni sgradevoli o spaventosi ripetitivi durante i quali si ripete l’evento, stati dissociativi di varia durata (secondi, minuti, ore) durante i quali la persona si comporta come se stesse vivendo l’evento in quel momento, cosa che viene definita come “flashback“.

I flashback sono associati a disagio psichico e a reattività fisiologica (batticuore, ansia, paura, tremito, stato di eccitazione nervosa).

Vi possono essere sintomi di ansia e disagio psichico forte quando la persona è esposta a eventi che assomigliano o simbolizzano un aspetto dell’avvenimento traumatico. Può succedere che una donna che ha subito violenza sessuale abbia questo genere di sintomi durante gli anniversari dell’avvenimento, o durante visione di spettacoli che parlano di violenza contro le donne. Una donna aggredita in ascensore può rivivere l’avvenimento come se si stesse ripresentando, o come se davvero dovesse ripresentarsi da un momento all’altro, ogni volta che si avvicina ad un ascensore. Una ragazza può “sentire” l’odore dell’uomo che ha commesso su di lei molestie sessuali in ufficio ogni volta che si sente l’aroma del caffè perché lui aveva in bocca quel gusto durante l’aggressione, ed avere conati di vomito ogni volta che entra in contatto con quell’odore.

Il trauma irrompe ripetutamente nel corso della vita normale ed è come se il tempo si fermasse al momento del trauma. Si struttura una forma anomala di memoria che irrompe spontaneamente nella coscienza sotto forma di flashbacks nella veglia e di incubi nel sonno. Piccoli eventi insignificanti possono evocare queste memorie che ritornano con la forza emotiva dell’evento originario. Anche il normale ambiente di vita può diventare pericoloso perché la persona sopravvissuta al trauma non può mai essere sicura che non incontrerà qualcosa o qualcuno che possa rievocare il trauma.

Allucinazioni

Allucinazioni

Può anche succedere di vedere cose che non ci sono, come per esempio il volto dell’uomo che ha commesso la violenza sessuale sul collo del proprio compagno di scrivania; anche se razionalmente la donna sa perfettamente che ciò che vedere non può esser vero, le sensazioni fisiche di terrore che prova sono esattamente le stesse che proverebbe di fronte all’aggressore reale.

Non sempre le persone sono consapevoli di ciò che sta loro accadendo e del fatto che tutto ciò accade perché, magari un anno prima, hanno subito una violenza sessuale. Spesso le persone che hanno vissuto un trauma pensano di essere diventate pazze, convinzione rinforzata anche dal commento non sempre comprensivo delle persone che stanno loro intorno.

Stimoli ambientali neutri mettono allarme e ansia

È comune che alcuni stimoli ambientali, persone o situazioni richiamino l’evento in modo involontario.  Questo è dovuto al fatto che l’evento traumatico viene associato ad altri fattori che provocano un certo malessere o ansia. Ovviamente lo stimolo da solo, se non venisse associato all’evento traumatico, non genererebbe alcun disagio (per ansia ogni volta che si sente odore di caffè – l’aggressore aveva odore di caffè).

Problemi di sonno e fisici

Problemi di sonno e fisici

Si solito si dorme poco, con incubi e frequenti risvegli. Può capitare tuttavia di dormire troppo, di non riuscire mai a svegliarsi. Nausea, stanchezza cronica, nervosismo

Difficoltà di concentrazione

perdita di memoria, incapacità di stare concentrati, distrazione esagerata

Evitamento di tutti gli stimoli associati al trauma, alterazioni permanenti di aree del cervello, depressione, apatia

La ricerca dell’evitare gli stimoli associati al trauma, oltre al determinare l’evitamento dell’agire (per esempio non prendere più ascensori se la violenza sessuale è avvenuta in ascensore), pone anche il corpo in uno stato di “congelamento”.

Un grave trauma, come un’aggressione sessuale improvvisa ed inaspettata o uno stupro, può portare anche ad alterazioni permanenti di aree del cervello. È stato dimostrato da esami neurologici (van der Kolk,) che l’atrofia dell’ipofisi rende impossibile all’individuo interessarsi alle informazioni nuove che gli vengono dal mondo, rendendolo apatico e passivo, e congelando la capacità immaginativa e creativa del soggetto.

In uno studio di 25 anni fa su reduci del Vietnam condotto da van der Kolk nella maggior parte delle tavole del Rorschach (un test psicologico in cui si chiede alla persona di attribuire un significato a delle macchie di colore dipinte su dei cartoncini) i soggetti vedevano il loro evento traumatico. I sei soggetti che non lo vedevano, non vedevano nulla, solo la macchia d’inchiostro. Questa è un’indicazione del blocco dell’immaginazione. La percezione nelle vittime di un trauma cambia: o vedono il trauma dovunque, oppure non vedono nulla. Si verifica un arresto dell’immaginazione e della creatività, si ha una perdita del pensiero come capacità di creazione sperimentale. Una donna che ha subito una violenza sessuale, uno stupro o una molestia può quindi ritrovarsi apatica, priva di interessi sia verso la vita in generale che verso il lavoro o le relazioni affettive. Apparentemente sembra depressa, ma si tratta di qualcosa di molto diverso dalla depressione.

Senso di colpa e di vulnerabilità

Senso di colpa

Si ha senso di colpa ad esempio per essere sopravvissuti quando un’altra persona è morta, o ferita gravemente. C’è una tendenza a colpevolizzarsi per non avere fatto a sufficienza. È comune dirsi: “Se io solo avessi……”

Senso di vulnerabilità

Paura del futuro oppure impazienza e irritazione con gli altri, soprattutto con i familiari. Indifferenza verso cose che prima dell’incidente erano molto importanti per la persona. Questo a volte crea incomprensione con gli altri da cui scaturiscono ulteriori difficoltà.

Il significato della vita

Le persone pensano ripetutamente a quello che è successo per cercare di capire l’evento. In alcuni casi i pensieri sulla causa dell’evento e sulla vicinanza della morte sono molto comuni. Il senso della propria invulnerabilità scompare. Tutto è incerto, soprattutto se e quando può succedere nuovamente.

Dai sintomi che insorgono dopo un trauma si può guarire. 

La vita può e deve ricominciare.

Come può sentirsi una donna vittima di molestie o stupro

Quando una donna subisce un’aggressione sessuale la sua vita può cambiare completamente anche se non sempre ci si rende conto che tale cambiamento è dovuto proprio a quell’evento.

I ricercatori nei diversi paesi osservano nelle vittime alcune costanti:

lo stupro viene vissuto come evento minaccioso per la vita, la violenza sessuale viene associata a paure di mutilazione e di morte. Le violenze sessuali e gli stupri portano, in molti casi, a gravi conseguenze psico-fisiche: incubi, insonnia, nausea, vomito, batticuore, tremito, stato di eccitazione nervosa, delirio, uso di sostanze quali alcool o droghe, depressione, crisi isteriche anche con ricoveri ospedalieri, disturbi alimentari. Queste ricerche portano alla definizione dello stupro come fattore scatenante del disturbo post-traumatico da stress e trasformano lo stupro da atto sessuale a crimine.

Anche le molestie sessuali possono creare nella vittima gli stessi problemi e la stessa sintomatologia dello stupro.

La sofferenza psichica che la vittima prova infatti non è direttamente proporzionale alla gravità dell’azione commessa dall’aggressore. Come in tutti gli avvenimenti traumatici, le conseguenze di un trauma sono il risultato dell’interazione fra quell’avvenimento stressante e la persona che lo subisce, persona che ovviamente ha una propria storia precedente al trauma e una propria struttura di personalità.

Non necessariamente ad una violenza grave sul piano dei fatti corrisponde un trauma altrettanto grave sul piano psichico, mentre può accadere che ad una molestia apparentemente non grave possa corrispondere una imponente reazione di tipo post traumatico che produce nella vittima un’immensa sofferenza.

Non dimenticare che il corpo ricorda le esperienze traumatiche, a volte con canali del tutto “non verbali”, o con un problema legato al cibo, o con atti di autolesionismo.

Se quindi dopo una violenza o una molestia sessuale non ti senti più la stessa e non capisci come mai, chiedi aiuto.

  • Puoi riuscire a capire che cosa ti sta succedendo e lottare per ritornare la persona che eri prima.
  • Non ti senti più la stessa persona di prima
  • Hai delle “malattie” o dei comportamenti che prima non avevi
  • Ti senti sempre ansiosa, depressa, nulla ti interessa più
  • Cerchi di non pensarci ma a volte le cose ti tornano in mente anche se tu non vuoi
  • Non riesci più a dormire e fai molti incubi
  • Non riesci ad avere rapporti sessuali con il tuo partner senza essere invasa dai ricordi o da sensazioni spiacevoli
  • Hai voglia di fumare, bere, mangiare smodatamente
  • Hai paura di uscire per strada da sola
  • Non ti fidi più di nessuno
  • Vedi o senti delle cose che non ci sono e temi di essere pazza

Stato di agitazione permanente

Agitazione continua, terrore immotivato, flashback, rivivere l’evento traumatico anche quando non c’è, sentire sempre in uno stato di allerta come se un pericolo incombente stesse per presentarsi. A questo stato di agitazione permanente sono da correlarsi molti problemi sperimentati dalle persone traumatizzate. Dopo un’esperienza traumatica il sistema umano di autoconservazione sembra entrare in uno stato di allerta continuo come se il pericolo potesse ripresentarsi da un momento all’altro. La persona traumatizzata e le vittime di violenza sessuale si spaventa facilmente, reagisce con irritabilità a piccole provocazioni, dorme poco o male.