Cosa può succedere durante un’aggressione o subito dopo

 Il trauma negli adulti è un evento spaventoso, inaspettato, che irrompe nella vita di un individuo senza preavviso. Alcune persone avvertono di sentirsi profondamente mutate, di non essere come prima, come se l’esperienza inaspettata avesse introdotto un cambiamento nel proprio essere. Il sentimento di essere stati danneggiati in modo irreparabile esiste anche se non vi sono state conseguenze fisiche rilevanti. Per i bambini il discorso è un po’ diverso, e verrà trattato nell’apposita sezione.

Questa reazione è tipica del disturbo post traumatico da stress, che produce una serie di sintomi psicologici, psichiatrici e fisici specifici che possono compromettere, anche gravemente, la capacità di avere relazioni sociali soddisfacenti, di lavorare, di vivere.                                               Non sempre vi è una reazione post traumatica: ogni soggetto reagisce in modi differenti, a seconda della particolarità dell’evento e della sua struttura di personalità, alle aggressioni.

La durata di queste reazioni è diversa per ogni persona. Per alcuni la situazione si normalizza dopo poche settimane, per altri ci vuole più tempo.

Se queste reazioni sono troppo intense e durano per molto tempo è necessario il supporto di uno psicologo specializzato nei disturbi post traumatici.

Le reazioni durante e subito dopo l’evento traumatico possono essere:

Senso di irrealtà – cambia la nozione del tempo.

Si ha la sensazione di essere dentro un film, al rallentatore, dove i sensi sono acutizzati per fare una rapida valutazione dei pericoli della situazione, cercando delle vie d’uscita o altre soluzioni. L’intorno subito dopo sembra irreale e irrilevante, come stare dentro una gabbia di vetro o in mezzo ad un incubo.

Reazioni fisiche – È normale la tachicardia e il senso di nausea. In genere si sente caldo o freddo, oppure paura di stare da solo, bisogno di vicinanza, di un supporto e aiuto concreto

Durante la violenza sessuale può succedere di sentirsi “da un’altra parte”

Quando una persona si trova una situazione in cui ha perso ogni potere e non è possibile alcuna resistenza, può sentirsi in uno stato di arresa. Il sistema di autodifesa è annullato. La persona privata di ogni potere per poter sfuggire alla situazione di realtà, può farlo invece alterando il suo stato di coscienza. Qualcosa di analogo è stato osservato negli animali che si “congelano” quando vengono attaccati. Paradossalmente questo stato di calma distaccata dissolve il terrore, la paura e la rabbia. Gli eventi continuano ad essere registrati dalla coscienza ma è come se venissero scissi, staccati, dai significati ordinari. Le percezioni sono intorpidite, parzialmente anestetizzate o senza particolari sensazioni. Il senso del tempo è alterato spesso con una sensazione di rallentamento delle azioni.

Durante una violenza sessuale o un grave trauma, la persona può avere la sensazione che ciò che accade non stia succedendo proprio a sé, come se si stesse osservando fuori dal proprio corpo o come se si trovasse all’interno di un incubo da cui sta per risvegliarsi. Queste alterazioni si sommano ad un sentimento di indifferenza, di distacco emotivo e ad una profonda passività in cui si rinuncia all’iniziativa e alla lotta.

Quando le persone traumatizzate non riescono a dissociarsi spontaneamente (cioè fare ciò che è sopra descritto), nei momenti in cui i ricordi della violenza sessuale o dello stupro ritornano in modo incontrollato, possono cercare di raggiungere effetti simili di intorpidimento con l’uso di alcol e droghe.

Le persone traumatizzate corrono un alto rischio di dipendenza da sostanze come modalità di compensazione delle difficoltà e per controllare i sintomi intrusivi e di ipervigilanza.

L’instabilità dovuta all’alternanza di stati “dissociativi” (cioè momenti in cui si perde almeno in parte il contatto con la realtà) e di sintomi intrusivi (ricordi della violenza sessuale o dello stupro), spesso accompagnati da uno stato di ansia cronica generalizzata, aumentano il senso di imprevedibilità nel soggetto e rendono più intenso il sentimento di sfiducia verso il futuro.

EMDR e PTSD

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