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FAQ - Domande e Risposte
bambini timidi
 bambino troppo silenzioso, bambini timidi
bambino timidoCi sono bambini che si presentano piuttosto timidi, molto silenziosi, sempre in disparte. Sono quelli che “non danno problemi”, perché non attirano la nostra attenzione. Spesso non ci si accorge neanche della loro presenza: non disturbano, non chiedono, non stressano. Sono quelli che all’interno di un gruppo classe tendono a non essere notati, né considerati: se ne restano in disparte e in silenzio, a “fare cose” per i fatti loro. Può capitare anche che ci si dimentichi di loro: “sembra quasi che non ci sia” è un commento piuttosto comune in queste situazioni. A volte si tratta soltanto di bambini molto timidi, che vanno spronati più di altri alla partecipazione attiva.
 
Il problema si palesa, però, quando questo comportamento aumenta e inizia a interferire nella realtà quotidiana. L’inizio della scuola diventa spesso un momento critico, in cui emerge prepotente la paura, da parte del genitore o dell’insegnante, che il bambino abbia dei problemi a relazionarsi con gli altri.  In questi casi, può delinearsi, allora, il quadro di un bambino che si trova molto frequentemente in uno stato di isolamento, a volte incapace di partecipare a scambi di gruppo, altre volte poco interessato si defila dopo poco tempo. Ci troviamo quindi di fronte ad un bambini dall’aria assente o assorta nei propri pensieri, spesso chi gli sta vicino lo giudica distratto, chiuso nel suo mondo o non collaborante. Spesso inizia ad essere evitato o non direttamente coinvolto dai compagni, perché il suo comportamento chiuso e inibito viene scambiato per stupidità o disadattamento.

In realtà, si tratta di bambini che hanno imparato a chiudersi nel loro guscio, perché restare in silenzio, non chiedere all’altro, non esprimersi diventa un modo per tutelarsi, per restare al sicuro, evitando il rischio di sentirsi feriti o rifiutati dagli altri. Sono bambini che spesso agiscono in questo modo la loro rabbia, esercitando una vera e propria aggressività passiva, che agli occhi di chi sta fuori e non ne conosce i significati, sembra soltanto un’eccessiva chiusura.
Questi bambini hanno pensieri, emozioni e parole dentro di loro, soltanto hanno molta difficoltà ad esprimerli. Occorrerà allora aiutarli ad entrare maggiormente in contatto con il proprio mondo interno, attraverso una relazione che permetta loro, allo stesso tempo, di sentirsi al sicuro: un percorso psicologico potrà aiutarli a sciogliere i blocchi che impediscono loro di essere veramente se stessi.


COME COMPORTARSI CON UN BAMBINO TIMIDO?

La prima cosa da tenere a mente è che quando un bambino è timido e introverso è inutile cercare di renderlo estroverso come gli altri bambini. Fargli troppe domande e spingerlo eccessivamente a partecipare rischia di peggiorare la situazione: il bambino si sentirà non capito e ulteriormente messo alla prova, quindi è probabile che tenderà ad un maggiore rifiuto, magari opponendosi nel futuro a situazioni simili.

Si può iniziare con il capire i suoi tempi e le sue paure. Il fatto che non parli o che non voglia partecipare ad un’attività non significa necessariamente che egli non abbia nulla da dire o che quell’attività non gli interessi. Magari gli piacerebbe molto , ma ne è terrorizzato. Senza essere eccessivi, è utile allora cercare di cogliere e sondare il suo interesse e di coinvolgerlo, rispettando soprattutto i suoi tempi. Ad esempio, la vicinanza del genitore in un primo momento, può essere di conforto per il bambino che gradualmente si staccherà fino a sentirsi un po’ più sicuro. Essere aperti al dialogo permette anche al bambino di cogliere il messaggio che l’altro è disponibile ad ascoltarlo e a comprenderlo. Solo così il bambino riuscirà a tirare fuori le sue paure che lo bloccano o lo rendono insicuro.

Di fronte alle novità sarà importante prepararlo con anticipo, spiegandogli cosa succederà, descrivendogli il luogo e le persone. In questo modo Egli riuscirà a farsi un’idea preventiva che gli permetterà di non essere troppo sorpreso. Sarò importante comunicargli tutto ciò con entusiasmo e stimolando la sua curiosità.

E’ fondamentale individuare spazi o attività che mettano in risalto delle caratteristiche positive che il bambino possiede. Questo servirà per rafforzare la sua autostima e il suo senso di sé, facendogli comprendere che attraverso le sue qualità riuscirà ad affrontare i disagi o gli imbarazzi di altre situazioni. L’arteterapia ne è un grade esempio: spesso bambini molto timidi riescono attraverso il disegno, la musica, la danza, la creatività, ad esprimere più adeguatamente se stessi. Anche l’utilizzo di animali da compagnia o di cui prendersi cura possono aiutare il bambino ad entrare in contatto con la sua emotività ed aiutarlo nella socializzazione. Non di meno lo sport, soprattutto se non competitivo, può permettere al bambino di scoprirsi capace ed imparare ad esprimersi attraverso il suo corpo.

Se il bambino fa fatica a socializzare con i coetanei, può essere utile iniziare a dare l’esempio per primi. Un buon metodo può essere quello di invitare a casa propria delle mamme con i loro bambini: si potrà preparare la merenda insieme o fare giochi di squadra. A casa propria il bambino si sentirà più al sicuro e a suo agio: acconsentirà con più facilità.



Dr. Giovanna Olivero
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