HomeChi siamoDove siamoPrendere Appuntamento
Aree Tematiche
FAQ - Domande e Risposte
Esperienze traumatiche

domande degli insegnanti sui bambini problematici



Le più frequenti domande poste dagli insegnanti relative ai bambini che hanno vissuto situazioni “difficili”.

Queste domande e risposte sono pensate per assistere gli insegnanti nel capire e nell’aiutare i bambini che hanno vissuto esperienze traumatiche e potrebbero avere dei comportamenti dissociativi. Le raccomandazioni che seguiranno non sono da intendere come sostituzione di una consulenza specialistica o di un trattamento. Anzi, se leggendo le indicazioni sottostanti riconoscete o identificate alcune situazioni per voi familiari, vi esortiamo a chiamarci o a parlare con i genitori, affinchè essi possano mettersi in contatto con noi.

Dr. Giovanna Olivero, psicologa, psicoterapeuta

Traduzione dell’articolo 
http://www.isst-d.org/default.asp?contentID=101
domande frequentemente poste dagli insegnanti sui bambini traumatizzati che dissociano.





COSA VUOL DIRE QUANDO UN BAMBINO IN CLASSE “E’ ASSENTE”, “si perde nel vuoto”, NON RICORDA COSA HA FATTO O SI COMPORTA IN MODO MOLTO OPPOSITIVO?

Questi comportamenti – perdersi nel vuoto, non ricordare, avere comportamenti oppositivi - POSSONO indicare la presenza di dissociazione. La dissociazione si verifica quando alcune parti della mente del bambino e del suo comportamento si separano, cioè dissociano dalla consapevolezza. Alcune forme di dissociazione sono normali e sono parte delle esperienze di vita di ognuno di noi. Altre forme di dissociazione sono invece problematiche.

DISSOCIAZIONE NORMALE:

La dissociazione può essere considerata normale o non problematica quando non interferisce con la propria identità, con lo sviluppo emotivo, sociale e scolastico e con la consapevolezza del mondo che ci circonda. Alcuni esempi sono:

- un bambino completamente assorbito in un’attività e non consapevole di ciò che sta succedendo attorno a lui, come quando gioca ad un video game.
- un bambino con una grande fantasia e creatività, ma che sa distinguere ciò che è reale da ciò che è immaginario.
- un bambino che legge fino alla fine della pagina e non sa cos’ha letto, perché la sua mente è occupata in altri pensieri.
- un bambino puo bloccare qualcosa di spiacevole nel momento in cui esso succede, per esempio un insulto doloroso, senza nuocere al suo funzionamento globale.


DISSOCIAZIONE PROBLEMATICA

La dissociazione al di là della normale esperienza si verifica quando un bambino si trova ad affrontare un eventi travolgente e spaventoso, più eventi spaventosi, una situazione di trascuratezza e pericolo. In queste situazioni la separazione tra un pensiero del bambino e il suo comportamento lo protegge dal mondo spaventante. E’ una separazione sulla quale non ha controllo e può essere lieve, moderata e grave.

Quando un bambino ha molta paura e non può chiedere aiuto, né può scappare fisicamente dalla situazione che lo angoscia, può trovare un altro modo per “scappare” bloccando fuori dalla sua memoria, cioè dissociando l’evento oppure le emozioni del dolore, del malessere, della rabbia, oppure pensieri riguardanti se stesso e cosa lo affliggono. Potrebbe allora entrare in uno stato di trance o di “assenza” (dissociazione lieve), potrebbe diventare non consapevole del mondo attorno a lui (dissociazione moderata) oppure potrebbe separarsi completamente da se stesso per fuggire in modo assoluto dalla situazione ( dissociazione grave). Questa è una tecnica di sopravvivenza che può aiutare il bambino nel momento dell’evento spaventante. Quando però questa separazione continua a verificarsi nel tempo in presenza di altri eventi traumatici, o con il ricordo dell’evento stesso, allora ciò diventa problematico.

Questi ricordi sono chiamati “triggers” o attivatori. Queste assenze sono diverse dal semplice sognare ad occhi aperti, perché il bambino non sceglie di farlo. Sono diverse dal disturbo dell’attenzione, perché l’attenzione in questi casi non è semplicemente spostata su altro, ma è presente un vero e proprio vuoto di attenzione. Qualcosa nella classe o nel modo interno del bambino (ad esempio un pensiero o un’emozione) potrebbe aver ricordato al bambino quell’evento negativo, attivando così in lui il comportamento “assente” o il blocco. Questo tipo di dissociazione andranno sicuramente ad interferire con l’apprendimento e lo sviluppo del bambino, soprattutto se questo succederà spesso.

Più il bambino è piccolo, più sarà incline alla dissociazione, poiché non ha ancora sviluppato le capacità di gestire ciò che è spaventoso o doloroso e non possono andarsene dalla situazione che stanno vivendo. Comunque, il modo in cui un bambino gestisce una situazione per lui spaventosa dipende da molti fattori, tra cui l’abilità del bambino di calmare se stesso, di dare senso a cosa sta succedendo, di credere che il mondo esterno possa di nuovo ritornare ad essere sicuro, ma anche l’abilità dei genitori di ascoltare i sentimenti del bambino e affrontare apertamente la situazione traumatica, la presenza di una rete di supporto accessibile per il bambino e la famiglia.


1- DISSOCIAZIONE LIEVE

Quando un bambino è a scuola e senza intenzione alcuna reagisce al ricordo del trauma assentandosi o bloccandosi.
A causa dell’assenza, è incapace di ascoltare l’insegnante o di fare attenzione a cosa sta succedendo attorno a lui, ma in breve lasso di tempo è in grado di riprendere possesso di tutte le sue capacità.


2- DISSOCIAZIONE MODERATA
Quando un bambino ha sviluppato la capacita di non percepire il suo corpo come un malessere fisico ( durante un abuso sessuale o fisico, interventi medici dolorosi), si dice “depersonalizzazione”. Può anche non entrare in contatto con altri sensi, come l’udito o la vista. Il continuo utilizzo di questo tipo di dissociazione può condurrei bambino a diventare non consapevole delle proprie percezioni corporee.

Alcuni esempi sono:

- il bambino che giocando ad uno sport, fa un brutta caduta tagliandosi o rompendosi un braccio, ma non percepisce il livello di dolore atteso.
- Il bambino che, a causa della sua non consapevolezza del dolore, viene coinvolto in comportamenti o attività rischiose e imprudenti.
- Il bambino che si provoca del male fisico deliberatamente, come tagli o bruciature e non ne sente il dolore.

Un’altra forma di dissociazione moderata avviene quando il bambino si trova costretto ad “assentarsi” mentalmente per evitare di rivivere l’evento traumatico. Il questo caso egli sviluppa la capacita di estraniarsi e in qualche modo di trasformare ciò che sta succedendo attorno a lui come irreale. Questa è chiamata “derealizzazione”, in cui il mondo circostante viene evitato o percepito come qualcosa di poco familiare. Questo può accadere non solo durante l’evento traumatico in sé, ma può riverificarsi ogni volta che qualcosa della realtà del presente riporti il bambino all’evento originale.


Alcuni esempi sono:

- un bambino che vede qualcuno che assomiglia in qualche modo al suo abusante e in breve tempo ha una chiara “assenza”, può avere la percezione di sentirsi molto lontano dall’aula in cui si trova in quel momento oppure potrebbe avere una visione della persona come se fosse in fondo ad un tunnel.
- Un bambino che viene toccato o spintonato incidentalmente nel corridoio potrebbe improvvisamente vedere il posto in cui è stato abusato e non essere consapevole di essere nel corridoio della scuola.
- Un bambino che ha una riattivazione traumatica potrebbe sbattere contro i mobili o avere frequentemente la mente altrove o apparire maldestro, poiché non ha consapevolezza del suo corpo e dell’ambiente in cui si trova. La sua mente è nel trauma.


3- DISSOCIAZIONE GRAVE
La dissociazione più seria avviene quando il bambino, per fuggire dall’evento terribile, deve separare completamente da se stesso ciò che prova, come se ci fosse una parte di sé separata che trattiene i terribili sentimenti, pensieri e ricordi. Queste sono chiamate “parti dissociative”. Ciò significa che il bambino resta certamente uno solo, ma dentro di sé ha parti separate del sé, che hanno diverse consapevolezze, comportamenti e modo di fare.

Queste parti della mente del bambino, che chiamiamo “parti dissociative” sono in grado di tenere i sentimenti, pensieri e ricordi inaccettabili lontano dalla consapevolezza presente del bambino, cosicchè egli non debba entrarvi in contatto. Altrimenti sarebbe troppo difficile per il bambino vivere la sua vita quotidiana e allo stesso tempo essere sovrastato da quelle terribili sensazioni.
Avere più stati separati di coscienza, invece di uno solo per tutti i sentimenti, pensieri e comportamenti, equivale ad avere una rottura della propria identità, cioè un sé non intero, ma frammentato.

Le parti dissociative possono influenzare i comportamenti, i sentimenti e i pensieri del bambino, attivando in lui sentimenti o pensieri che lui non vorrebbe avere o azioni che non vorrebbe succedessero. A volte il bambino potrebbe anche non essere pienamente consapevole di ciò che ha fatto. Agli occhi dell’altro potrebbe sembrare che il bambino dica delle bugie. Questa è chiamata “AMNESIA”, cioè l’incapacità di ricordare importanti informazioni circa eventi o propri comportamenti del presente o del passato.

Il bambino potrebbe sentire delle voci dentro la sua testa, come una “parte arrabbiata” che gli urla contro, oppure una “parte aiutante” che gli dice come comportarsi. Potrebbe anche attribuire ad esse nomi di persone, animali, giochi o stati d’animo per lui significativi.

Quando queste parti non prendono totalmente il controllo del bambino e non si fanno vedere dagli altri, questo disturbo prende il nome di DISTURBO DISSOCIATIVO NON ALTRIMENTI SPECIFICATO, in cui le parti rimangono “dentro “la sua mente, ma influenzano i suoi comportamenti, i suoi stati d’animo e i suoi pensieri.
Un esempio di ciò a scuola potrebbe essere quando il bambino picchia improvvisamente un altro bambino o gli urla contro senza apparente motivo. In quel momento il bambino potrebbe comportarsi così perché è in contatto con una parte di lui che ha vivo il ricordo di essere stato picchiato o sgridato, motivo per cui sente dentro di lui un forte senso di pericolo, ma lo scambia per un pericolo presente e non è consapevole che ciò che sta rivivendo è il suo passato.

La forma più estrema di dissociazione si evidenzia se queste parti prendono il totale controllo del comportamento. Questo è chiamato DISTURBO DISSOCIATIVO DELL’IDENTITA’. Il bambino si presenta agli altri come se fosse un’altra persona. Questo avviene quando le parti dissociative controllano sia il comportamento sia la sua consapevolezza. Queste parti che cambiano sono molto confusive sia per il bambino che per le persone che lo circondano e il bambino potrebbe avere consistenti periodi amnesia duramente questi momenti.
Per esempio il bambino potrebbe picchiare o urlare contro un altro bambino. L’insegnante allora lo sgrida. Il punto però è che la “parte” del bambino a cui l’insegnante sta parlando potrebbe non essere consapevole di cui che ha fatto. Egli potrebbe categoricamente negare ciò che ha fatto, nonostante altre persone abbiano assistito a ciò. Questo comportamento del bambino potrebbe lasciare perplessi gli insegnanti che si ritroverebbero a pensare che il bambino sia semplicemente un bugiardo e neghi l’accaduto per evitare la responsabilità del suo comportamento.

E’ importante tenere a mente che la dissociazione è una risposta adattiva ad una situazione anormale. E’ una difesa creativa e di aiuto quando il bambino non può fuggine fisicamente da una situazione paurosa. Nel tempo, però questa può diventare una modalità di comportamento che continua ad attivarsi, anche se non è più necessario, venendo così a creare non pochi problemi per il bambino a casa, a scuola e nella relazione con gli altri.


PERCHE’ I BAMBINI DISSOCIANO?

La dissociazione è una strategia creativa di grande aiuto quando il bambino si trova nel bel mezzo di una situazione travolgente e/o traumatica e non può fuggire o ricevere aiuto. E’ un modo efficace di gestire sentimenti travolgenti e intensi come la paura, tradimento, minaccia. In questo senso la dissociazione è una risposta adattiva ad una situazione A-NORMALE e permette al bambino di mantenere una relazione con l’abusatore / l’adulto spaventante da cui è dipendente. Quando però la dissociazione si mantiene anche dopo l’evento traumatico e spaventante, questa può creare molti problemi al bambino, se non si interviene in modo tempestivo.

La dissociazione è stata documentata grazie a molti studi che hanno analizzato e studiato una varietà di traumi infantili e situazioni emotivamente travolgenti per il bambino. DA essi, possiamo distinguere diverse categorie di traumi:

TRAUMI INTERPERSONALI:
Abuso fisico, sessuale, emotivo (urlane, minacciare, far vergognare)
Violenza domestica assistita (assistere alle liti/violente dei genitori)
Grave trascuratezza
Bullismo estremo
Tradimento agito da figure di riferimento

TRAUMI FISICI:
Ferite fisiche
Malattie, condizioni di salute o interventi dolorosi e invasivi (cancro, ustioni…)

TRAUMI AMBIENTALI:
Violenza agita da gang di strada o di quartiere
Esposizione a contesti di guerra
Situazioni brusche e spaventose legate all’immigrazione, inclusi incidenti che conducono all’immigrazione o durante il processo migratorio stesso o il doversi adattare ad una cultura molto differente.
Eventi spaventosi (incendi, annegamenti…)

DISASTRI NATURALI
Alluvioni, terremoti, uragani, tzunami

SEPARAZIONI, PERDITE E TRAUMA DA ATTACCAMENTO:
Instabilità genitoriale (genitore che fornisce risposte caotiche o spaventanti)
Caos familiare ( abuso di sostanze, senza dimora)
Separazioni multiple e abbandono (adozioni)

I bambini dissociano non solo durante l’evento spaventoso, ma anche quando qualcosa del presente ricorda loro l’evento spaventoso del passato: questi aspetti attivanti del presenti vengono chiamati “triggers”.
Per esempio se un bambino è sopravvissuto ad un annegamento in vasca quando era piccino, il vedere una piscina a scuola, o anche un semplice disegno di essa, può “triggerarlo”, cioè attivare in lui risposte di congelamento, assenza o aggressività. Se tale dissociazione diventa un modello di risposta predefinito, allora anche i più piccoli elementi che ricordano l’evento traumatico possono portare il bambino a dissociare, nonostante egli possano non essere consapevole di cosa l’abbia riattivato e perché si stia sentendo e comportando così. Questo porta a disgregare le normali abilità del bambino a rispondere in modo appropriato e a imparare.
dissociazione, bambini dissociati, bambini traumatizzati, insegnanti,