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una scuola diversa in Italia, tipo quella finlandese

                                                                                                                         
                                       Scuola: l'Italia potrebbe cambi
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studio con le cuffie

In Finlandia modelli di scuola diversi che producono studenti più compententi e motivati, ... e forse anche più felici !

" Lezioni più brevi e pochi compiti a casa. Ma non solo. Addio anche alle classiche materie. È quanto accade in Finlandia. Il paese, noto per uno dei sistemi scolastici più all'avanguardia, punta a un approccio interdisciplinare dove la storia non sia solo storia e la matematica non sia solo matematica. Le discipline si integrano e si impara in maniera diversa."
Così scrivono su Greenme.it, ma tanti anni fa anche in Italia Montessori sostenne teorie molti simili.

Sappiamo ormai da anni che il sistema scolastico finlandese è uno dei migliori del mondo, e i suoi studenti si classificano sempre fra i migliori nelle prove internazionali come per esempio il Programme For International Studen Assessment. I bambini finlandesi iniziano la scuola non prima dei 7 anni, hanno lunghe vacanze, pochi compiti a casa e mai esami. Questo sistema scolastico, che sembra quasi utopico, da tempo affascina gli esperti di istruzione di tutto il mondo.

Poco tempo fa la televisione britannica BBC ha voluto vedere di persona come si svolge la giornata alla Comprehensive School di Hauho, una “scuola media”. Qui, durante una lezione su Pompei e sull'eruzione del Vesuvio, gli studenti hanno anche imparato a confrontare l'antica Roma con la società finlandese contemporanea, paragonando le terme romane alle Spa di oggi e ricreando un modellino del Colosseo grazie alla stampa 3D. Un altro modo di proporre le materie scolastiche, un antidoto alla noia che spesso attanaglia gli studenti italiani, che fa loro odiare molto spesso tutto ciò che anche solo in lontananza ha una parvenza di "cultura". Un vero fallimento per la scuola quando al termine della terza media i ragazzini vanno fieri di non aver mai letto un libro e di non volerlo fare, o quando non hanno praticamente mai fatto un vero e proprio TEMA e quindi non sono capaci di scrivere.


Ad agosto 2016 è stato introdotto un obbligo per le scuole finlandesi: "l'insegnamento collaborativo". Gli studenti periodicamente scelgono un argomento rilevante per loro e lo affrontano sotto tutti i punti di vista, dall'utilizzo delle tecnologie e fonti all'esterno della scuola alla visita a musei e alla consultazione di esperti per saperne di più.

Anche in Italia un po alla volta stanno nascendo della scuole che si ispirano al modello finlandese, ma per poter esercitare il "diritto di essere liberi", se così si vuole dire, devono sfortunatamente (già, perchè vuole dire che la libertà al'interno della scuola tradizionale non esiste) togliersi dal circuito scolastico tradizionale. Sono le così dette " scuole parentali ", scuole NON SCUOLE, scuole dove i genitori dichiarano di aver ritirato i propri figli dalla scuola tradizionale per accedere ad un'istruzione fai da te, libera, senza vincoli, senza prove invalsi, senza voti.

Ne è un esempio la Scuoletta Motessori di Stupinigi (Torino) dove ai bambini viene chiesto di apprendere in modo diverso, divertendosi, stando all'aria aperta, senza banchi nè libri di testo. L'apprendimento collaborativo finlandese assomiglia molto a quanto Montessori affermava già cento anni fa: i bambini apprendono meglio in gruppo, da altri bambini, e se gli stimoli vengono da loro e non sono imposti dagli adulti. La sfida è riuscire a utilizzare il metodo montessori anche per i bambini grandi, per diventare anche noi in Italia un paese in cui i nostri bambini possano essere davvero felici di andare a scuola ma anche di studiare. Perchè imparare è la cosa più bella del mondo ! E se la scuola non riesce a trasmettere questo allora vuole dire che ha davvero fallito il proprio compito educativo e culturale.


Sempre da Greenme.it apprendiamo che in finlandia hanno attivato una "tipologia di apprendimento che non si basa sulle materie in senso stretto ma che punta a fornire ai bambini le competenze necessarie per vivere nel 21° secolo, come spiega Kirsti Lonka, professore di psicologia educativa all'Università di Helsinki. Tra le competenze di base vi sono il pensiero critico che aiuta ad identificare le notizie false e ad evitare anche il bullismo informatico ma anche la capacità di installare antivirus e collegarsi a una stampante. ". Anche qui in Italia la scuola dovrebbe puntare a crescere bambini intelligenti e competenti, dotati di senso critico per comprendere cosa è giusto e cosa no. Ma per fare ciò bisogna innanzi tutto crescere dei bambini liberi, davvero liberi di pensare con la propria testa e non interessati solo al prendere un bel voto per ricevere un'approvazione dagli adulti. E la libertà fa ancora troppa paura ! Sempre più sono i genitori che scelgono in Italia di istruire i propri figli al di fuori del corcuito tradizionale, quella che viene definita " educazione parentale ", cioè bambini che non vanno a scuola.
Penso che sia un grave errore guidare i bambini a credere che il mondo sia semplice e che se apprendono determinati fatti, sono pronti ad andare. Imparare a pensare, imparare a capire, queste sono le competenze importanti.

Come tradurre tutto questo nella realtà?

È quello su cui sta lavorando ad esempio la scuola di Hauho, che si trova tra boschi e laghi, a circa 40 minuti di dalla città di Hameenlinna. 230 alunni di età compresa tra i sette e i 15 anni, nella scuola regna un'atmosfera familiare. Le scarpe vengono lasciate all'entrata, le palle da yoga vengono utilizzate al posto delle sedie in alcune classi.
Ma soprattutto si sta all'aria aperta. In Finladia sono sempre di più le scuole nel bosco. Secondo il programma finlandese, 14-15 bambini trascorrono quattro giorni alla settimana, dalle 8:30 alle 12:30, all'aria aperta con un insegnante e due assistenti.

E qui in Italia ? Come dicevo prima stanno nascendo diverse scuole che applicano esattamente questi principi, e tanti genitori "coraggiosi" stanno iniziando ad iscrivere i propri figli a scuole diverse, a scuole che educano alla libertà, che insegnano ad utilizzare il proprio cervello non a compartimenti stagni, ma a fare collegamenti fra le cose. La vera intelligenza non è espressa in un QI (quoziente intellettivo) più alto della media, ma è la capacità di usare la propria intelligenza in modo diverso, creativo, originale, avendo così l'idea geniale che la gente comune non riesce ad avere.
Una scuola piatta, monotona, tradizionalista, non può produrre ragazzi davvero intelligenti. Senza contare poi quanti bambini nelle scuole italiane hanno disturbi nell'apprendimento, DSA, problemi e leggere scrivere e fari conti. E quanti invece hanno problemi nella condotta perchè a volte la noia induce a comportamenti scorretti e di disturbo.

Cristina Roccia, 

psicologa psicoterapeuta, synergia centro trauma Moncalieri (Torino)



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