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Bibliografia sul bullismo

guarire
                  

Bulli  in Psicologia contemporanea, n. 133, 1996
Il bullismo è un fenomeno sommerso e molto diffuso. Si tratta di una forma  di oppressione, in cui un bambino o un adolescente sperimenta, per opera di un compagno prevaricatore, una condizione di profonda sofferenza. L'autore studia le principali forme e conseguenze di questo fenomeno e propone dei principi metodologici di intervento.


Olweus D.

Bullismo a scuola. Ragazzi oppressi, ragazzi che opprimono, Giunti,Firenze, 95
Sulla base di una serie di studi da lui compiuti, l'autore propone delle interpretazioni del fenomeno del bullismo a scuola, forma di oppressione nella quale la giovane vittima sperimenta una profonda situazione di sofferenza ad opera di un coetaneo. Dopo una prima parte dedicata all'informazione sul fenomeno, il testo offre dei suggerimenti per possibili interventi da attuare a livello di scuola, di classe e di individuo. A cura di Ada Fonzi (ordinario di Psicologia dello sviluppo è il punto sulla ricerca relativa al fenomeno in Italia.


Capezzuoli G. Pollo S.

Bulli con le parole e con i fatti. Piccoli carnefici per piccole vittime  in Il Delfino, n. 2, 1996
L'articolo descrive il fenomeno del "bullismo , cioè i persistenti ereiterati atteggiamenti di prepotenza e sopraffazione da parte di bambini e adolescenti nei confronti dei coetanei. Viene inoltre brevemente descritto un progetto anti-bullismo elaborato a Sheffield, in Inghilterra.
Fonzi A.


Il bullismo in Italia Il fenomeno delle prepotenze a scuola dal Piemonte alla Sicilia. Ricerche e prospettive di intervento
  Giunti, Firenze 1997

Il termine "bullismo" è da tempo entrato di diritto nella letteratura psicologica internazionale a indicare il fenomeno delle prepotenze che vengono perpetrate da bambini e ragazzi nei confronti dei loro coetanei o quasi, soprattutto in ambito scolastico. Questo volume, che accoglie gli studi e le esperienze condotte da un nutrito gruppo di ricercatori provenienti da regioni diverse d'Italia, offre uno spaccato drammatico dell'entità del fenomeno nel nostro Paese, ma propone anche riflessioni e tentativi per possibili soluzioni.


Fonzi A.

Piccoli bulli crescono. Il bullismo in Italia in Psicologia contemporanea, n. 144, 1997
L'articolo analizza il fenomeno del bullismo, (le prevaricazioni fra bambini e ragazzi). Tali comportamenti risultano essere nel nostro Paese particolarmente preoccupanti. L'autrice commenta i dati raccolti nel volume "Il bullismo in Italia", che sono particolarmente allarmanti, descrivono episodi di violenza e brutalità che crescono con il passare del tempo. L'articolo propone alcune linee di intervento, che non agiscono sul fronte della repressione, ma sulla assunzione di responsabilità da parte dei coetanei. Questa dovrebbe puntare a creare una mentalità "antibullismo", che partendo da una ricerca di vicinanza emotiva con i minori, si traduca in regole da rispettare e in azioni che concretizzano tale rispetto.


Prina F. 

Bullismo e violenza a scuola Una ricerca in cinque scuole torinesi Città di Torino, Torino 1998.

La ricerca svolta nell'ambito del progetto "Violenza nelle scuole, attenzione alle vittime", attivato dal Comune di Torino e dalla Circoscrizione 5, ha coinvolto cinque scuole medie, tre delle quali nel quartiere Vallette, ed educatori delle cooperative e associazioni impegnati nel campo dell'educativa territoriale.Il testo indica i principali riferimenti teorici e delineato il percorso di ricerca effettuato, i risultati della ricerca sugli studenti, e i risultati di quella sugli insegnanti. Uno spazio è dedicato ad illustrare le attività didattiche finalizzate alla riflessione con gli studenti.Nella conclusione si traggono le fila dell'insieme del lavoro e si confrontano i risultati con le altre più significative ricerche.


Menesini E.

Bullismo, che fare? Prevaricatori e vittime fra i banchi di scuola in Psicologia contemporanea, n. 149, 1998

La presenza del fenomeno del "bullismo" scolastico risulta fortemente correlata al clima e alla dinamica interna al gruppo. L'autrice, ricercatrice nell'area di Psicologia dello Sviluppo presso l'Università di Padova,  ritiene fondamentale intervenire  a livello di classe e di sistema scolastico nel suo complesso, al fine di incidere sia sulle dinamiche interne al gruppo classe sia sulle componenti che sono alla base di condotte riprovevoli e di relazioni negative tra i compagni. L'articolo illustra alcune esperienze concrete di intervento.


Sharp S. Smith P.K.

Bulli e prepotenti nella scuola. Prevenzione e tecniche educative Erickson, Trento 1995.
Sonia Sharp è psicologa dell'educazione; Peter K. Smith è professore di psicologia al Dipartimento di Psicologia dell'Università di Sheffield.

Gli autori individuano una serie di strategie operative per affrontare il bullismo nella scuola. Il volume raccoglie informazioni sulla natura delle angherie tra compagni; descrive alcune tecniche di analisi del fenomeno; spiega come programmare un adeguato screening; presenta una politica globale per contenere e smorzare il bullismo; esamina infine nel dettaglio un'ampia gamma di interventi orientati a particolari ambiti della vita scolastica.


Bacchini D. Fusco C. Occhinegro L.

Fenomenologia del bullismo a scuola: i racconti dei ragazzi in Età evolutiva, n. 63, 1999.
La ricerca è stata svolta tra gli allievi di dieci scuole medie di Napoli rappresentative di diverse zone della città e dei ceti sociali che le caratterizzano. Ai soggetti è stato sottoposto un questionario con domande relative a proprie esperienze e valutazioni concernenti il fenomeno del bullismo. Dall'esame qualitativo e quantitativo dei risultati si evidenzia la complessità e le numerose sfaccettature del fenomeno prepotenza.


Lazzarin G.

Vittime e prepotenti in Cooperazione educativa
, n. 3, 1999

Il testo riporta  l'attività di un gruppo di ricerca dell'IRSSAE Veneto che lavora sulla possibilità di prevenire il fenomeno del bullismo a scuola.


Bacchini D. Amodeo A. Vitelli R. Abbruzzese R. Ciardi A.

La valutazione del bullismo negli insegnanti in Ricerche di Psicologia, n. 1, 1999, vol. 23
La ricerca(alla quale hanno collaborato all'indagine 218 insegnanti di 20 diverse scuole di Napoli (10 elementari e 10 medie inferiori), focalizza l'attenzione sul modo in cui gli insegnanti valutano il fenomeno delle prepotenze a scuola. In particolare gli autori si propongono di: 1) ampliare le conoscenze sul bullismo in Italia, integrando le informazioni fornite dai docenti con quelle raccolte in precedenti ricerche effettuate con ragazzi e confrontare i rispettivi giudizi; 2) valutare gli atteggiamenti degli insegnanti verso il bullismo,la loro percezione della gravità del fenomeno, delle sue cause e conseguenze, ed indagare le strategie di "coping" utilizzate per fronteggiarlo.

Berdondini L. Fonzi A.

Tecniche osservative per la verifica dell'efficacia di un intervento antibullismoin Età evolutiva, n. 64, 1999,
L'articolo descrive una ricerca che ha coinvolto 9 classi di una scuola elementare di un paese in provincia di Firenze, per un totale di 173 bambini di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni.Le classi sono state coinvolte in un progetto di prevenzione del bullismo.


Fonzi A.

Il gioco crudele. Psicologia sociale dello sviluppo in Psicologia contemporanea, n. 156, 1999
L'autrice del saggio, ordinario di Psicologia dello sviluppo all'Università di Firenze, segnala che i dati di ricerca sul fenomeno del bullismo in Italia rivelano che bulli e vittime sembrano accomunati da una sorta di analfabetismo nei confronti di alcune aree sociocognitive.Le vittime si distinguono per una scarsa padronanza della grammatica emotiva, mentre i bulli si differenziano soprattutto nel settore del disimpegno morale, particolarmente per quanto riguarda il meccanismo della deumanizzazione.


Curti S.

Il bullismo a scuola in L'Educatore, n. 19, 2000,
Lo psicologo Curti  tratta un  fenomeno che si sta diffondendo anche in Italia e che dalle scuole superiori sta calando anche nella scuola elementare, è il cosiddetto "bullismo . In che cosa consiste, le caratteristiche fondamentali, come prepararsi ad affrontarlo e tutto ciò che ne deriva.


Bozzaro P.

A scuola di violenza in Scuolainsieme, n. 4, 2000
In Italia sono sempre più diffusi gli episodi di teppismo di minorenni contro coetanei. Le azioni violente coinvolgono soprattutto gli scolari delle elementari. Le cronache dei quotidiani segnalano da qualche anno che anche luoghi tradizionalmente esenti da fenomeni di violenze, come le scuole, sono diventati contesto specifico di un particolare comportamento ispirato alla sopraffazione e alla violenza: il cosiddetto "bullismo. Nell'ultima pagina è presente un breve intervento dal titolo "Piccoli bulli crescono", che riporta alcuni casi di autolesionismo..


Buccoliera E.
(A cura di)

La prepotenza dei bulli, il disagio delle vittime Casi di violenza quotidiana nelle scuole in Azione Nonviolenta, n. 5, 2000
L'autrice, giornalista, discute con Berdodini, dell'equipe del prof. Sharp presso il Roehampton Insitute di Londra, e Federica Fantacci, collaboratrice esterna dell'Università di Bologna sul  fenomeno del bullismo, la sua diffusione e come si manifesta.La descrizione del fenomeno nelle scuole, la reazione del personale, la mentalità per cui "tutto è lecito" (in crescita anche per le femmine) e le opinioni delle vittime chiudono l'articolo.


Marini F. Mameli C.

Il bullismo nelle scuole Carocci, Roma 1999
Il testo ha per soggetto il fenomeno del bullismo nel contesto scolastico europeo e mondiale. In particolare vengono analizzati i seguenti temi: socializzazione e rapporti interpersonali; il comportamento aggressivo; cause e profili del bullismo; persecutori e vittime; combattere il bullismo in classe; strategie preventive e progetti di intervento.[pagebreak]


Fonzi A.

Il gioco crudele. Studi e ricerche sui correlati psicologici del bullismo Giunti, Firenze, 1999
Il testo raccoglie i contributi di alcuni autori sul fenomeno del bullismo, in particolare sugli aspetti psicologici che ne stanno alla radice. Gli interventi analizzano i seguenti nuclei tematici: il bullismo a scuola; la grammatica delle emozioni in prepotenti e vittime; il disimpegno morale e la legittimazione del comportamento prepotente; il bullismo come malessere evolutivo; narrazioni ed interpretazioni delle prepotenze; quando i "diversi" incontrano i "diversi" - uno studio sulle rappresentazioni mentali; il contesto familiare dei bulli e delle vittime; l'amicizia nel bullismo: fattore di rischio o di protezione?


Mameli C.

Bullismo e cultura: due mondi a confronto in Aree, n. 31, 2000.
L'autore esamina il fenomeno del bullismo, in particolare la dimensione culturale nella quale esso si colloca: non ci si può aspettare che il bullismo scompaia in un contesto socioculturale che legittima l'esclusione dei perdenti.


Benelli B. Menesini E. Gini G.

Rappresentazione di eventi sociali in bambini bulli e vittime in Età evolutiva, n. 68, 2001
L'articolo presenta una ricerca realizzata su un campione di 17 bulli, 17 vittime e 26 "esterni" ( ragazzi che non sono stati coinvolti in episodi di bullismo), tra gli 8 e gli 11 anni.. Sono stati formati tre tipi di coppie (bullo-esterno, vittima-esterno e esterno-esterno), che sono poi state osservate in due differenti situazioni immaginarie: una visita medica ed una gita al mare con un amico. L'osservazione è stata condotta dal punto di vista linguistico e da quello della comunicazione sociale. Dal punto di vista linguistico non sono emerse differenze tra i ragazzi, nella loro capacità di rappresentare degli eventi. Il contesto strutturato ha inoltre dimostrato la sua efficacia nel controllare l'atteggiamento di prevaricazione da parte dei bulli e nell'aiutare le vittime ad essere più attive.


AA.VV.

Scuola, famiglie e giudici di fronte al bullismo in Minorigiustizia, n. 2, 2000.
Il presente fascicolo tratta del bullismo, dandone una lettura non isolata rispetto al contesto degli altri fenomeni di disagio giovanile. Vi sono più articoli, riguardanti la scuola, gli approcci e le strategie per combattere il bullismo e le leggi per la promozione dei diritti e delle opportunità per l'infanzia e l'adolescenza.


Coppola De Vanna A.

La mediazione in ambito scolastico in Minorigiustizia, n. 2, 2000.
L'autrice dell'articolo, psicologa, psicoterapeuta, giudice onorario presso il Tribunale per i minorenni di Bari, descrive un'esperienza di mediazione in ambito scolastico realizzata presso una scuola media di Bari, a seguito di alcuni episodi di bullismo e di prevaricazione da parte di alcuni ragazzi, nei confronti di coetanei e docenti.  Coinvolgere alunni, insegnanti e genitori ha avuto l'obiettivo di riuscire a proporre una cultura della mediazione che contrastasse l'incombente subcultura dell'illegalità mafiosa.


Tassi F.

Il bullismo scolastico: problemi aperti e prospettive di intervento in Cittadini in crescita, n. 2, 2001
Fulvio Tassi, ricercatore in Psicologia dello sviluppo all'Università di Firenze, tratta in questo articolo il fenomeno del bullismo scolastico, analizzando le caratteristiche che delineano il profilo della vittima e dell'aggressore, le dinamiche di gruppo, le ricerche che, in Italia e all'estero, hanno preso in esame il fenomeno, e infine le linee di intervento di due importanti esperienze europee (quella scandinava, promossa da Olweus, e quella inglese, coordinata da Smith).


Darbo M.
(A cura di)[pagebreak]

Il contrasto e la prevenzione del bullismo nella scuola media superiore: linee guida e strumenti operativi
Promeco, Ferrara 2002
Questo quaderno vuole essere il resoconto del lavoro fin'ora svolto da Promeco, che si occupa di bullismo dal 1995, quando ha organizzato i primi corsi di sensibilizzazione sul fenomeno. La prima parte consiste nella definizione del fenomeno; la seconda nei principi di fondo, obiettivi e metodologie per un lavoro di prevenzione e intervento sul bullismo; la terza nelle indicazioni operative riguardanti le aree di progetto, ricerca e intervento; la quarta in esempi di intervento. Segue una bibliografia generale.


Pisciotta S.

L'educazione socioaffettiva per la prevenzione contro il bullismo nel contesto scolastico
Ricerca realizzata in due scuole elementari di Palermo
in Esperienze sociali, n. 1, 2002

Lo studio pilota qui presentato ha avuto come obiettivo la sperimentazione di tecniche e metodologie di educazione socio affettiva per la prevenzione del bullismo, con il fine di sviluppare futuri programmi di educazione socio affettiva. La ricerca è stata realizzata in due scuole di Palermo per la durata di tre mesi e ha visto coinvolti soggetti di due classi quarte, aventi un'età compresa tra gli otto e i nove anni. E' stata effettuata la sperimentazione di tecniche socio affettive in dieci incontri a cadenza settimanale.


AA.VV.

Speciale - Devianza Minorile in Polizia Moderna, n. 11, 2002
Speciale della rivista dedicato al bullismo. Gli articoli si soffermano sui frequenti episodi di cronaca registrati in varie parti d'Italia; sui numerosi arresti di minorenni napoletani divenuti manovalanza del crimine organizzato, sul  tasso di dispersione scolastica ,sul fenomeno delle bande minorili in Inghilterra, Francia e Germania.


De Bode A. Broere R.

Sono piccolo ma coraggioso Edizioni Gruppo Abele, Torino 2002, pp. 33
Il libro si rivolge ai lettori più piccoli per aiutarli ad affrontare la paura e le preoccupazioni suscitate dalle relazioni difficili con i compagni e da fenomeni come il bullismo.


Menesini E.
(A cura di)

Bullismo: le azioni efficaci della scuola. Percorsi italiani alla prevenzione e all'intervento Erickson, Trento 2003
Questo libro è rivolto agli insegnanti e si propone di aiutarli a intervenire in maniera efficace per contrastare il fenomeno del bullismo nella scuola, a riconoscere i segnali di disagio dei loro studenti ed evitare che si trasformino in comportamenti violenti e socialmente pericolosi. Gli autori descrivono vari percorsi di lavoro e propongono diversi approcci, volti a potenziare le risorse dei ragazzi attraverso un processo di progressiva responsabilizzazione nei ruoli di aiuto o di supporto tra pari.[pagebreak]


Gini G. Carli G.

il bullismo a scuola Analisi dei meccanismi di disimpegno morale in una prospettiva di gruppi in Orientamenti pedagogici, n. 2, 2003
Recentemente il costrutto di disimpegno morale è stato considerato un mediatore sociocognitivo importante nell'indagine sui comportamenti di bullismo a scuola. Nel presente lavoro sono state indagate le relazioni tra il disimpegno morale e i differenti ruoli assunti nella classe in 290 bambini di scuola elementare (8/10 anni). I risultati confermano l'importanza di tenere conto delle caratteristiche dei diversi componenti del gruppo che, con ruoli differenti, contribuiscono a mantenere o a contrastare i comportamenti di prepotenza nella scuola.


Costantini A.

Tra regole e carezze. Comunicare con gli adolescenti di oggi Carocci, Roma 2002, pp. 162
L'autore, pedagogista e psicologo psicoterapeuta presso il SerT dell'azienda USL di Ferrara, parte da un presupposto fondamentale: ogni adulto che si rapporta con degli adolescenti non può esimersi dal considerarsi un educatore. Il testo si articola in 4 parti: 1) La società e l'educazione dei giovani del 2000; 2) Intervenire sull'aggressività. Il bullismo nella scuola: cosa fare; 3) Prevenire l'aggressività: promuovere il dialogo in famiglia; 4) Contenere l'aggressività: il dovere di dire no.

Provincia di Bergamo Settore politiche sociali
, Bergamo, 2001

Bullismo - Pensieri e strategie. Atti del convegno 8/11/2001
I contributi raccolti nel testo riguardano il fenomeno del bullismo e le sue manifestazioni, il bullismo a scuola, nello sport e nei luoghi di aggregazione e la prevenzione di questi fenomeni. In appendice, la presentazione della mostra "Bulli e bulle. Né vittime né prepotenti".


D'Amico C.

Violenza in classe, imputate scuola e tv. Il bullismo tra gli studenti in Il Delfino, n. 3, 2003
Emerge un aumento dei soprusi in ambito scolastico: l'articolo spiega brevemente le ragioni (scuola e televisione sono le due grandi imputate), i temi sociali connessi e le proposte di intervento come l'istituzione di un'ora di legalità settimanale nelle scuole di ogni ordine e grado.


Anagni A. Baiocco R. Crea G. Giannini A.M. Gurrieri G. Laghi F.

Identificazione degli eventi stressanti del bullismo e delle strategie di coping negli adolescenti in Orientamenti pedagogici, n. 5, 2003, pp. 819-837
Il fenomeno del bullismo è una modalità relazionale basata su atteggiamenti di prevaricazione e di violenza che coinvolgono il mondo relazionale degli adolescenti nel contesto scolastico. L'articolo mette in risalto il rapporto fra bullismo e strategie di coping, e sottolinea come i tratti di personalità e la capacità di riconoscere i propri vissuti emozionali influenzino la possibilità di attuare strategie di comportamento efficaci per far fronte a tali situazioni di disagio.


Castorina S.

Fantasie di bullismo. I racconti di bulli e vittime al test proiettivo dell'abuso infantile Franco Angeli, Milano, 2003, pp. 138
La prima parte del testo, riguarda le tipologie di bullismo, i fattori associati e le personalità di bulli e vittime. In essa si analizzano i disturbi correlati al bullismo, la valutazione a lungo termine,l' influenza del gruppo, le terapie e i programmi di intervento. La seconda parte è dedicata ai racconti di bambini (122 in un gruppo sperimentale e 91 in un gruppo di controllo di 6 - 14 anni). I racconti erano stimolati da tavole in cui venivano rappresentati dei momenti critici di vita personale, relazionale, familiare, scolastica, e di gruppo. Lo scopo del lavoro è quello di associare l'esame descrittivo delle storie inventate da vittime e bulli all'analisi statistica dei contenuti delle relazione alle tavole e dei dati raccolti con questionari e interviste dirette.


Bacchini D. Fiorito A.

Bullismo e rifiuto sociale. Valutazione del rischio psicologico attraverso un test proiettivo in Età evolutiva, n. 75, 2003.
La ricerca si propone innanzitutto di individuare il rapporto intercorrente fra alcuni aspetti della personalità e lo status sociale, in relazione alle dimensioni del bullismo e dell'emarginazione sociale. Lo studio si sofferma sul contesto socioculturale partenopeo in cui gli autori operano, nel quale sono diffusi valori culturali che legittimano e giustificano la messa in atto di condotte improntate alla logica della violenza e della sopraffazione.
Ricorrendo ad un test proiettivo, gli autori hanno cercato di valutare quale modo il bullismo e il rifiuto sociale sono correlati ai vissuti emozionali di ragazzi esposti ad una così particolare cornice socioambientale.

Dacomo Di Pietro   Fanno i bulli, ce l'hanno con me...Manuale di autodifesa positiva per gli alunni Editore Erickson
Come possamo leggere quotidianalmente sui giornali, molti bambini o adolescenti  vengono presi di mira da un compagno di scuola o da un coetaneo aggressivo e prepotente.Sovente le vittime non reagiscono,  avvertendosi spaventati e soli,  si vergognano a chiedere aiuto. Sappiamo che i bulli si comportano così per mascherare le proprie insicurezze e debolezze, ma non sappiamo sovente cosa fare per aiutare le vittime, per far cessare queste violenze.Il testo, rivolto a ragazzi tra gli 8 e i 16 anni,  suggerisce a tutte le vittime del bullismo dei semplici strumenti per aiutar i bulli ad abbandonare i loro atteggiamenti aggressivi, a comunicare bene con gli altri e a farsi degli amici, ma anche a difendersi in modo positivo, per comprendere meglio il comportamento dei bulli e per affrontarli con le parole, utilizzando l'intelligenza e la  non violenza.

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