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Aiutare i bambini svantaggiati. Libri emozionanti di Torey Hayden basati su storie vere


Aiutare i bambini svantaggiati: il lavoro di una vita

Hayden Torey ha operato per anni aiutando bambini difficili a migliorare la propria posizione. Ha scritto numerosi romanzi di notevole successo. Si tratta di libri appassionanti, commoventi, ma anche molto utili ed istruttivi per chi vuole conoscere il mondo dell'infanzia maltrattata. La lettura è consigliata a tutti coloro che amano i bambini, psicologi ed insegnanti in particolare, epr approfondire il tema dei bambini "difficili" o "cattivi" da un altro punto di vista

Riportiamo un'intervista sulla sua esperienza
 
Data: 02 Marzo 2008

Come hai cominciato a insegnare nel campo dell'istruzione speciale?
Quando ero al mio primo anno di college, ho lavorato come assistente in un programma per bambini svantaggiati in età prescolare e la cosa mi è piaciuta immediatamente.

Hai sempre saputo di voler fare questo tipo di lavoro?
Ho sempre saputo di voler diventare scrittrice, ma il mio coinvolgimento nell'istruzione speciale è avvenuto per caso. Me ne sono innamorata mentre lavoravo al programma per i bambini svantaggiati.

Non è difficile lavorare con bambini gravemente disturbati?
Io credo che l'istruzione speciale - e l'insegnamento in generale - sia più una vocazione che una carriera. Bisogna avere davvero il temperamento giusto per amarla e un desiderio straordinariamente forte di farlo. Ma se hai quel tipo di personalità, è stimolante, interessante e profondamente soddisfacente, anche se è un lavoro duro!

Non ti deprime il fatto di non riuscire spesso a migliorare le cose?
Io sono una persona "orientata al processo", in contrapposizione al concetto di persona "orientata all'obbiettivo". Amo il processo con cui si fanno le cose e di conseguenza, il risultato non conta così tanto per me. Quindi mi piace stare in classe, stare con i bambini e quando lavoro vivo molto nel presente. Naturalmente, per il bene dei bambini, spero di essere in grado di aiutarli e che il loro futuro sia migliore, ma per me il risultato e il futuro non sono così importanti. Ho notato che le persone che tendono a essere depresse o che soffrono di "burn out" spesso sono quelle che sono più "orientate all'obbiettivo". Trovano difficile godere delle stessa esperienza quando ci sono così pochi risultati positivi.

Mi potresti dire come potrei cominciare anch'io a lavorare in questo settore?
Dato che è così importante sapere se la tua personalità è veramente adatta a questo tipo di lavoro, il mio consiglio è di fare del volontariato con i bambini difficili prima di cominciare qualsiasi addestramento formale. Se ti piace farlo come volontario, ti piacerà ancora di più farlo per soldi.

Mi potresti indicare quale tipo di studi potrei intraprendere per diventare un insegnante come sei stata tu?
Non sono nella posizione migliore per dare consigli su una carriera, in parte perché ho seguito un iter molto strano, dato che la mia prima laurea è in biologia! Ma la cosa più importante è che io ho conseguito i miei certificati e diplomi più di vent'anni ed è possibile che da allora i requisiti siano molto cambiati. La miglior maniera per cominciare è quella di farsi consigliare dal counselor della tua scuola superiore o da una persona esperta in questo campo.

Insegni ancora?
Al momento no. Ho smesso di insegnare quando è nata mia figlia perché volevo stare con lei. Man mano che cresceva, ho cominciato a interessarmi ad altre cose, essenzialmente come consulente ed esperta sugli abusi infantili e ho continuato a scrivere. possibile che ritorni a insegnare se ci saranno le occasioni adatte.
Posso offrirmi come volontario o lavorare con te come tirocinante?
Dato che al momento non sto insegnando e mi muovo part-time tra vari programmi diversi, non posso adesso prendere né volontari né tirocinanti. Ma sicuramente nella zona in cui abiti ci sarà un altro insegnante o un'altra persona che lavora con i bambini che sarebbe felicissima di avere l'aiuto di un volontario.

Hai aiutato la maggior parte dei bambini con cui hai lavorato?
Vorrei poter dire di sì, ma questo non è un "gioco di numeri". Queste sono persone vere e situazioni di vita reale. Il massimo che posso dire è che spero di aver aiutato più di aver fatto danni. importante che io precisi che non sono un'insegnante "speciale". Non ho fatto il mio lavoro meglio di molti, molti altri che lo fanno. La grande differenza tra noi è semplicemente che io so scrivere. Di conseguenza, voi sapete del mio lavoro. Ma c'è un esercito di persone molto impegnate e che lavorano sodo che fanno esattamente, se non più di quello che ho fatto io.

Perché scrivi sempre dei tuoi successi?
Perché non molti sarebbero disposti a leggere dei fallimenti e inoltre i miei editori non li pubblicherebbero! Questo non significa che io non abbia dei fallimenti. Significa solo che i successi permettono di scrivere una storia più gradevole.

 intervista tratta da: http://www.gingergeneration.it/n/aiutare-i-bambini-svantaggiati-il-lavoro-di-una-vita-362-n.htm

I suoi libri sono pubblicati in Italia da CORBACCIO



" Sheila fu assegnata alla classe di Torey Hayden per "bambini speciali" all'età di 6 anni dopo aver legato a un albero un bambino di 3 anni e averlo gravemente ustionato.

UNA BAMBINA è la storia di Torey Hayden del suo tentativo di fare emergere le incredibili capacità di questa bambina torturata.

Alcune parti di questo libro - le orribili molestie sessuali - vi faranno arrabbiare. Altre - la tranquilla descrizione fatta da Sheila della sua rabbia, paure e dubbi - vi faranno piangere. E altre parti ancora - la graduale presa di coscienza di Sheila delle proprie capacità - vi rallegreranno.

Qualunque sia la vostra reazione, credo che sarete d'accordo che da molto tempo non avevate letto un libro con l'impatto emotivo di UNA BAMBINA."
New York Times Book Review


UNA BAMBINA non è nato come libro. Torey lo ha scritto come storia personale per registrare la sua straordinaria esperienza con Sheila. stato solo dopo averlo terminato che ha preso in considerazione la possibilità di pubblicarlo. 

UNA BAMBINA è il primo libro di Torey e anche la primissima cosa che lei abbia presentato per la pubblicazione. La storia è stata scritta molto rapidamente, in soli otto giorni dall'inizio alla fine. Ci sono voluti solo 42 giorni dal momento in cui ha iniziato a scrivere UNA BAMBINA a quello in cui ha firmato un contratto con G.P. Putnam's Sons per la pubblicazione. 

UNA BAMBINA è attualmente pubblicato in 28 lingue ed è stato adattato in varie forme diverse, inclusi un'opera in un atto, uno spettacolo di marionette in giapponese e un film TV.




Quando la Hayden incontrò per la prima volta Sheila, la bambina si rifiutava di parlare e il suo unico modo di comunicare era attraverso esplosioni di comportamento violento e distruttivo.

Dopo cinque mesi intensi, la Hayden riuscì a fare breccia nelle difese di Sheila e lottò con successo perché fosse ammessa in una classe regolare.

La Hayden non rivide più Sheila fino a che questa aveva 13 anni. Con grande stupore della Hayden, Sheila ricordava molto poco degli straordinari momenti passati assieme. Man mano che la Hayden procede a riallacciare la relazione con l'adolescente Sheila, i ricordi lentamente riemergono, portando con sé sentimenti di abbandono e ostilità.

LA FIGLIA DELLA TIGRE può sembrare un libro un po' cupo perché nel complesso sicuramente la vita di Sheila non è stata leggera e lieve. Tuttavia, è anche sorprendentemente confortante perché la storia di Sheila è anche una storia di perseveranza. Ogni pagina spinge il lettore a chiedersi che cosa capiterà a questo punto e ad augurare a Sheila e a Torey tutto il bene possibile.

Mae Woods Bell -  Stacey McArthur






Come nuova insegnante in una cittadina del Midwest, Torey incontra Jadie, una bambina di otto anni così ferita dagli eventi della sua vita da credere di essere un fantasma.

Tra Torey e la bambina cresce una relazione fragile, dagli equilibri delicati, ma più Torey si sforza di svelare il mistero del dolore di Jadie, più la storia della bambina diventa spaventosa. Le cose che racconta a Torey, siano esse oscure o decisamente scioccanti, portano a una serie di indizi di un vero giallo tinto di paura e fantasia. Più Torey apprende, più il puzzle della vita di Jadie al di fuori della scuola si fa complicato.
Le preoccupazioni della bambina rispetto a strani simboli e atti sessuali perversi sembrano indicare un'interpretazione che Torey non è tanto disposta a riconoscere. possibile che Jadie sia vittima di abusi rituali? O di abusi sessuali spaventosi? O si tratta dell'immaginazione malata di una bambina gravemente disturbata?

Con la sua inimitabile miscela di compassione, insight e superbe doti narrative, Torey Hayden ancora una volta mostra il potere dell'amore e la capacità di resistenza dello spirito umano. Narrata con onestà e umanità, UNA BAMBINA E GLI SPETTRI è al contempo un resoconto molto profondo dei problemi che si incontrano quando si sospettano abusi infantili e una storia di orrore psicologico assolutamente avvincente.

Scrivendo  UNA BAMBINA E GLI SPETTRI il tema che Torey voleva affrontare specificamente era la difficoltà che i professionisti incontrano nell'interpretare i disturbi del comportamento. All'epoca in cui ha scritto  UNA BAMBINA E GLI SPETTRI, era preoccupata per tutte le persone che si imbarcavano in strane avventure, come gli abusi satanici e rituali e i disordini multipli di personalità e quindi voleva dimostrare quanto fosse difficile dal punto di vista dei professionisti stabilire esattamente che cosa stava capitando - e quanto fosse facile nella diagnosi lasciarsi influenzare dalle proprie inclinazioni personali.

UNA BAMBINA E GLI SPETTRI è stato il primo libro che gli editori hanno rispedito a Torey perché lo riscrivesse. La fine poco chiara non piaceva. Ma poiché è una storia vera, Torey ha trovato difficile trovare una fine più adeguata. Il problema è stato risolto introducendo un lungo epilogo che è stato riscritto quindici volte prima di essere accettato.

UNA BAMBINA E GLI SPETTRI sarebbe poi diventato il secondo libro più popolare di Torey dopo UNA BAMBINA. Ha raggiunto la classifica dei libri più venduti in cinque paesi.
Torey ancora non è sicura di che cosa sia realmente accaduto a Jadie. 





David è un ragazzino difficile: abbandonato dalla madre da piccolo, parla con difficoltà, è violento e apparentemente ritardato. Le famiglie alle quali è stato affidato insieme alla sorella hanno finito per rispedirlo agli assistenti sociali. Il suo modo di fare ordine in una vita spezzata è quello di trovare la cosa veramente peggiore: andare dal dentista, essere picchiato dai compagni, non avere nessuno che si preoccupa per lui. Fino a quando, insperabilmente, i brandelli della sua esistenza cominciano a trovare un significato: la nuova famiglia è una donna sola che potrebbe essere sua nonna, ma che lo tratta con rispetto e affetto, e i suoi nuovi amici sono una bambina più piccola e geniale - e per questo emarginata proprio come lui - e un piccolo gufo orfano.

La cosa veramente peggiore Torey Hayden, una delle autrici più attente al mondo dell'infanzia e ai suoi problemi, ha scritto un libro sui bambini rivolto anche ai bambini: un romanzo breve, lieve e profondo, delicato e crudele al tempo stesso.

"David teneva costantemente aggiornato, nella sua mente, l'elenco delle 'Cose Veramente Peggiori'. Numero 22: andare dal dentista. Numero 18: andare dal dentista e scoprire di avere due carie, ma poi, quando veniva il momento dell'otturazione, quella voce passava prontamente al Numero 8 della lista.
David sapeva anche quale fosse la cosa veramente peggiore. Era il nulla. Quando non c'era nessuno a cui importasse qualcosa di ciò che ti capitava. Era il non appartenere a nessun luogo e a nessuna creatura. Ecco cosa c'era al Primo Posto nell'elenco delle Cose Veramente Peggiori."




FOTOGRAFIE D'AUTORE

Una giovane fotografa, Jea,  innamorata dei libri di Torey Hayden ci ha inviato delle bellissime fotografie con una poetica presetazione che pubblichiamo qui di seguito:


Infanzia rubata"


Guardarsi allo specchio e non sapere da dove si arriva,
inciampare su un giocattolo e non sapere a cosa serve,
incrociare sguardi di comprensione e sospettare di chi sta dietro,
provare stupore davanti ad un abbraccio o, a chi semplicemente ti vuole ascoltare...

A 15 anni mi diedero un libro da leggere per le vacanze, "Figli di nessuno" l' autrice è Torey Hayden,  il libro venne definito "...per tutti coloro che si preoccupano di ciò che avviene nella mente e nel cuore dei bambini. " - Mary Kenny. Non solo dovevamo leggerlo, ma anche analizzarlo in modo più approfondito, quel libro mi rapì, e mi rifiutai di leggere i seguenti libri.
E' un romanzo molto bello e  molto, forse troppo,  profondo e ciò mi fece riflettere...

Ogni reazione di chi aveva letto il libro fù diversa l' uno dall' altra, e mi portò ad entrare in contatto con le diverse sensibilità delle persone in modo brusco. Sarà per questo, sarà per  le mie esperienze, sarà perché tutti siamo diversi che mi ritrovo a far la cacciatrice d' immagini...
Per questo servizio non si è allestito un set, posizionato e procurato gli oggetti, ma mi sono munita di macchina fotografica, ho girato, sono uscita: è realtà.

Queste fotografie possono presentare un parco, un' altalena, un palloncino, un cavallo a dondolo, ecc... Sono tutte cose che fanno pensare ai bambini, all'infanzia, ma piccolo particolare...non compaiono bambini!
Sono "infanzie rubate", ritraggono oggetti, segni della presenza del bambino, lì, accantonato, abbandonato, come se fosse stato perso, rapito...
Caratteristica? Sono in bianco e nero !

I bambini sono il senso dell' infanzia, senza il senso le cose perdono il loro colore!

Jea



L' ingresso

Siamo all' ingresso di un giardinetto, hanno cercato di strappare la rete al cancelletto che conduce ai giochi, ma non riuscendoci si sono limitati a romperla e deformarne la forma. La rete circostante è anch' essa deformata, ed il cancelletto che è sinonimo di sicurezza e protezione, in un giardino è spalancato. L' irruenza, la violenza visiva, hanno aperto questo servizio...





L' altalena solitaria

Non c' è nulla di più triste di un parco per i bambini senza bambini e senza colori... è tutto lì, statico e intatto, quasi come se stesse aspettando di ritornare a respirare

 

 

Peter pan non esiste

La semplicità e spensieratezza di un palloncino che vola nell' aria ricordano tanto quelle di un bimbo, sono i principali motivi per il quale un adulto nutre la mancanza di quest' età... Eppure, a volte è quello che succede crescendo: palloncini sgonfi. Dimenticandoci l' importanza dell' infanzia perdiamo colore, ci sgonfiamo, e ci abbandoniamo al senso che ci danno gli altri, vincolando chi l' infanzia la deve ancora passare.

 

 

Sul filo del rasoio

Un vestitino nel bosco su di un filo spinato, le foglie stanno quasi per inghiottirselo...

 

 

Sulla strada

Essere protetto, tutelato, coccolato, istruito, educato e avere un posto caldo dove stare, ma non a tutti è sata data quest' opportunità.

 

Il rapimento

Immobile, rovesciato sul ciglio di una strada trafficata...

 

 

La maglietta

Senza di te ho freddo, senza di te mi ferisco facilmente, senza di te mi vedono tutti, perchè la mia maglietta è la mia infanzia...

 

 

Perdersi

I bambini non sempre hanno la forza e capacità di opporsi, raramente riescono a capire quando devono farlo...e allora si perdono e, si lasciano andare...

 

 

L' abbandono

Per le vie centrali della città, su di un marciapiede, qualcosa potrebbe venirsi a rompere...

 

Non gioco, devo lavorare!

Non vi sono vere e proprie statistiche attendibili, in quanto il tasso di mortalità o integrazione nel lavoro minorile è alto! In media si aggira intorno ai 250 milioni di bambini, che ogni giorno, si alzano per lavorare, alcuni non hanno mai visto un pallone, e alcuni non lo vedranno mai.

 

Foto Jea



 

 

 

 

 



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